Titolo: A tutto c’è rimedio
Autore
: Helen Phillips
Traduzione: Cristina Pascotto e Alice Intelisano
Genere: Narrativa – raccolta di racconti
Pagine: 200
Titolo originale: Some possible solutions
Isbn: Versione cartacea: 978-88-97561-89-7; versione epub: 9788832107043
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Dall’autrice dell’acclamato “La bella burocrate” una surreale raccolta di racconti

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«Adoro la mente geniale, selvaggia ed eccentrica di Helen Phillips».
Lauren Groff

Nei mondi distopici in cui si muovono gli indimenticabili personaggi dei racconti di “A tutto c’è rimedio” – partner robotici pronti a soddisfare i più inesprimibili desideri, inquietanti neomamme sosia, conoscitori di impossibili domande, individui pronti a fondersi con la propria anima gemella aliena, tutti impegnati a rimediare alle difficoltà delle indistricabili relazioni umane e a trovare il loro posto nel mondo naturale – troveremo le emozioni più autentiche che attraversano ognuno di noi: l’inevitabilità dell’amore, lo humour e la meraviglia del tessuto della vita come possibile risposta alle più grandi domande che siamo chiamati ad affrontare.

Helen Phillips è autrice dell’opera And Yet They Were Happy, nominata tra le migliori raccolte del 2011 da The Story Prize. È la vincitrice del Rona Jaffe Foundation Writer’s Award, dell’Italo Calvino Prize in Fabulist Fiction, The Iowa Review Non ction Award, e del Diagram Innovative Fiction Award. I suoi lavori sono apparsi in NPR’s Selected Shorts e in Tin House. Vive a Brooklyn con il marito, l’artista Adam Douglas Thompson, e i loro figli. Safarà Editore ha pubblicato il suo romanzo più celebre, La bella burocrate (Safarà Editore, 2017), tra i migliori romanzi del 2016 del New York Times.

«Una maestra nel creare mondi leggermente obliqui del tutto somiglianti al nostro».
Los Angeles Times

«Proprio quando pensi di aver capito a che gioco sta giocando, ecco arrivare un’altra piccola fiaba, un puzzle postmodernista, o una scaltra rivelazione».
O, The Oprah Magazine

«Phillips dimostra di essere in grado di trattare alcune delle più grandi domande sull’esistenza offrendo, ebbene sì, alcuni possibili rimedi».
Kirkus Review

 

Praises per “La bella burocrate”

«L’ibrido tra quotidianità più comune e deformazione fiabesca che propone ha una originale e spiazzante forza narrativa».
Elisabetta Rasy, Il Sole 24 Ore

«Il romanzo di Helen Phillips […] è un libro straordinario».
Letizia Magnani, Il piacere della lettura

«La bella burocrate è fiabesco, visionario, distopico, consapevole di Franz Kafka e di David Lynch, inaspettatamente sentimentale, a volte».
Tiziana Lo Porto, D di Repubblica, 2/9/2017

«Un romanzo che riflette “sulla tendenza della tecnologia a registrarci come numeri piuttosto che come individui”».
Noemi Milani, Il libraio.it, 5/9/2017

Tra i 24 autori da non lasciarsi scappare al Festivaletteratura secondo Laura Pezzino di Vanity Fair

«La vicenda di Josephine, che Hellen Phillips racconta con delicatezza, ma anche con i colori del thriller, porta a riflettere sia su un nostro possibile futuro, sia sul modo in cui la letteratura potrebbe influenzarlo».
askanews.it, 7/9/2017

«La claustrofobia è una condizione canonica per gli eroi dei romanzi esistenziali. L’ufficio, in un edificio senza finestre di un remoto quartiere, dove Josephine inserisce una serie infinita di numeri in un programma conosciuto come Database, è un luogo esistenziale che rappresenta la nascita e la morte e quello che riusciamo a fare in mezzo. Quello che è claustrofobico è proprio la nostra vita e la questione che sollevo è: come riusciamo a trovare calore e bellezza in questa claustrofobia?».
Ansa.it, 9/9/2017

«La scrittrice mescola le atmosfere angoscianti della precarietà e della spersonalizzazione a una vena sentimentale che riemerge, a ogni fine giornata, quando Josephine e Joseph si ritrovano nei loro tristi giacigli contrapponendo alla durezza del vivere la dolcezza della loro complicità».
Corriere della Sera, 19/9/2017

«Sono passati 33 anni dal 1984 fantasticato da George Orwell nel capolavoro che inaugurò l’era della distopia. Concetto ormai abusato in un mondo letterario succube della serialità televisiva. La bella burocrate ne rinnova però il senso e la sceneggiatura, costruendo con alcuni suoi ingredienti una parabola senza tempo sull’alienazione umana che cresce di intensità pagina dopo pagina. Uno psicothriller metafisico con in sottofondo il costante ronzio della tastiera, simile al “silenzioso ruggito di un milione di scarafaggi in marcia”».
Panorama.it

«Da quando la distopia è diventata così mainstream, è bello leggere qualcosa che riesca davvero a distinguersi».
Una banda di cefali