Titolo: La bella burocrate
Autore
: Helen Phillips
Traduzione: Cristina Pascotto
Genere: Narrativa
Pagine: 176
Titolo originale: The Beautiful Bureaucrat
Isbn: Versione cartacea: 978-88-97561-70-5; versione epub: 978-88-97561-76-7
Acquista l’e-book su Ibs.it; Amazon.it; Bookrepublic.it

«Narrata con il tocco lieve di Calvino e il cuore caldo di Saramago, questa piccola  fiaba nera è divertente, cupa, spaventosa e bellissima. La adoro».
Ursula K. Le Guin


gray


Tra i migliori romanzi dell’anno del New York Times

In un edificio privo di finestre in un remoto quartiere di un’immensa città, la nuova assunta Josephine immette una serie infinita di numeri in un programma conosciuto solo come Database. Mentre i giorni si inanellano l’uno all’altro insieme alle pile di indecifrabili documenti, Josephine sente nascere dentro di sé un’inquietudine sempre più sottile e penetrante. Dopo l’inspiegabile sparizione di suo marito, in un crescendo vertiginoso Josephine scoprirà che la sua paura, divenuta oramai terrore, era pienamente giustificata.

Helen Phillips è autrice dell’opera And Yet They Were Happy, nominata tra le migliori raccolte del 2011 da The Story Prize. È la vincitrice del Rona Jaffe Foundation Writer’s Award, dell’Italo Calvino Prize in Fabulist Fiction, The Iowa Review Non ction Award, e del Diagram Innovative Fiction Award. I suoi lavori sono apparsi in NPR’s Selected Shorts e in Tin House. Vive a Brooklyn con il marito, l’artista Adam Douglas Thompson, e i loro figli.

«Una parabola seducente».
Vanity Fair

«Kafka amerebbe questo romanzo».
NPR

«Un’irresistibile e insolita messa in scena nella quale l’amore tra Joseph e Josephine – giocoso, solidale, intimo – li forgia per la tempesta esistenziale e metafisica che si scatena intorno a loro».
The New York Times

«L’ibrido tra quotidianità più comune e deformazione fiabesca che propone ha una originale e spiazzante forza narrativa».
Elisabetta Rasy, Il Sole 24 Ore

«Il romanzo di Helen Phillips […] è un libro straordinario».
Letizia Magnani, Il piacere della lettura

«La bella burocrate è fiabesco, visionario, distopico, consapevole di Franz Kafka e di David Lynch, inaspettatamente sentimentale, a volte».
Tiziana Lo Porto, D di Repubblica, 2/9/2017

«Un romanzo che riflette “sulla tendenza della tecnologia a registrarci come numeri piuttosto che come individui”».
Noemi Milani, Il libraio.it, 5/9/2017

Tra i 24 autori da non lasciarsi scappare al Festivaletteratura secondo Laura Pezzino di Vanity Fair

«La vicenda di Josephine, che Hellen Phillips racconta con delicatezza, ma anche con i colori del thriller, porta a riflettere sia su un nostro possibile futuro, sia sul modo in cui la letteratura potrebbe influenzarlo».
askanews.it, 7/9/2017

«La claustrofobia è una condizione canonica per gli eroi dei romanzi esistenziali. L’ufficio, in un edificio senza finestre di un remoto quartiere, dove Josephine inserisce una serie infinita di numeri in un programma conosciuto come Database, è un luogo esistenziale che rappresenta la nascita e la morte e quello che riusciamo a fare in mezzo. Quello che è claustrofobico è proprio la nostra vita e la questione che sollevo è: come riusciamo a trovare calore e bellezza in questa claustrofobia?».
Ansa.it, 9/9/2017

«La scrittrice mescola le atmosfere angoscianti della precarietà e della spersonalizzazione a una vena sentimentale che riemerge, a ogni fine giornata, quando Josephine e Joseph si ritrovano nei loro tristi giacigli contrapponendo alla durezza del vivere la dolcezza della loro complicità».
Corriere della Sera, 19/9/2017

«Sono passati 33 anni dal 1984 fantasticato da George Orwell nel capolavoro che inaugurò l’era della distopia. Concetto ormai abusato in un mondo letterario succube della serialità televisiva. La bella burocrate ne rinnova però il senso e la sceneggiatura, costruendo con alcuni suoi ingredienti una parabola senza tempo sull’alienazione umana che cresce di intensità pagina dopo pagina. Uno psicothriller metafisico con in sottofondo il costante ronzio della tastiera, simile al “silenzioso ruggito di un milione di scarafaggi in marcia”».
Panorama.it

«Da quando la distopia è diventata così mainstream, è bello leggere qualcosa che riesca davvero a distinguersi».
Una banda di cefali