Titolo: L’immagine incarnata
Autore: Juhani Pallasmaa
Collana: La mano che pensa – n. 3
Traduzione: Matteo Zambelli
Genere: Saggistica
Soggetto: Architettura, Neuroscienze
Uscita: ottobre 2014
Pagine: 192
Lingua: Italiano
ISBN: 978 – 88 – 97561 – 21 – 7

Tutti gli effetti artistici e architettonici sono evocati, mediati ed esperiti attraver­so immagini poeticizzate. Tali immagini costituiscono esperienze incarnate e vissu­te che hanno luogo nella ‘carne del mondo’ e diventano parte di noi nel momento in cui inconsciamente proiettiamo aspetti di noi stessi in un dato spazio, oggetto o evento […]. La realtà materiale è costituzionalmente fusa con il nostro reame men­tale e immaginativo”.
Con il suo saggio, per la prima volta in traduzione italiana, Pallasmaa, architetto e filosofo finlandese di cui Safarà Editore ha già pubblicato “La mano che pensa”, ci conduce in un’indagine attraverso il multifor­me universo dell’Architettura, svelando la sua intima connessione con il mon­do delle immagini che sprigionano la potenza visiva della poesia e dei ricordi. Questa lettura è un viaggio fra immagine di distruzione e di bellezza, fra l’immaginario della finestra e della porta e la metafora vissuta.

Juhani Pallasmaa è una figura di riferimento internazionale per quanto riguarda l’architettura e il Design. Dal 2008 è nella giuria che assegna il Pritzker Prize. Ha insegnato in molte università. Come professionista si è occupato di progettazione architettonica, grafica, design con opere e lavori in Finlandia, Francia, Slovenia, Russia, Etiopia, Cina e Stati Uniti. Ha ricevuto premi e riconoscimenti significativi, è membro onorario del RIBA, dell’Istituto Americano degli Architetti e ha rappresentato la Finlandia alla Biennale di Architettura del 1991. È autore di molti libri pubblicati in circa trenta lingue; alcuni di questi sono diventati dei classici letti da studenti e architetti in tutto il mondo. Per Safarà Editore ha pubblicato La mano che pensa (febbraio 2014), che ha inaugurato l’omonima collana sull’architettura e le neuroscienze.

Esistono libri che hanno il potere di risvegliare il desiderio della bellezza e l’ambizione di ricondurre l’Uomo al centro del discorso e del fare architettonico. Libri in cui le parole riattivano sensi e percezioni evocando luoghi e pensieri; opere create per pensare e progettare, dunque libri che ci fanno sperare in un futuro migliore e in un presente creativo e attivo. La mano che pensa vuole essere uno di questi libri. Oggi, proprio quando abbiamo imparato a espandere sempre di più i confini del virtuale, è nata una nuova attenzione verso il sensibile, originata da un bisogno fisico di essere presenti, di sentirsi incarnati in esso, di essere parte di un flusso di atomi e non solo di una sequenza di bit in un reciproco riconoscimento fra se stessi e il luogo che si abita. Un luogo che è ora chiamato ad accogliere e comprendere, in cui abitante e spazio abitato si vogliono definire vicendevolmente; un luogo che protegge e rende liberi nel medesimo momento. Siamo dinanzi a una nuova estetica, che nessun render nemmeno il più raffinato al mondo – riuscirà a catturare e trasformare in simulacro. I suoi elementi? Atmosfere sapientemente calibrate, geometrie dell’anima, percezioni sensoriali ben temperate, tutte unite nella tensione di costruire un rapporto più sano e maturo con l’Ambiente, nella ricerca di nuove forme di rispetto per i materiali e per il lavoro manuale e artigiano.
Il lavoro di Mani che pensano: Thinking hand, per l’appunto.

J. Pallasmaa a MilanoTour J. Pallasmaa in Italia

novembre/dicembre 2014 – «Area» n.137 «Juhani Pallasmaa: gli intrighi introspettivi in una foresta finnica»
5 gennaio 2015 – Figuredellimmaginario.altervista.org «Recensione: Juhani Pallasmaa, “L’immagine incarnata”» di Salvatore Grandone
marzo 2015 – The-booklist.com «Intervista a Juhani Pallasmaa» di Luca Galofaro