Giuseppe Ragnetti

Giuseppe Ragnetti

«Ho dedicato la mia vita a portare avanti il pensiero di Francesco Fattorello. Ora, che non sono più giovane, vorrei che tornasse nella sua città natale, Pordenone. Lancio un appello: chiedo aiuto a tutti per intitolare una strada, affiggere una targa commemorativa, trovare una stanza nella quale poter tenere dei corsi, per far continuare a vivere Francesco Fattorello. Per me, nessuna ricompensa».

Queste le parole del professore Giuseppe Ragnetti, che ieri sera (9 aprile) alle 17.30 nella sala Degan della biblioteca civica di Pordenone ha tenuto una conferenza su Francesco Fattorello. Ragnetti, suo erede culturale e morale, l’ha presentato ai pordenonesi in una conferenza dal titolo “Il ritorno a casa: le radici di Francesco Fattorello sono a Pordenone”, nata da un progetto della casa editrice pordenonese Safarà Editore e sostenuta dal comune di Pordenone (a rappresentarlo, l’assessore Rubino). La conferenza per Ragnetti, professore ottantenne giunto da Roma a Pordenone in occasione della conferenza, si è rivelata l’occasione di lanciare il suo appello. «Fattorello potrebbe diventare il fiore all’occhiello del corso di comunicazione multimediale dell’Università di Pordenone» ha detto.

Francesco Fattorello

Francesco Fattorello

Fattorello, nato a Pordenone nel 1902, fu letterato, storico e sociologo e si dedicò per tutta la vita al giornalismo in qualità di professionista e soprattutto di teorico. Ha detenuto la prima cattedra italiana di Storia del giornalismo, prima a Trieste e poi a Roma, ed è il primo in Italia ad aver scritto una “storia del giornalismo”. È noto a livello internazionale per “La Tecnica Sociale dell’Informazione”. Ha fondato a Roma nel 1947 la prima scuola italiana di giornalismo, l’Istituto Italiano di Pubblicismo. L’opera di Fattorello uscirà fra qualche mese, per la prima volta in traduzione inglese, per la casa editrice londinese Palgrave Macmillan, editore internazionale che cura le pubblicazioni di IAMCR/AIERI, l’organizzazione dell’UNESCO fondata a Parigi nel 1957 al fine di coordinare le attività di studi e ricerche sulla comunicazione in tutto il mondo.

L’approccio teorico fattorelliano, a quasi 70 anni dalla sua ideazione, rappresenta una visione di grande modernità, che mette sullo stesso piano soggetto promotore e soggetto recettore dell’informazione e che nega l’oggettività al testo giornalistico. Francesco Fattorello, anticipando di oltre mezzo secolo quella che sarebbe diventata l’impostazione teorica adottata in tutto il mondo, ebbe la determinazione di decostruire scientificamente le più accreditate teorie d’oltreoceano in un periodo – quello del primo dopoguerra – in cui l’èlite culturale del nostro Paese accettava acriticamente ogni espressione della cultura americana.

Visita anche il sito dell’Istituto Francesco Fattorello.

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