Titolo: Il buio a luci accese
Autore: David Hayden
Traduzione: Riccardo Duranti
Genere: Narrativa – raccolta di racconti
Pagine: 200
Isbn: Versione cartacea: 978-88-97561-99-6; versione epub: 978-88-32107-29-6

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Nei racconti di questo sconcertante debutto l’inconscio e l’onirico regnano indisturbati, mentre i protagonisti si muovono in una realtà che accade appena al di là del mondo percepito, e per questo ancora più viva e profonda. Tra i molti personaggi impossibili incontreremo un uomo destinato a una caduta infinita, convitati a un banchetto proibito, un vecchio che trascorrerà l’eternità in un libro, minatori scossi da pianti irrefrenabili e un uomo che avanza nei suoi stessi sogni, facendosi d’oro: Il buio a luci accese introduce un nuovo talento letterario dal potenziale sismico.
David Hayden è nato a Dublino, ha vissuto negli Stati Uniti e in Australia e ora vive a Norwich, nel Regno Unito, dove attualmente sta lavorando al suo primo romanzo. È stato selezionato per il 25° RTÉ Francis MacManus Short Story e i suoi racconti sono apparsi in Zoetrope e Granta.

«Difficile da cogliere, ma impossibile da ignorare. […] Una volta ogni secolo, arriva un libro che non assomiglia a nulla che abbiate mai letto».
The Guardian

«Con gli occhi di un poeta, Hayden ci conduce in una serie di scenari onirici nella cui densità e stranezza riecheggia Tarkovskij. […] Un inquietante capolavoro».
The Spectator

«È universalmente riconosciuto come David Hayden sia uno dei più interessanti scrittori di racconti in circolazione».
Eimear McBride, autrice di Una ragazza lasciata a metà

«A tratti evoca Borges […] ed è chiara la presenza di Beckett, necessaria in ogni opera che esplora le potenzialità e i limiti del linguaggio sull’orlo dell’oblio».
Literary Review

«Il buio a luci accese ribolle di energie inquiete e di abbacinante maestria ludica».
The Irish Times

«Ecco, Hayden possiede la capacità ineffabile e totale di rendere sulla pagina lo stato dissociativo tra pensiero e comportamento e dà la sensazione di non rappresentarli in successione ma di riprodurli nel momento stesso in cui accadono. […] Non c’è traccia di moralismo nei venti racconti di Hayden che si rivela piuttosto essere un sublime manipolatore degli effetti collaterali della realtà».
Il Piccolo

«Hayden ha ben chiaro quanto siano sterminate le possibilità della letteratura, il suo grado estremo e incontrollato di sperimentazione e ne approfitta da par suo».
Liberi di scrivere 

«Se qualcosa hanno in comune [questi racconti] è l’aura onirica, il gioco a nascondino con la memoria e il subcosciente, una partita di fioretto tra dilemmi e misteri. Non a caso qualche critico ha parlato di echi borgesiani. Io vi leggo più la presenza di Beckett, ma di un Beckett che sceglie per una volta di confessarsi, di parlare del vuoto che lui sa riempire a parole».
Alfabeta2

«David Hayden, dalla voce narrativa squillante, stentorea e davvero sorprendente, destabilizzante, eccezionale, originalissima, tratteggia con enorme talento e matura abilità in questa raffinata antologia di racconti che procedono per ossimori la policromia inquietante della molteplicità dell’anima, dell’inconscio, del subconscio, dell’onirico, emblema e allegoria dello sconcerto dinnanzi alla realtà, spesso incomprensibile e crudele […] Impeccabile: è un grave peccato perderlo, un uragano d’aria fresca».
Convenzionali

«Capita una volta ogni morte di papa d’imbattersi in un libro che non somiglia a nient’altro che avete letto prima […] venti racconti difficili da comprendere, ma impossibili da ignorare».
Internazionale

«Ci troviamo di fronte a un animale ibrido, uno scrittore con la capacità compositiva di David Means e la fantasia infantile e deliziosa di George Saunders».
Flanerì

«Il libro è un viaggio letterario a tratti delirante ma non banale, perché Hayden utilizza metafore, personaggi strambi e situazioni fantastiche e assurde per indagare e narrare quanto di vero, tormentato e reale si nasconde nel cuore e nella mente di ogni essere umano».
Sul Romanzo

«Favole che parlano con violenza e trasporto di memoria, perdite e ossessioni, dove le leggi della natura sono invertite come nel titolo […] Con questi racconti per niente tranquilli, che si inseriscono tra Ballard e Borges, Hayden ha estratto a uno a uno incubi, desideri, miti e quel poco che ci rende davvero ciò che siamo e che teniamo nascosto».
Vanity Fair Italia

«Uno straordinario libro di racconti che attinge dalla lezione di Samuel Beckett e ricorda il primo George Saunders».
Il mattino

«L’autore, una sorta di Andersen destrutturato e cupissimo, lavora principalmente con l’elemento visivo, camminando in punta di piedi tra i confini di surreale e reale. Una lettura che ruba la bussola al suo lettore, gettato sin da subito nell’oscurità dell’ignoto…».
Matteo Fumagalli in Il Libraio 

«Ha il raro dono di prendere strade meno battute e parlare di grandi questioni come amore, morte e tempo, pur parlando d’altro, nascondendosi tra le pieghe delle parole, in una scrittura densa, cinematografica e grottesca, lirica ed enigmatica».
L’Avvenire

«Una prosa mai vista che a tratti tocca il delirio, ma è in grado di sedimentarsi nell’inconscio (lo stesso luogo da cui nasce)».
Rivista Studio

«Se cercate quindi una lettura capace di sorprendervi davvero, Il buio a luci accese non potrà che appiccare il fuoco nella vostra mente».
Il blog di Marco Mogetta su Il fatto quotidiano