Titolo: Jón
& le missive che scrisse alla moglie incinta mentre svernava in una grotta & preparava il di lei avvento & dei nuovi tempi
Autore: Ófeigur Sigurðsson
Traduzione: Silvia Cosimini
Genere: Narrativa
Pagine: 208
Prezzo: 18 €
Illustrazione in copertina: mimicoco design
Isbn versione cartacea: 978-88-32107-21-0
Isbn versione ebook: 978-88-32107-26-5

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Vincitore dell’European Union Prize for Literature

Jón è il romanzo basato sulle leggendarie missive che il pastore protestante islandese Jón Steingrímsson invia alla moglie Þorunn, incinta del loro bambino, mentre percorre un’Islanda sconvolta dalle furiose esplosioni del vulcano Katla. L’uomo, accusato dell’omicidio del precedente marito della donna, cerca rifugio in una grotta; in questo paesaggio devastato incontrerà, oltre alle nubi grigie di cenere e lapilli, una singolare bellezza nel risveglio feroce della natura e bizzarri compagni di viaggio, che faranno germogliare in lui la speranza di una nuova vita con l’avvento della primavera, quando potrà accogliere tra le sue braccia Þorunn e il figlio in procinto di nascere. L’epica vicenda del pastore Jón, realmente esistito, è una delle più conosciute e raccontate in Islanda, e viene magnificamente interpretata da Ófeigur Sigurðsson in un romanzo che gli è valso il Premio Europeo per la Letteratura.

Ófeigur Sigurðsson è nato a Reykjavík nel 1975 e ha pubblicato sei raccolte di poesie e due romanzi. Ha conseguito la laurea presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università d’Islanda nel 2007 con una tesi sul tabù e la trasgressione nelle opere di Georges Bataille. Ha cambiato spesso professione, lavorando ad esempio come guardiano notturno in un hotel e come lavoratore portuale. È traduttore di narrativa e autore radiofonico per programmi dedicati alla letteratura, ed è in prima linea in un movimento poetico che ha recentemente contribuito a rimodellare la forma della poesia islandese. Nel 2011 ha vinto il Premio Europeo per la Letteratura con Jón, che, insieme al suo secondo romanzo Öræfi, sono stati tradotti in più di dieci lingue. Con Öræfi ha vinto il Book Merchant’s Prize nel 2014 e l’Icelandic Literature Prize nel 2015.

«Un romanzo perfetto e originale. Attraverso la descrizione del personaggio storico, l’autore amalgama vertici di autentica raffinatezza».
Einar Falur Ingolfssón, Morgunbladid Daily

«Incredibilmente spiritoso, talvolta esilarante, ma allo stesso tempo lirico e sempre lucido, sempre fresco, una vera esperienza di lettura. […] Un testo elaborato ad arte in una storia straordinariamente ben costruita che rispecchia la realtà, sia di oggi che di allora. Indubbiamente uno dei migliori romanzi dell’anno».
Fridrika Benonysdottir, Frettabladid Daily

«Il lungo titolo non mente: questa è veramente una storia in cui il narratore nel profondo sa di prepararsi per l’arrivo di nuovi tempi. Si tratta di un romanzo storico su Jón Steingrímsson, il “Pastore del Fuoco”, quando era giovane e innamorato. È anche un romanzo su un presunto crimine e su un’Islanda oscurata dalle nubi della cenere vulcanica: l’anno è il 1775, quando il Grande Terremoto scosse Lisbona dalle radici e il Katla rigurgitò la sua più violenta eruzione sul popolo d’Islanda. E questo è precisamente quello che rende la storia così ben congegnata: l’ambiente osti- le non può vincere l’amore contenuto nelle lettere e allo stesso tempo ci ricorda la natura, che dà tutto e non risparmia nulla».
Vidsja, National Broadcasting Service, Gauti Kristmannsson

«È insopportabilmente pesante per me averti lasciata incinta lassù nel settentrione, ma è stata una decisione condivisa. Quanto mi manca la piccola Sigríður e tutti gli altri bambini, a esser tanto lontano dal vostro calore. Spero d’avervi preparato a sufficienza per il verno. A settembre, quando io e Þorsteinn siamo partiti, s’era già manifestato un inverno freddo, con gelo e carestie della peggior sorta. […] Son tempi amari, Þórunn, tu a Frostastaðir, io a Hellar, tra di noi gli altipiani intieri, il Katla sputa per aria le viscere di questo deserto, tanto che solo in Dio potremo unirci sovrastando la vastità smisurata».