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  • Titolo: Lanark - Una vita in quattro libri Autore: Alasdair Gray Traduzione: Enrico Terrinoni Genere: Narrativa Volumi: 4 Isbn: 978-88-97561-77-4 Uscita: dicembre 2017 Con prefazione di Jeff VanderMeer

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    Dalla prefazione di Jeff VanderMeer «Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

    Descrizione Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali. Pubblicato per la prima volta in lingua inglese nel 1981, Lanark ha immediatamente collocato Gray nell’empireo dei più importanti autori britannici ed è stato comparato, tra gli altri, a Dante, Blake, Joyce, Orwell, Kafka, Huxley e Lewis Carroll.

    Alasdair Gray (Glasgow, 28 dicembre 1934) è un eclettico scrittore, artista, poeta e drammaturgo scozzese. Personalità poliedrica del panorama artistico europeo, nelle sue opere fonde elementi provenienti dai più diversi generi letterari, in cui il realismo si unisce all’elemento fantastico, la satira sociale al dramma, e lo humour è sempre al servizio della verità della narrazione. L’opera più nota è il suo primo romanzo Lanark – Una vita in quattro libri. Scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal New York Times Book Review «La Divina Commedia del cripto-calvinismo anglosassone». Il suo romanzo Poveracci! ha vinto il Whitbread Novel Award e il Guardian Fiction Prize.

    Enrico Terrinoni è professore associato di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di 20 università italiane ed europee. Si occupa di letterature di lingua inglese, e di teoria e pratica della traduzione. Collabora con Il Manifesto; suoi contributi sono usciti anche sul Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Ha pubblicato diversi libri, saggi e recensioni, oltre a numerose traduzioni dall’inglese di contemporanei e classici (Francis Bacon, Nathaniel Hawthorne). In particolare ha lavorato su James Joyce e l’Ulisse, opera della quale ha realizzato una nuova e premiata traduzione per Newton Compton. Sta lavorando a una nuova edizione annotata di Spoon River Anthology di Masters e alla traduzione italiana di Finnegans Wake.

    «Uno dei pilastri della narrativa del XX secolo» The Guardian

    «Non c’è riassunto che possa fare giustizia a quello che Gray è riuscito a fare in Lanark». BBC UK

    «Alasdair Gray è una specie rara nella letteratura anglosassone, un autentico sperimentalista, che ha trasgredito a ogni normale tradizione della prosa, in un delirio conturbante». David Lodge

    «Uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura scozzese contemporanea». Il Sole 24 Ore

    «Finalmente approda in Italia Lanark, una vita in quattro libri, per Safarà Editore, in un’edizione elegante e originale». Il Manifesto

    «Lanark diverrà, per un istante o per tutta la vita, il libro di cui i lettori non potranno fare a meno». The New York Times

    «Il mio consiglio è di non perdere l’occasione e sostenere questa storica iniziativa culturale, un tassello per la fondazione di un’identità europea in divenire e un’esperienza letteraria indimenticabile». Ultimavoce.it

    «Possibile che di un libro così importante non si avesse notizia e non fosse mai stato tradotto? Ora che è giunto in libreria l'ultimo volume [...] possiamo dirlo: sì, era possibile. Lanark [...] è un capolavoro». Vanni Santoni, La Lettura del Corriere della Sera

    «Senza dubbio Lanark è uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura contemporanea ma anche tra i più leggibili: un'autentica scoperta per il lettore che divora e viene divorato dalle visioni di Gray, tanto apocalittiche quanto politiche. Di certo Lanark non è ancora conosciuto come meriterebbe. Il genio visionario di Gray è identico se non più potente di quello di Philip K. Dick. [...] Non aspettiamo che muoia, come Dick, per rendergli l'omaggio che merita: leggerlo». Gian Paolo Serino, Il Giornale

    «Di fatto, Lanark riesce a catapultarci in uno strano universo, risucchiando tutta la nostra voglia d’energia vitale fino alla fine, a cominciare dai libri di Duncan Thaw in cui la ricostruzione sia della Glasgow del tempo sia delle emozioni personali è del tutto lineare». Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini

    Il Manifesto; Gli angoli bui del mondo di Andrea Comincini, 14/04/2016 Il Sole 24 Ore; L'Ulisse in versione scozzese di Renzo S. Crivelli, 1/05/2016 Ultimavoce.it; Il capolavoro che non hai mai sentito nominare di Alessandro Benassi, 28/08/2016 Scenaillustrata.com; Alla ricerca della vita dentro la vita di Andrea Comincini, 1/10/2016 La Lettura del Corriere della Sera, Lanark, padre di tante distopie di Vanni Santoni 27/8/2017 Il Giornale, Nella Glasgow di Alasdair Gray il fantasy diventa critica sociale di Gian Paolo Serino, 23/9/2017 Il Tascabile: Perché leggere Lanark Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini, 12/11/2017

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    Lanark Vol.1 – Alasdair Gray

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    Titolo: Lanark - Una vita in quattro libri Autore: Alasdair Gray Traduzione: Enrico Terrinoni Genere: Narrativa Pagine: 188 Prezzo: 14,90 € Isbn: 9788897561446 Uscita: dicembre 2015 Volume primo Con prefazione di Jeff VanderMeer

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    Dalla prefazione di Jeff VanderMeer «Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

    Descrizione Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali. Pubblicato per la prima volta in lingua inglese nel 1981, Lanark ha immediatamente collocato Gray nell’empireo dei più importanti autori britannici ed è stato comparato, tra gli altri, a Dante, Blake, Joyce, Orwell, Kafka, Huxley e Lewis Carroll.

    Alasdair Gray (Glasgow, 28 dicembre 1934) è un eclettico scrittore, artista, poeta e drammaturgo scozzese. Personalità poliedrica del panorama artistico europeo, nelle sue opere fonde elementi provenienti dai più diversi generi letterari, in cui il realismo si unisce all’elemento fantastico, la satira sociale al dramma, e lo humour è sempre al servizio della verità della narrazione. L’opera più nota è il suo primo romanzo Lanark – Una vita in quattro libri. Scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal New York Times Book Review «La Divina Commedia del cripto-calvinismo anglosassone». Il suo romanzo Poveracci! ha vinto il Whitbread Novel Award e il Guardian Fiction Prize.

    Enrico Terrinoni è professore associato di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di 20 università italiane ed europee. Si occupa di letterature di lingua inglese, e di teoria e pratica della traduzione. Collabora con Il Manifesto; suoi contributi sono usciti anche sul Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Ha pubblicato diversi libri, saggi e recensioni, oltre a numerose traduzioni dall’inglese di contemporanei e classici (Francis Bacon, Nathaniel Hawthorne). In particolare ha lavorato su James Joyce e l’Ulisse, opera della quale ha realizzato una nuova e premiata traduzione per Newton Compton. Sta lavorando a una nuova edizione annotata di Spoon River Anthology di Masters e alla traduzione italiana di Finnegans Wake.

    «Uno dei pilastri della narrativa del XX secolo» The Guardian

    «Non c’è riassunto che possa fare giustizia a quello che Gray è riuscito a fare in Lanark». BBC UK

    «Alasdair Gray è una specie rara nella letteratura anglosassone, un autentico sperimentalista, che ha trasgredito a ogni normale tradizione della prosa, in un delirio conturbante». David Lodge

    «Uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura scozzese contemporanea». Il Sole 24 Ore

    «Finalmente approda in Italia Lanark, una vita in quattro libri, per Safarà Editore, in un’edizione elegante e originale». Il Manifesto

    «Lanark diverrà, per un istante o per tutta la vita, il libro di cui i lettori non potranno fare a meno». The New York Times

    «Il mio consiglio è di non perdere l’occasione e sostenere questa storica iniziativa culturale, un tassello per la fondazione di un’identità europea in divenire e un’esperienza letteraria indimenticabile». Ultimavoce.it

    «Possibile che di un libro così importante non si avesse notizia e non fosse mai stato tradotto? Ora che è giunto in libreria l'ultimo volume [...] possiamo dirlo: sì, era possibile. Lanark [...] è un capolavoro». Vanni Santoni, La Lettura del Corriere della Sera

    «Senza dubbio Lanark è uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura contemporanea ma anche tra i più leggibili: un'autentica scoperta per il lettore che divora e viene divorato dalle visioni di Gray, tanto apocalittiche quanto politiche. Di certo Lanark non è ancora conosciuto come meriterebbe. Il genio visionario di Gray è identico se non più potente di quello di Philip K. Dick. [...] Non aspettiamo che muoia, come Dick, per rendergli l'omaggio che merita: leggerlo». Gian Paolo Serino, Il Giornale

    «Di fatto, Lanark riesce a catapultarci in uno strano universo, risucchiando tutta la nostra voglia d’energia vitale fino alla fine, a cominciare dai libri di Duncan Thaw in cui la ricostruzione sia della Glasgow del tempo sia delle emozioni personali è del tutto lineare». Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini

    Il Manifesto; Gli angoli bui del mondo di Andrea Comincini, 14/04/2016 Il Sole 24 Ore; L'Ulisse in versione scozzese di Renzo S. Crivelli, 1/05/2016 Ultimavoce.it; Il capolavoro che non hai mai sentito nominare di Alessandro Benassi, 28/08/2016 Scenaillustrata.com; Alla ricerca della vita dentro la vita di Andrea Comincini, 1/10/2016 La Lettura del Corriere della Sera, Lanark, padre di tante distopie di Vanni Santoni 27/8/2017 Il Giornale, Nella Glasgow di Alasdair Gray il fantasy diventa critica sociale di Gian Paolo Serino, 23/9/2017 Il Tascabile: Perché leggere Lanark Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini, 12/11/2017

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    Lanark Vol. 2 – Alasdair Gray

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    Titolo: Lanark - Una vita in quattro libri Autore: Alasdair Gray Traduzione: Enrico Terrinoni Genere: Narrativa Pagine: 165 Prezzo: 16,00 € Isbn: 9788897561354 Uscita: 25 agosto 2016 Volume secondo

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    Dalla prefazione di Jeff VanderMeer «Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

    Descrizione Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali. Pubblicato per la prima volta in lingua inglese nel 1981, Lanark ha immediatamente collocato Gray nell’empireo dei più importanti autori britannici ed è stato comparato, tra gli altri, a Dante, Blake, Joyce, Orwell, Kafka, Huxley e Lewis Carroll.

    Alasdair Gray (Glasgow, 28 dicembre 1934) è un eclettico scrittore, artista, poeta e drammaturgo scozzese. Personalità poliedrica del panorama artistico europeo, nelle sue opere fonde elementi provenienti dai più diversi generi letterari, in cui il realismo si unisce all’elemento fantastico, la satira sociale al dramma, e lo humour è sempre al servizio della verità della narrazione. L’opera più nota è il suo primo romanzo Lanark – Una vita in quattro libri. Scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal New York Times Book Review «La Divina Commedia del cripto-calvinismo anglosassone». Il suo romanzo Poveracci! ha vinto il Whitbread Novel Award e il Guardian Fiction Prize.

    Enrico Terrinoni è professore associato di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di 20 università italiane ed europee. Si occupa di letterature di lingua inglese, e di teoria e pratica della traduzione. Collabora con Il Manifesto; suoi contributi sono usciti anche sul Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Ha pubblicato diversi libri, saggi e recensioni, oltre a numerose traduzioni dall’inglese di contemporanei e classici (Francis Bacon, Nathaniel Hawthorne). In particolare ha lavorato su James Joyce e l’Ulisse, opera della quale ha realizzato una nuova e premiata traduzione per Newton Compton. Sta lavorando a una nuova edizione annotata di Spoon River Anthology di Masters e alla traduzione italiana di Finnegans Wake.

    «Uno dei pilastri della narrativa del XX secolo» The Guardian

    «Non c’è riassunto che possa fare giustizia a quello che Gray è riuscito a fare in Lanark». BBC UK

    «Alasdair Gray è una specie rara nella letteratura anglosassone, un autentico sperimentalista, che ha trasgredito a ogni normale tradizione della prosa, in un delirio conturbante». David Lodge

    «Uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura scozzese contemporanea». Il Sole 24 Ore

    «Finalmente approda in Italia Lanark, una vita in quattro libri, per Safarà Editore, in un’edizione elegante e originale». Il Manifesto

    «Lanark diverrà, per un istante o per tutta la vita, il libro di cui i lettori non potranno fare a meno». The New York Times

    «Il mio consiglio è di non perdere l’occasione e sostenere questa storica iniziativa culturale, un tassello per la fondazione di un’identità europea in divenire e un’esperienza letteraria indimenticabile». Ultimavoce.it

    «Possibile che di un libro così importante non si avesse notizia e non fosse mai stato tradotto? Ora che è giunto in libreria l'ultimo volume [...] possiamo dirlo: sì, era possibile. Lanark [...] è un capolavoro». Vanni Santoni, La Lettura del Corriere della Sera

    «Senza dubbio Lanark è uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura contemporanea ma anche tra i più leggibili: un'autentica scoperta per il lettore che divora e viene divorato dalle visioni di Gray, tanto apocalittiche quanto politiche. Di certo Lanark non è ancora conosciuto come meriterebbe. Il genio visionario di Gray è identico se non più potente di quello di Philip K. Dick. [...] Non aspettiamo che muoia, come Dick, per rendergli l'omaggio che merita: leggerlo». Gian Paolo Serino, Il Giornale

    «Di fatto, Lanark riesce a catapultarci in uno strano universo, risucchiando tutta la nostra voglia d’energia vitale fino alla fine, a cominciare dai libri di Duncan Thaw in cui la ricostruzione sia della Glasgow del tempo sia delle emozioni personali è del tutto lineare». Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini

    Il Manifesto; Gli angoli bui del mondo di Andrea Comincini, 14/04/2016 Il Sole 24 Ore; L'Ulisse in versione scozzese di Renzo S. Crivelli, 1/05/2016 Ultimavoce.it; Il capolavoro che non hai mai sentito nominare di Alessandro Benassi, 28/08/2016 Scenaillustrata.com; Alla ricerca della vita dentro la vita di Andrea Comincini, 1/10/2016 La Lettura del Corriere della Sera, Lanark, padre di tante distopie di Vanni Santoni 27/8/2017 Il Giornale, Nella Glasgow di Alasdair Gray il fantasy diventa critica sociale di Gian Paolo Serino, 23/9/2017 Il Tascabile: Perché leggere Lanark Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini, 12/11/2017

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    Lanark Vol. 4 – Alasdair Gray

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    Titolo: Lanark - Una vita in quattro libri Autore: Alasdair Gray Traduzione: Enrico Terrinoni Genere: Narrativa Pagine: 336 Prezzo: 19,00 € Isbn: 978-88-97561-57-6 Uscita: luglio 2017 Volume quarto

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    Dalla prefazione al primo volume di Jeff VanderMeer  «Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

    Descrizione Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali.

    Nel quarto e conclusivo capitolo di una delle saghe più celebri del Novecento, l’eroe della storia fa ritorno ad Unthank, la città impossibile che sarà chiamato a salvare: lì perderà un amore, incontrerà il suo stesso autore, rincorrerà un legame inaspettato e sarà inviato in un mondo in sfacelo, le cui rovine inizieranno a cadere con forza sempre più devastante allo scorrere di ogni pagina.

    Alasdair Gray (Glasgow, 28 dicembre 1934) è un eclettico scrittore, artista, poeta e drammaturgo scozzese. Personalità poliedrica del panorama artistico europeo, nelle sue opere fonde elementi provenienti dai più diversi generi letterari, in cui il realismo si unisce all’elemento fantastico, la satira sociale al dramma, e lo humour è sempre al servizio della verità della narrazione. L’opera più nota è il suo primo romanzo Lanark – Una vita in quattro libri. Scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal New York Times Book Review «La Divina Commedia del cripto-calvinismo anglosassone». Il suo romanzo Poveracci! ha vinto il Whitbread Novel Award e il Guardian Fiction Prize.

    Enrico Terrinoni è professore associato di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di 20 università italiane ed europee. Si occupa di letterature di lingua inglese, e di teoria e pratica della traduzione. Collabora con Il Manifesto; suoi contributi sono usciti anche sul Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Ha pubblicato diversi libri, saggi e recensioni, oltre a numerose traduzioni dall’inglese di contemporanei e classici (Francis Bacon, Nathaniel Hawthorne). In particolare ha lavorato su James Joyce e l’Ulisse, opera della quale ha realizzato una nuova e premiata traduzione per Newton Compton. Sta lavorando a una nuova edizione annotata di Spoon River Anthology di Masters e a una nuova traduzione italiana di Finnegans Wake.

    «Uno dei pilastri della narrativa del XX secolo» The Guardian

    «Non c’è riassunto che possa fare giustizia a quello che Gray è riuscito a fare in Lanark». BBC UK

    «Alasdair Gray è una specie rara nella letteratura anglosassone, un autentico sperimentalista, che ha trasgredito a ogni normale tradizione della prosa, in un delirio conturbante». David Lodge

    «Uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura scozzese contemporanea». Il Sole 24 Ore

    «Finalmente approda in Italia Lanark, una vita in quattro libri, per Safarà Editore, in un’edizione elegante e originale». Il Manifesto

    «Lanark diverrà, per un istante o per tutta la vita, il libro di cui i lettori non potranno fare a meno». The New York Times

    «Il mio consiglio è di non perdere l’occasione e sostenere questa storica iniziativa culturale, un tassello per la fondazione di un’identità europea in divenire e un’esperienza letteraria indimenticabile». Ultimavoce.it

    «Possibile che di un libro così importante non si avesse notizia e non fosse mai stato tradotto? Ora che è giunto in libreria l'ultimo volume [...] possiamo dirlo: sì, era possibile. Lanark [...] è un capolavoro». Vanni Santoni, La Lettura del Corriere della Sera

    «Senza dubbio Lanark è uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura contemporanea ma anche tra i più leggibili: un'autentica scoperta per il lettore che divora e viene divorato dalle visioni di Gray, tanto apocalittiche quanto politiche. Di certo Lanark non è ancora conosciuto come meriterebbe. Il genio visionario di Gray è identico se non più potente di quello di Philip K. Dick. [...] Non aspettiamo che muoia, come Dick, per rendergli l'omaggio che merita: leggerlo». Gian Paolo Serino, Il Giornale

    «Di fatto, Lanark riesce a catapultarci in uno strano universo, risucchiando tutta la nostra voglia d’energia vitale fino alla fine, a cominciare dai libri di Duncan Thaw in cui la ricostruzione sia della Glasgow del tempo sia delle emozioni personali è del tutto lineare». Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini

    Il Manifesto; Gli angoli bui del mondo di Andrea Comincini, 14/04/2016 Il Sole 24 Ore; L'Ulisse in versione scozzese di Renzo S. Crivelli, 1/05/2016 Ultimavoce.it; Il capolavoro che non hai mai sentito nominare di Alessandro Benassi, 28/08/2016 Scenaillustrata.com; Alla ricerca della vita dentro la vita di Andrea Comincini, 1/10/2016 La Lettura del Corriere della Sera, Lanark, padre di tante distopie di Vanni Santoni 27/8/2017 Il Giornale, Nella Glasgow di Alasdair Gray il fantasy diventa critica sociale di Gian Paolo Serino, 23/9/2017 Il Tascabile: Perché leggere Lanark Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini, 12/11/2017

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    Lanark Vol. 3 – Alasdair Gray

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    Titolo: Lanark - Una vita in quattro libri Autore: Alasdair Gray Traduzione: Enrico Terrinoni Genere: Narrativa Pagine: 208 Prezzo: 16,00 € Isbn: 978-88-97561-43-9 Uscita: febbraio 2017 Volume terzo

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    Dalla prefazione al primo volume di Jeff VanderMeer  «Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

    Descrizione Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali.

    Nel terzo capitolo della celebre saga distopica Duncan Thaw è impegnato a divenire adulto, a sfidare la sua arte, a rincorrere il riflesso inafferrabile di innumerevoli donne e a portare la sua vita all’estremo limite. Le conseguenze saranno imprevedibili e scopriremo incerte verità sull’identità dell’uomo che, risvegliatosi ad Unthank, prenderà il nome di Lanark.

    Alasdair Gray (Glasgow, 28 dicembre 1934) è un eclettico scrittore, artista, poeta e drammaturgo scozzese. Personalità poliedrica del panorama artistico europeo, nelle sue opere fonde elementi provenienti dai più diversi generi letterari, in cui il realismo si unisce all’elemento fantastico, la satira sociale al dramma, e lo humour è sempre al servizio della verità della narrazione. L’opera più nota è il suo primo romanzo Lanark – Una vita in quattro libri. Scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal New York Times Book Review «La Divina Commedia del cripto-calvinismo anglosassone». Il suo romanzo Poveracci! ha vinto il Whitbread Novel Award e il Guardian Fiction Prize.

    Enrico Terrinoni è professore associato di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di 20 università italiane ed europee. Si occupa di letterature di lingua inglese, e di teoria e pratica della traduzione. Collabora con Il Manifesto; suoi contributi sono usciti anche sul Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Ha pubblicato diversi libri, saggi e recensioni, oltre a numerose traduzioni dall’inglese di contemporanei e classici (Francis Bacon, Nathaniel Hawthorne). In particolare ha lavorato su James Joyce e l’Ulisse, opera della quale ha realizzato una nuova e premiata traduzione per Newton Compton. Sta lavorando a una nuova edizione annotata di Spoon River Anthology di Masters e a una nuova traduzione italiana di Finnegans Wake.

    «Uno dei pilastri della narrativa del XX secolo» The Guardian

    «Non c’è riassunto che possa fare giustizia a quello che Gray è riuscito a fare in Lanark». BBC UK

    «Alasdair Gray è una specie rara nella letteratura anglosassone, un autentico sperimentalista, che ha trasgredito a ogni normale tradizione della prosa, in un delirio conturbante». David Lodge

    «Uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura scozzese contemporanea». Il Sole 24 Ore

    «Finalmente approda in Italia Lanark, una vita in quattro libri, per Safarà Editore, in un’edizione elegante e originale». Il Manifesto

    «Lanark diverrà, per un istante o per tutta la vita, il libro di cui i lettori non potranno fare a meno». The New York Times

    «Il mio consiglio è di non perdere l’occasione e sostenere questa storica iniziativa culturale, un tassello per la fondazione di un’identità europea in divenire e un’esperienza letteraria indimenticabile». Ultimavoce.it

    Il Manifesto; Gli angoli bui del mondo di Andrea Comincini, 14/04/2016 Il Sole 24 Ore; L'Ulisse in versione scozzese di Renzo S. Crivelli, 1/05/2016 Ultimavoce.it; Il capolavoro che non hai mai sentito nominare di Alessandro Benassi, 28/08/2016 Scenaillustrata.com; Alla ricerca della vita dentro la vita di Andrea Comincini, 1/10/2016

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    Titolo: Lettera d'amore in scrittura cuneiforme Autore: Tomáš Zmeškal Traduzione: Laura Angeloni Genere: Narrativa Pagine: 384 Isbn: 978-88-97561-32-3 Uscita: ottobre 2016

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    Dalla prefazione di Alessandro Catalano «Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è uno dei libri più premiati e tradotti della recente letteratura ceca proprio perché ha saputo oltrepassare il legame contingente con il dato storico: non quindi la storia in quanto tale, non la denuncia dei crimini e dei comportamenti disumani legati a un preciso avvenimento, ma la ricaduta nello stravolgimento delle regole sociali sulle persone, sulla loro identità e sulle generazioni successive».

    Descrizione Nella vertiginosa polifonia che Zmeškal è qui chiamato a dirigere, le voci degli amanti Josef e Květa si levano con note particolarmente intense: la necessità di ricostruire un legame spezzato in modo innaturale innesca l’alchimia della narrazione, a cui le storie collaterali si legano come particelle di una stessa sostanza. La scrittura cuneiforme, giunta da una dimensione lontana nel tempo e nello spazio, cercherà di offrire un codice al contrario per la decifrazione e la ricomposizione della chimica dei sentimenti, in una narrazione che restituisce il senso più autentico dell’arte del romanzo.

    Tomáš Zmeškal è nato a Praga nel 1966 da madre ceca e padre congolese. Nel 1987 lascia la Cecoslovacchia per vivere a Londra, dove studia presso il Kings College. Torna a Praga dopo il crollo del comunismo, e da allora lavora come scrittore e insegnante di scrittura creativa. Il suo romanzo d’esordio, Milostný dopis klínovým písmem (2008; Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, Safarà Editore 2016) ha vinto il premio dell’Unione Europea per la Letteratura e il Premio Josef Škvorecký. Le sue opere sono state tradotte in tutto il mondo.

    Laura Angeloni è nata a Firenze nel 1970. Sposata con tre figlie, vive attualmente a Genzano di Roma. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università La Sapienza di Roma, lavora dal 2004 come traduttrice letteraria dal ceco. Ha tradotto in italiano romanzi di Jáchym Topol, Petra Hůlova, Kateřina Tučková, Emil Hakl, per le case editrici Einaudi, Baldini Castoldi, Atmosphere Libri, Nikita editore, Azimut Libri. Nel 2007 ha pubblicato il romanzo Il viaggio di Anna per la Azimut Libri, e nel 2015 il romanzo Dare il resto e poi sorridere per Echos Edizioni.

    «Una polifonia di generi – dal mito al grottesco, dal dramma psicologico al fantastico, che ha già la statura di un classico [...] di una qualità che non abbiamo visto dai tempi di Bohumil Hrabal. Con Zmeškal un nuovo narratore, eccezionale, schietto e intimista ha fatto la sua apparizione nella scena della grande letteratura ceca». Jan Rejžek, Lidové noviny

    «Gli elogi sono assolutamente meritati: questo è uno dei più sorprendenti ed emozionanti romanzi contemporanei che abbia letto da molto tempo […] delicato, potente, e ferocemente intelligente». Peter Zusi, University College London

    «Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è un concentrato di sentimenti, personaggi, fatti storici appena accennati, luoghi la cui bellezza si può solo intuire date le timide descrizioni. È un romanzo unico nel suo genere, dove vengono mescolati spazio, tempo, persone; un libro dove è l’amore è fortissimo, nonostante tutto, e vince lo stesso benché all’apparenza sembri morire. Pagine densissime dove emerge chiaramente come il passato sia una bussola che decifra il nostro tempo e ci fa capire quale direzione prendere». girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com

    «Intorno a tutto ciò un mondo infinito, che rende la ricchezza incantevole del libro. Una serie di personaggi, anche i più assurdi, compaiono capitolo dopo capitolo, rendendo il romanzo molto più che una semplice narrazione rosa». criticaletteraria.org

    «In Lettera d’amore in scrittura cuneiforme di Tomáš Zmeškal a raccogliere il senso di quest’opera polifonica è la relazione d’amore tra Květa e Josef, perché proprio come il deserto racchiude le frammentarie informazioni del “vento”. Voto 4.5 su 5». Sulromanzo.it

    «Questo è un romanzo dai molti ingredienti: avventura, religione, filosofia, storia, amore, violenza, tutti amalgamati alla perfezione e racchiusi dentro a un manufatto cartaceo dal taglio inclinato. Un segno distintivo e riconoscibile per una piccola casa editrice nuova ma che promette storie affascinanti». Mangialibri.com

    «Cercando di trovare una definizione dell’autore di questo romanzo, mi è venuto in mente direttore di coro. Sì, lo definirei così perché me lo vedo lì sul podio, con in mano la bacchetta a dirigere una polifonia di voci, e di strumenti. All’inizio sembra spiazzante perché il romanzo non ha un andamento lineare; nel giro di qualche capitolo, ci si imbatte in una serie di personaggi che “eseguono” ciascuno la propria parte, ma poi queste parti si connettono, si intersecano e i personaggi cominciano a diventare tessere dello stesso mosaico». Il mestiere di leggere

    Cinque travel blog ci accompagnano alla scoperta di Praga attraverso le pagine del romanzo Lettera d'amore in scrittura cuneiforme di Tomáš Zmeškal. Sei tappe per scoprire una città magica e ricca di storia attraverso la magistrale scrittura dell'autore Zmeškal, vincitore dell’European Union Prize for Literature.

    1 tappa, venerdì 6 maggio 2016: Praga è una città magica 2 tappa, giovedì 12 maggio 2016:Scoprire Praga attraverso i profumi e le pagine di un libro… 3 tappa, giovedì 19 maggio 2016: I cechi sono animali strani 4 tappa, venerdì 27 maggio 2016: A Praga con Tomáš Zmeškal 5 tappa, venerdì 3 giugno 2016: Vi porto a Praga: intervista a Tomáš Zmeškal 6 tappa, venerdì 10 giugno 2016: Recensione: Lettera d'amore in scrittura cuneiforme

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    Titolo: Una ragazza lasciata a metà Autore: Eimear McBride Traduzione: Riccardo Duranti Genere: Narrativa Pagine: 264 Isbn: 978-88-97561-36-1 Titolo originaleA Girl Is A Half-Formed Thing Uscita: 20 ottobre 2016

    Ospite al Pisa Book Festival 2016

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    Tra i migliori libri del 2014 per The New York Times, Vanity Fair, Chicago Tribune e Boston Globe Vincitrice del 2013 Goldsmiths Prize; 2014 Bailey Women’s Prize for Fiction; 2014 Kerry Group Irish Novel of the Year Award; 2014 Desmond Elliott Prize

    Uno de "I venti libri del 2016 da non perdere" per pagina99

    Il pluripremiato romanzo d’esordio di Eimear McBride racconta, con sorprendente visione e brutalità di dettagli, il percorso di crescita lasciato a metà di una ragazza quasi come tante, nella cronaca del rapporto con il fratello e all’ombra di un evento che cambierà per sempre la vita della sua famiglia. Non tanto un flusso di coscienza quanto un’inconscia e ininterrotta insurrezione contro un’esistenza feroce, questo romanzo è uno scioccante e intimo viaggio nei pensieri, nei sentimenti e nella sessualità caotica di una protagonista vulnerabile e isolata. Un libro-rivelazione crudo e intimista di indimenticabile forza.

    Eimear McBride è nata a Liverpool ma è cresciuta in Irlanda, prima di trasferirsi a Londra a 17 anni per studiare presso il Drama Centre. Una ragazza lasciata a metà è il suo primo romanzo, divenuto il caso letterario dell’anno in Inghilterra e Stati Uniti.

    Riccardo Duranti è traduttore, poeta e narratore, sia in italiano sia in inglese, e docente presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha tradotto tutti i libri di Raymond Carver pubblicati da Minimum fax e oltre 200 titoli di svariati autori, tra cui Sandra Cisneros, Elizabeth Bishop, Ted Hughes, Nathaniel Hawthorne, Tibor Fischer, Philip K. Dick, Michael Ondaatje, Isaac Singer. Nel 1996 ha ricevuto il Premio nazionale per la traduzione del Ministero dei Beni Culturali.

    «Eimear McBride è una creatura vecchio stile, un genio, nello scri- vere la verità in una prosa strabordante, brillante, assoluta [...] il risultato è un classico simultaneo, il racconto di un’adolescenza femminile irlandese da annoverare insieme a The Country Girls di O’Brien per accuratezza emotiva e vivacità, e per il senso della sua schiacciante necessità». Anne Enright, The Guardian

    «La McBride ha scritto un’opera sorprendentemente originale, trasmettendo il senso del collasso psichico con una prosa incrol-labile, alimentata da un linguaggio spezzato, avventuroso, e da emozioni crude». James Wood, The New Yorker

    «Come un sismografo emotivo, ogni tanto lo stile di McBride si distende, poi vibra di nuovo, registrando i momenti più intensi con uno scavo urticante. [...] Questo reportage dal cranio di un'adolescente tormentata [...] dopo avere vinto tra gli altri il Bailey's Women's Prize for Fiction ed essere stato sostenuto dal passaparola, si è fatto spazio con la nuda forza del talento». Marco Rossari, Il Sole 24 Ore

    «La sintassi di questo romanzo è una cosa meravigliosa, e la traduzione di Roberto Duranti è pienamente consapevole delle originali intenzioni di McBride: non soltanto la ragazza-narratrice di questo romanzo è una cosa lasciata a metà, ma lo è anche il suo linguaggio, il modo in cui esprime fatti minimi, con pronomi relativi a cui non segue una frase, con preposizioni a cui non segue un complemento». Laura Ingallinella, Critica Letteraria, 20/10/2016

    «Nel singolare romanzo d’esordio di Eimear McBride il linguaggio è uno strumento da polverizzare e modificare fino a trasformarlo in un geniale ibrido di familiare e ignoto [...] McBride si prende gioco con grazia delle leggi della sintassi, ma con una profonda serietà di fondo. Nel raccontare la bruttezza, l’autrice non dimentica il senso dell’umorismo e dimostra un vero talento per i dialoghi». Sinead Glason, Irish Times, su Internazionale, 29/10/2016

    «A Girl is a Half-Formed Thing ha collezionato in tre anni cinque premi letterari. Il libro esce ora in Italia nella superba traduzione di Riccardo Duranti, con il titolo "Una ragazza lasciata a metà". [...] Chi conosce i corsi e i ricorsi delle letterature sa anche che nella scrittura nulla si inventa e nulla si distrugge. Semplicemente, tutto cambia; e con il romanzo di McBride cambia il tracciato della letteratura irlandese contemporanea». Enrico Terrinoni, Il Manifesto, 10/11/2016

    «E la bellezza del sapere raccontare questo dolore è sorprendente, ed è ciò che rende Una ragazza lasciata a metà un libro trascinante, che colpisce al cuore». Ilaria Casertano, Eroica Fenice, 9/12/2016

    Uno de "I venti libri del 2016 da non perdere" per pagina99

    «Per quanto riguarda l'edizione italiana, è da evidenziare l'ottimo lavoro di traduzione di Duranti, abilissimo nel riportare la frammentarietà linguistica e sintattica del testo di partenza, con protagonista questa “ragazza lasciata a metà”, del tutto incapace di trovare pace e un senso compiuto alla sua esistenza». Elena Spadiliero, Sul Romanzo, 17/12/2016

    «Quando si parla di lei è difficile non farsi scappare il nome di James Joyce, ma questi libri sono ben altro che un pastiche citazionista, una rivisitazione sterile, McBride sa fondere monologo e dialogo, flusso di coscienza e osservazione come se reinventasse l’atto di raccontare a ogni pagina. Uno dei libri dell'anno (2016) per Flavia Gasperetti di Minima & Moralia

    «Ho terminato il primo capitolo di Una ragazza lasciata a metà senza sapere cosa avessi letto. No, così non va. Allora ho ricominciato daccapo, leggendo ad alta voce. Ho scoperto un altro ritmo. Accelerato, poco rispettoso della già irriverente punteggiatura della McBride. La mia voce andava a ruota libera: gli insulti sono diventati più crudeli, gli schiaffi più dolorosi, le urla più rabbiose. Entrata nella storia, la lettura è tornata ad esser silenziosa ma la tensione è rimasta alta, senza respiro, nonostante le frasi spezzate». Barbara, librinvaligia.blogspot.it, 11/1/2017

    «È una sfida ardua quella che pone questo libro che all’autrice è stato rifiutato per ben otto anni da decine di editori, ma Riccardo Duranti è riuscito a coglierla magistralmente regalandoci una traduzione perfetta che l’editore Safarà ha magistralmente incastonato nei suoi formati “tagliati”, che se non fossero esistiti avrebbero dovuto essere inventati per fare da perfetto contrappunto grafico a questo piccolo, disturbante capolavoro». Lisa Puzella, Mangialibri.com, 17/3/2017

    «Negli ultimi anni, la letteratura irlandese ha trovato almeno tre scrittrici potenti: Sally Rooney, Lisa McInerney, Eimear McBride. Tutte sfidano la tradizione del romanzo irlandese senza prenderlo a martellate, ma logorandolo dall'interno. Soprattutto Eimear McBride, che dopo anni di rifiuti è riuscita a far pubblicare la storia di un'adolescente esposta alla furia religiosa e ad altri abusi in Una ragazza lasciata a metà (Safarà, traduzione di Riccardo Duranti). «Temi inevitabili», dice l'autrice, ma non c'è nulla di inevitabile nel modo in cui li racconta. Al flusso di coscienza dei modernisti, McBride risponde con un'invasione di coscienza: «L'inizio degli anni della nostra adolescenza. Ondata dopo ondata di ormoni c'investe. Come acqua bollente e poi spruzzi d'acqua fredda sul collo. Sparsi di nuovi pensieri, fastidiosi cioè e cose che si devono dire sempre. Sputale fuori. Sputale giù tutte». Claudia Durastanti, La Repubblica, 19/3/2018

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    Titolo: Terreni Autore: Oddný Eir Ævarsdóttir Traduzione: Silvia Cosimini Genere: Narrativa; diario Pagine: 240 Isbn: 978-88-97561-37-8 Titolo originaleJarðnæði Uscita: 3 novembre 2016

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    Vincitore dell’European Union Prize for Literature

    Vincitrice dell’Icelandic Women’s Literature Prize

    Dopo anni di peregrinazioni, la protagonista di questo diario di viaggio torna nella natia Islanda, decisa a trovare un terreno fertile dove vedere crescere le proprie radici e poter nutrire un nuovo amore; un luogo le cui porte sappiano tanto aprirsi al mondo, quanto chiudersi in un abbraccio protettivo. Un grande atto di coraggio per chi, come lei, ha sempre chiesto ospitalità altrove. Questo viaggio alla ricerca di un luogo a cui appartenere la condurrà sempre più in profondità nei luoghi dei suoi antenati islandesi, accompagnata dal ciclo delle stagioni e dai riti e colori che esse scandiscono, dalla memoria delle mitiche saghe nordiche e dai versi immortali dei grandi poeti romantici.

    Oddný Eir Ævarsdóttir, nata nel 1972, ha conseguito un diploma secondario di dottorato presso la Sorbona. Ha scritto tre romanzi autobiografici, tradotto e curato opere letterarie e organizzato eventi di arti visive. Dirige uno spazio d’arte contemporanea a New York e Reykjavík, in collaborazione con il fratello, l’archeologo Uggi Ævarsson. Insieme gestiscono la casa editrice Apaflasa. Ha lavorato anche come redattrice del sito web ambientale Náttúra.info. Ha inoltre collaborato con la cantante Björk in progetti di salvaguardia della natura e come autrice di testi musicali, in particolare per il progetto Biophilia (2011). La sua opera Heim til míns Hjarta è stata nominata per il premio culturale del quotidiano DV nel 2009. Jarðnæði è stato nominato per l’Icelandic Literary Award nel 2011 e ha vinto l’Icelandic Women’s Literature Prize nel 2012. Jarðnæði è stato uno dei migliori libri dell’anno per i librai islandesi ed è rimasto sette settimane nella classifica dei best-seller. Ha vinto inoltre il premio dell’Unione Europea per la Letteratura.

    Silvia Cosimini (Montecatini Terme, 1966) è una traduttrice, critico letterario e insegnante. Laureata in Lingue e letteratura inglese all'Università di Firenze (1992), con studi in Irlanda (Cork, Dublino) e in Galles, ha poi preso una seconda laurea, in Lingua e cultura islandese, all'Università d'Islanda (1996). Ha tradotto numerose opere di autori islandesi, classici o emergenti, dall'islandese o, più raramente, dall'inglese. Nel 2011 le è stato conferito il Premio nazionale per la Traduzione.

    «Oddný Eir fa pieno uso della magia della forma del diario [...] e si ferma sempre prima di diventare troppo leggera, torna sulla terra, a volte come per incanto». Auður Aðalsteinsdóttir, Spássían

    «... un magnifico e sincero tentativo di catturare l’esistenza con parole inusuali, utilizzate per tessere un grandioso arazzo con nuovi li e colori, una creazione incantevole nella sua bellezza». Páll Baldvin Baldvinsson, Fréttatíminn

    «Terreni è un libro-diario che vale la pena di leggere; è una porta aperta su una nazione nascosta, che difficilmente abbiamo la possibilità di conoscere in modo così intimo e personale. [...] Il libro di Oddný Eir riesce a creare un ponte fra le letterature di ieri e la terra devastata di oggi, presentando al pubblico internazionale un’autrice la cui opera andrebbe indagata più a fondo, perché caratterizzata da una sensibilità sociale e da una morbidezza stilistica fuori del comune. Al termine del libro è impossibile non ritrovarsi a sperare di cuore che Oddný Eir abbia trovato la sua terra, che vi sia stabilita, e che dal luogo a lei consono stia scrivendo nuove pagine».

    Danilo Zagaria, Flaneri.com, 23/11/2016

    «Terreni è molto di più di un romanzo autobiografico. È la ricerca di se stessi, la dura ricerca di un luogo dove vivere la propria vita felici, di un terreno fertile da coltivare».

    paroladilettore.blogspot.it, 11/12/2016

    «Sarà per questo che mi è piaciuto così tanto Terreni, il nuovo romanzo (si potrà chiamare così un diario?) della scrittrice islandese Oddný Eir Ævarsdóttir, da poco uscito per Safarà Editore: perché segue esattamente il percorso opposto. Non deve dimostrare niente, non vuole neppure raccontare niente di che, eppure proprio questo non dover trovare un senso a tutti i costi, un finale coerente, un messaggio compiuto, gli permette di sfiorare l’essenza delle cose e farla emergere per quello che è». Italia che cambia

    La Lettura, domenica 19 marzo 2017 

    Intervista a Oddný Eir Ævarsdóttir, Insula Europea, Alessandro Zironi

    Quattro travel blog ci accompagnano in viaggio attraverso l'Islanda grazie alle pagine del romanzo "Terreni" di Oddný Eir Ævarsdóttir (Safarà Editore, 2016).

    Dopo anni di peregrinazioni, la protagonista di questo diario di viaggio torna nella natia Islanda, decisa a trovare un terreno fertile dove vedere crescere le proprie radici e poter nutrire un nuovo amore; un luogo le cui porte sappiano tanto aprirsi al mondo, quanto chiudersi in un abbraccio protettivo. Un grande atto di coraggio per chi, come lei, ha sempre chiesto ospitalità altrove.

    Questo viaggio alla ricerca di un luogo a cui appartenere la condurrà sempre più in profondità nei luoghi dei suoi antenati islandesi, accompagnata dal ciclo delle stagioni e dai riti e colori che esse scandiscono, dalla memoria delle mitiche saghe nordiche e dai versi immortali dei grandi poeti romantici.

    Il romanzo è disponibile in tutte le librerie e e-commerce online.

    1 tappa, 12 dicembre: www.spiccandoilvolo.com: Terreni di Ævarsdóttir: In Islanda con Safarà Editore

    2 tappa, 16 dicembre: Martinaway: Intervista a Silvia Cosimini, traduttrice di Terreni

    3 tappa, 19 dicembre: Il giro del mondo attraverso i libri: Oddný Eir Ævarsdóttir | Terreni

    4 tappa, 22 dicembre: Turisti per Sbaglio: Intervista a Oddný Eir Ævarsdóttir, di Silvia Cosimini

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    L’attentatore – Henrik Rehr

     24,90  23,65

    Titolo: L’attentatore. Gavrilo Princip, l’uomo che cambiò il secolo Autore: Henrik Rehr Traduzione: Marika Piva Genere: Graphic novel Pagine: 232 Prezzo: 24,90 € Isbn: 978-88-97561-38-5

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    Con prefazione di Claudio Magris e Miljenko Jergovic

    La graphic novel sull’uomo che ha fatto scoccare la scintilla della Prima guerra mondiale assassinando l’Arciduca Francesco Ferdinando

    L’artista e scrittore Henrik Rehr ha scavato profondamente nella vita di colui che fu definito da molti come l’uomo che cambiò il secolo, un uomo il cui nome, Gavrilo Princip, è rimasto ai margini della storia, creando un volume essenziale e scrupolosamente approfondito dal punto di vista storiografico, dedicato alla fitta e interconnessa rete di eventi che innescò il primo, devastante conflitto mondiale. In questa graphic novel, complessa eppur accessibile, Rehr approfondisce le motivazioni del giovane serbo Gavrilo Princip e contestualizza la violenza dei movimenti politici sotterranei che lo spinsero ad attentare alla vita dell’Arciduca. Si tratta di un risultato notevolissimo per Rehr, che riesce a farci comprendere la vita intima, psicologica e sociale di un uomo tormentato che si rivela, in ultima analisi, essere stato ingranaggio di un enorme meccanismo governato da forze superiori e incontrollabili, destinate a conflagrare.

    Henrik Rehr, nato il 28 ottobre 1964 in Danimarca, ha pubblicato il suo primo libro Drømmen om langskibene nel 1987. Da allora ha lavorato come vignettista per oltre 20 anni, (1989-2006) disegnando strisce per il giornale Ferd'nand. Ha pubblicato più di venti graphic novel in Europa e ha anche lavorato come illustratore, scrittore e redattore freelance. Artista riconosciuto a livello internazionale con all’attivo mostre a New York e in Danimarca, Henrik vive a Manhattan con la moglie e i due figli. L'attentatore - che è considerato il suo capolavoro e per il quale ha lavorato per più di otto anni - è stato pubblicato da Futuropolis nel 2014, nel centesimo anniversario dell’inizio della Prima guerra mondiale.

    Marika Piva (Padova 1975), dottore di ricerca in Romanistica, è specialista di letteratura francese. I suoi interessi sono rivolti in particolar modo alle nuove tendenze, le dinamiche generazionali e i fenomeni mediatici che pervadono le più recenti espressioni letterarie in ambito francese. Ha tenuto corsi di Lingua, Letteratura francese e Letterature francofone presso le Università di Padova, Trento e Verona ed è attualmente docente a contratto presso l’Università di Padova.

    «Princip, in questa versione contemplativa della storia, non è cattivo, e non è eroico. È solo un uomo sfortunato che ha premuto un grilletto». kirkusreviews.com

    «Tutti questi fili si intrecciano per creare un lavoro di grande forza e potenza, che rimarrà con i lettori molto dopo aver concluso la lettura». publishersweekly.com

    «Il risultato rasenta il capolavoro, sia a livello di testi che di disegni». postcardcult.com

    «L’attentatore non subisce la Storia come una gabbia ma, al contrario, la usa per creare una narrazione potente e di ampio respiro». Nocturno

    «Il suo tratto fugace, quasi come fosse una istantanea catturata sul momento, ma conservando le "sfumature" e le "imperfezioni" del tempo che scorre sulla carta, danno vita a una graphic novel intensa, sotto molteplici aspetti». A6 Fanzine

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    Titolo: Accadde il primo settembre (o un altro giorno) Autore: Pavol Rankov Traduzione: Alessandra Mura Genere: Narrativa Pagine: 416 Prezzo: 19,50 € Isbn: 978-88-97561-56-9

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    Vincitore dell’European Union Prize for Literature (EULP)

    Peter, ungherese, Ján, ceco, e Gabriel, ebreo, sono tre giovani amici, ognuno irrimediabilmente innamorato della slovacca Mária: è il 1938 e poiché Levice, piccola città della Slovacchia al con ne con l’Ungheria, è tra le poche a vantare una piscina, i tre amici decidono che si contenderanno il diritto di corteggiarla con una memorabile gara di nuoto, il primo settembre. Nelle loro vite irrompe però la Storia, non calcolata, improvvisa e violenta, a impedire anno dopo anno lo svolgersi della competizione, che da allora diventerà il centro gravitazionale delle loro vite, seppur decentrato, rincorso, quasi irraggiungibile: i tre amici e Mária si aggrappano alla loro amicizia e al loro amore come unico collante delle loro identità disperse. In questo romanzo, uno dei più importanti nella letteratura slovacca contemporanea, la Storia sconvolge gli ordini preesistenti e ostacola i legami, obbligando i protagonisti a combattere le potenti e irrazionali forze disgregatrici del Novecento, e della vita stessa.

    Pavol Rankov (Poprad, Slovacchia, 1964), scrittore e saggista, è tra le voci più importanti della letteratura slovacca contemporanea. Ha esordito nel 1995 con il libro di racconti S odstupom času (A distanza di tempo), con il quale ha vinto il premio Ivan Krasko, il più prestigioso premio letterario slovacco per la miglior opera prima. In Italia ha vinto il Premio Letterario Internazionale Jean Monnet (1997), e il premio del quotidiano slovacco SME “Poviedka 2001” (Racconto 2001). Nel 2008 esce il suo primo romanzo, Accadde il primo settembre (o un altro giorno), vincitore del Premio Europeo per la Letteratura 2009.

    Alessandra Mura ha studiato lingue e letterature slave (ceco, slovacco e russo) presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, conseguendo nel 1985 il Diploma di Laurea in Lettere. Dal 1985 si occupa di traduzione letteraria dal ceco e dallo slovacco. Ha svolto seminari sulla traduzione letteraria presso varie università italiane fra cui Viterbo e Udine, Napoli e Roma. È attualmente responsabile della Biblioteca di Slavistica, presso il Dipartimento di Studi europei, americani e interculturali, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

    «I personaggi di questo romanzo [...] non sono predestinati dalla loro appartenenza etnica, ma le loro origini giocano nelle peripezie del romanzo un ruolo cruciale. Si lanciano nei cataclismi della storia con una passione del tutto personale, e inconsapevoli delle conseguenze». Alexander Halvoník (scrittore e critico letterario)

    «Pavol Rankov [...] non critica, ama troppo (e in realtà legittimamente) i suoi personaggi. Ci ricorda tuttavia eventi che troppo spesso (e incorreggibilmente) preferiamo dimenticare». Zuzana Mojžišová (scrittrice)

    «Uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni: un grande affresco che aiuta a capire gli avvenimenti tragici e i cambiamenti di un’epoca che, passando attraverso una guerra devastante, ha mutato in modo incontrovertibile il volto e il destino di intere nazioni e di popoli. In questo quadro generale, seguiamo le vite dei personaggi che, loro malgrado, si trovano ad attraversare anni difficili cercando di mantenersi in vita e di non disperdere la loro amicizia e il loro amore per una donna, che li unisce e dà un senso alle loro esistenze». Il mestiere di leggere

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    Titolo: Tutti gli uccelli, cantano Autore: Evie Wyld Traduzione: Monica Pareschi Genere: Narrativa, thriller Pagine: 304 Isbn: 978-88-97561-61-3

     

     

     

    Vincitore dell’European Union Prize for Literature (EULP) Vincitore del 2014 Miles Franklin Literary Award, dell’Encore Awarde del Jerwood Fiction Uncovered Prize

    Jake Whyte vive in un’isola britannica battuta dal vento e dalla pioggia, un cane e un gregge di pecore come unica compagnia. Ma quando, notte dopo notte, le sue pecore vengono orribilmente smembrate, in Jake si ridesta un terrore che teneva a centinaia di miglia di distanza, abbandonato nell’impietoso sole australiano, mentre gli uccelli incombono su di lei cantando incessabilmente, ricordandole che il segreto nascosto nelle sue cicatrici non può essere dimenticato. Evie Wyld, nominata dalla BBC tra i 12 migliori scrittori britannici emergenti, con Tutti gli uccelli, cantano, ha vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso Miles Franklin Award.

    Evie Wyld, nata a Londra il 16 giugno 1980, è un’autrice anglo-australiana. Nel 2009 il suo primo romanzo “After the Fire, A Still Small Voice” ha vinto il John Llewellyn Rhys Prize ed è stato selezionato per il Premio IMPAC, l’Orange Award e il Commonwealth Writers Award. Nel 2013 è stata nominata come una delle Granta’s Best of Young British Novelists, ed era già stata nominata dalla BBC tra i 12 migliori scrittori britannici emergenti. Il suo secondo romanzo, “Tutti gli uccelli, cantano”, è stato nominato per il Baileys Women’s Prize for Fiction e ha vinto il Premio Encore nel 2013; nel 2014 vince il Miles Franklin Award e il premio dell’Unione Europea per la Letteratura.

    Monica Pareschi vive a Milano, dove traduce e lavora come editor di narrativa per le maggiori case editrici. Ha tradotto e curato, tra gli altri, Doris Lessing, James Ballard, Bernard Malamud, Paul Auster, Alice McDermott, James Hogg, Muriel Spark, Willa Cather, Edith Wharton e Shirley Jackson. Per Neri Pozza cura la collana Le Grandi Scrittrici, dedicata ai classici femminili, in cui è uscita di recente una sua nuova traduzione di "Jane Eyre" di Charlotte Brontë. Attualmente è impegnata in una nuova traduzione di "Wuthering Heights" per i Classici Einaudi. Suoi racconti e interventi sono apparsi su diverse testate. Tiene corsi e seminari di traduzione letteraria e editing in diverse università.
    «Il suo ritmo è impeccabile e il gocciolio di informazioni che fa trapelare suscita tensione e compassione verso l’esistenza travagliata e solitaria di Jake». The Guardian

    «Quello degli uccelli non è un canto: è un rantolo, una risata, un grido [...] la Wyld indaga l’inquietante potere del passato e la minaccia di ciò che è solo intuito... e ha la certezza che il lettore la seguirà». The New York Times

    «In breve, Tutti gli uccelli, cantano mi fa venire voglia di leggere tutto quanto Evie Wyld abbia mai scritto». Jeff VanderMeer

    «Il crescente terrore e sgomento mi hanno ricordato Daphne du Maurier, musa di Hitchcock... la strategia dell’occultamento della Wyld è magistrale». NYTBR

    «Superbamente inquietante... audace e feroce, questo è un libro che ti fa sentire la necessità di guardarti alle spalle, nel caso in cui qualcosa di oscuro e terribile si stia avvicinando proprio a te». The Boston Globe

    «il racconto intenso e profondo della vita di una giovane donna che sembra determinata a sparire dal mondo. [...] Jake ha un passato e lentamente scopriamo perché ha scelto di trasferirsi dall’altra parte del mondo. La storia è raccontata in un modo originale che occasionalmente può disorientare il lettore, ma il ritmo è impeccabile e le informazioni date con il contagocce infondono tensione». Internazionale n.1212 - 7/13 luglio 2017 

    «Gli uccelli, che compaiono nel titolo, sembrano solo gli ingannevoli osservatori dell’umana fragilità. Il loro canto ben raffigura il coro del dramma esistenziale della protagonista, che si sviluppa su due narrazioni parallele, quella al presente solitaria, con un incerto futuro , l’altra lontana nel tempo, dipinta in varie e desolate località australiane e che, ricostruendo il suo drammatico passato. la riporta ai primi traumi e al “peccato originale” che ha scatenato tutto. Fili narrativi strettamente intrecciati, presentati in sequenze alternate che riflettendosi tra loro consentono di scoprire sempre di più le profonde turbe psicologiche di Jake». Patrizia Debicke, Contorni di Noir, 26/7/2017

    «Un thriller semplicemente mozzafiato, da non farsi sfuggire». Gabriele Ottaviani, Convenzionali, 24/9/2017

     «Tutti gli uccelli cantano di Evie Wyld, Safarà 2017, ambientato in un’imprecisata isola scozzese, è un thriller coinvolgente e, allo stesso tempo, la storia forte, a tratti angosciosa, della sofferta vita di una giovane donna australiana, decisa a dimenticare e a nascondersi dal mondo intero. Non è libro da palati facili. Ma la storia, benché la costruzione del romanzo sia in parte articolata su una serie di complicati flash back, è bella e intrigante nonostante l’insolito e originale tipo di narrazione che in certi casi può spiazzare il lettore, ma che pian piano rivela i tanti retroscena e il perché dell’oscura e tragica disperazione di Jake, costretta alla fine ad affrontare ed esorcizzare i propri demoni».

    theblogaroundthecorner.it

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    Titolo: La testa piena di gioia Autore: Ognjen Spahić Traduzione: Ljiljana Avirovic Genere: Narrativa, racconti Pagine: 350 Prezzo: 18,50 € Isbn: 978-88-97561-48-4

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    Vincitore dell’European Union Prize for Literature

    L’autore del pluripremiato I figli di Hansen torna con 16 racconti spietati ed eccentrici, che tagliano come una scure la superficie ghiacciata della vita contemporanea.

    Ognjen Spahic racconta sedici storie insolite e taglienti, il cui centro è la vita stessa: l’antieroe protagonista di ogni storia sembra forzare le reticenze dei suoi comprimari rincorrendoli per le strade buie di una Podgorica addormentata, lungo spiagge dal sole spietato, nelle pagine dei libri che loro stessi scrivono o in paesaggi inondati di neve. Il suo scopo è andare dove scorre il sangue più scuro e i loro segreti sono meglio custoditi, per scoprire quanto siano assurdi, bellissimi e terribili allo stesso tempo.

    Ognjen Spahić è nato nel 1977 a Podgorica, Montenegro. Oltre al romanzo La testa piena di gioia, vincitore del Premio Europeo per la Letteratura,Spahić ha pubblicato altre due raccolte di racconti: Sve to nel 2001 e Zimska potraga nel 2007. Il suo celebre romanzo I figli di Hansen (Zandonai, 2012) ha vinto il Premio Meša Selimovic nel 2005, assegnato al miglior nuovo romanzo di Croazia, Serbia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina e fino ad oggi è stato pubblicato in moltissime lingue, tra cui il francese, l’inglese, lo sloveno e l’ungherese. Il suo racconto intitolato Raymond non è più con noi – Carver è morto è stato incluso nell’antologia della Miglior Fiction Europea nel 2011, ed è stato pubblicato da Dalkey Archive Press negli Stati Uniti.

    Ljiljana Avirovic è docente universitaria e traduttrice letteraria. Traduce dall’italiano in croato, dal croato e dal serbo in italiano e dal russo in italiano. Ha all'attivo numerosissime traduzioni e pubblicazioni. Ha fatto parte attivamente per tre anni consecutivi della Commissione Premi Nazionali per la Traduzione, premio che ha vinto nel 2002.

    «Nei testi dello scrittore montenegrino Ognjen Spahić la vita, il sentimento, la passione irrompono anche fra i corpi e le anime chiazzate di macchie biancastre come neve...». Claudio Magris, scrittore e germanista

    «I personaggi, perfettamente costruiti e il più delle volte bagnati dal sole e dal vento [...] sono tuttavia persuasi che ogni cosa, nella vita, sia oscurata dalle contraddizioni più profonde». Mica Vujicic, Nin Magazine

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    Titolo: Storia della luce - Romanzo sul fotografo František Drtikol Autore: Jan Němec Traduzione: Elena Zuccolo Genere: Narrativa - Biografia Pagine: 430 Prezzo: 24 € Isbn: 978-88-97561-42-2

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    Una storia raccontata da un fascio di luce non può che avere un protagonista luminoso, un guardiano della luce, un fotografo: quest’uomo è František Drtikol. Dandy nato in una piccola città mineraria boema, fotografo di fama mondiale finito in bancarotta, maestro del nudo sfortunato con le donne, mistico e buddista che credeva nel comunismo. In questa biografia di estrema originalità la luce si mette al servizio del romanzo, e dipana il suo spettro elettromagnetico per illuminare con i colori più intensi le miniere d’argento di Příbram, l’inimitabile città di Praga e la prima Repubblica bohémien.

    Jan Němec, nato nel 1981 a Brno, ha ricevuto il suo Master in Studi Religiosi e sociali alla Masaryk University di Brno, e in Teatro e Drammaturgia presso l’Accademia Janáček di Musica e Spettacolo a Brno. Ha scritto un libro di poesie První život (First Life, 2007), seguito da un libro di racconti Hra pro Quattro ruce (Playing Four Hands, 2009) e un romanzo biografico sul rinomato fotografo František Drtikol, intitolato Dějiny světla (Storia della luce, 2013). Němec lavora come editor per la rivista letteraria mensile Host e come drammaturgo per il canale CT Art TV.

    Elena Zuccolo, laureata in Traduzione e mediazione culturale all’Università di Udine, è traduttrice dal ceco. Nel 2014 è stata vincitrice del concorso per giovani traduttori, organizzato dai Centri Cechi in collaborazione con il Portale di Letteratura Ceca, per il centenario della nascita dello scrittore ceco Bohumil Hrabal con la traduzione del racconto Jeden všední den. Ha collaborato con agenzie letterarie e case editrici di Praga come lettrice e curatrice. È anche diplomata in contrabbasso presso il Conservatorio di Praga.

    Vincitore del Czech Book Award 2014 Vincitore del premio dell’Unione Europea per la Letteratura 2014 Candidato per il Magnesia Litera nella categoria prosa nel 2014 e per il premio Josef Škvorecký

    «Celebrati sono i ritratti di František Drtikol, e noti i suoi studi di nudo femminile [...] una pagina di storia della fotografia». Maurizio Rebuzzini, FOTOgraphia

    «La vita di František Drtikol fu certo incredibile quanto la sua arte, e la sua arte fu ingegnosa e creativa come nessuno della sua epoca aveva mai visto... ancor oggi possiamo riconoscere la stupefacente originalità del suo lavoro». Greg Fallis, UTATA Tribal Fotography

    «[...] potrebbe bastare questo a descrivere la parabola di un fotografo, ma non sfioreremmo nemmeno la superficie di quello che ha rappresentato in termini di innovazione creativa per la neonata fotografia František Drtikol». Mauro Maratta in Grandi Fotografi, Nikonland

    «In un dialogo magnetico con il suo protagonista, Němec penetra profondamente nella luce con la quale Drtikol creò la sua magia». Milan Šilhan, Knižní novinky

    «Un grande destino richiede un grande gesto – e il romanzo di Jan Němec su František Drtikol è stato in grado di compierlo». Aleš Palán, Hospodářské noviny

    «Sbilenco e irregolare è il formato editoriale scelto, con una copertina in cui l’effetto di luce dà conto graficamente di una ricerca ossessiva, maniacale che il protagonista del libro porta fino all’estremo.Da una piccola città mineraria, abbandonata a se stessa nei flussi della storia (e non troppo dissimile dalla spettrale Česky Krumlov, a cui torna sempre Egon Schiele nei suoi quadri più sinistri), emerge un dandy ossessionato dall’immagine». Il giornale dell'arte, 16/6/2017

    «Němec, in questo romanzo quasi torrenziale, descrive le gesta di un artista randagio, un artista che non si piega alle mode del momento ma combatte tutta la vita per trovare la via autentica all’espressione artistica, alla bellezza, alla verità delle cose». Sul Romanzo, 05/08/2017