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    Lanark Vol. 4 – Alasdair Gray

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    Titolo: Lanark - Una vita in quattro libri Autore: Alasdair Gray Traduzione: Enrico Terrinoni Genere: Narrativa Pagine: 336 Prezzo: 19,00 € Isbn: 978-88-97561-57-6 Uscita: luglio 2017 Volume quarto

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    Dalla prefazione al primo volume di Jeff VanderMeer  «Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

    Descrizione Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali.

    Nel quarto e conclusivo capitolo di una delle saghe più celebri del Novecento, l’eroe della storia fa ritorno ad Unthank, la città impossibile che sarà chiamato a salvare: lì perderà un amore, incontrerà il suo stesso autore, rincorrerà un legame inaspettato e sarà inviato in un mondo in sfacelo, le cui rovine inizieranno a cadere con forza sempre più devastante allo scorrere di ogni pagina.

    Alasdair Gray (Glasgow, 28 dicembre 1934) è un eclettico scrittore, artista, poeta e drammaturgo scozzese. Personalità poliedrica del panorama artistico europeo, nelle sue opere fonde elementi provenienti dai più diversi generi letterari, in cui il realismo si unisce all’elemento fantastico, la satira sociale al dramma, e lo humour è sempre al servizio della verità della narrazione. L’opera più nota è il suo primo romanzo Lanark – Una vita in quattro libri. Scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal New York Times Book Review «La Divina Commedia del cripto-calvinismo anglosassone». Il suo romanzo Poveracci! ha vinto il Whitbread Novel Award e il Guardian Fiction Prize.

    Enrico Terrinoni è professore associato di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di 20 università italiane ed europee. Si occupa di letterature di lingua inglese, e di teoria e pratica della traduzione. Collabora con Il Manifesto; suoi contributi sono usciti anche sul Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Ha pubblicato diversi libri, saggi e recensioni, oltre a numerose traduzioni dall’inglese di contemporanei e classici (Francis Bacon, Nathaniel Hawthorne). In particolare ha lavorato su James Joyce e l’Ulisse, opera della quale ha realizzato una nuova e premiata traduzione per Newton Compton. Sta lavorando a una nuova edizione annotata di Spoon River Anthology di Masters e a una nuova traduzione italiana di Finnegans Wake.

    «Uno dei pilastri della narrativa del XX secolo» The Guardian

    «Non c’è riassunto che possa fare giustizia a quello che Gray è riuscito a fare in Lanark». BBC UK

    «Alasdair Gray è una specie rara nella letteratura anglosassone, un autentico sperimentalista, che ha trasgredito a ogni normale tradizione della prosa, in un delirio conturbante». David Lodge

    «Uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura scozzese contemporanea». Il Sole 24 Ore

    «Finalmente approda in Italia Lanark, una vita in quattro libri, per Safarà Editore, in un’edizione elegante e originale». Il Manifesto

    «Lanark diverrà, per un istante o per tutta la vita, il libro di cui i lettori non potranno fare a meno». The New York Times

    «Il mio consiglio è di non perdere l’occasione e sostenere questa storica iniziativa culturale, un tassello per la fondazione di un’identità europea in divenire e un’esperienza letteraria indimenticabile». Ultimavoce.it

    «Possibile che di un libro così importante non si avesse notizia e non fosse mai stato tradotto? Ora che è giunto in libreria l'ultimo volume [...] possiamo dirlo: sì, era possibile. Lanark [...] è un capolavoro». Vanni Santoni, La Lettura del Corriere della Sera

    «Senza dubbio Lanark è uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura contemporanea ma anche tra i più leggibili: un'autentica scoperta per il lettore che divora e viene divorato dalle visioni di Gray, tanto apocalittiche quanto politiche. Di certo Lanark non è ancora conosciuto come meriterebbe. Il genio visionario di Gray è identico se non più potente di quello di Philip K. Dick. [...] Non aspettiamo che muoia, come Dick, per rendergli l'omaggio che merita: leggerlo». Gian Paolo Serino, Il Giornale

    «Di fatto, Lanark riesce a catapultarci in uno strano universo, risucchiando tutta la nostra voglia d’energia vitale fino alla fine, a cominciare dai libri di Duncan Thaw in cui la ricostruzione sia della Glasgow del tempo sia delle emozioni personali è del tutto lineare». Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini

    Il Manifesto; Gli angoli bui del mondo di Andrea Comincini, 14/04/2016 Il Sole 24 Ore; L'Ulisse in versione scozzese di Renzo S. Crivelli, 1/05/2016 Ultimavoce.it; Il capolavoro che non hai mai sentito nominare di Alessandro Benassi, 28/08/2016 Scenaillustrata.com; Alla ricerca della vita dentro la vita di Andrea Comincini, 1/10/2016 La Lettura del Corriere della Sera, Lanark, padre di tante distopie di Vanni Santoni 27/8/2017 Il Giornale, Nella Glasgow di Alasdair Gray il fantasy diventa critica sociale di Gian Paolo Serino, 23/9/2017 Il Tascabile: Perché leggere Lanark Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini, 12/11/2017

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    Titolo: Accadde il primo settembre (o un altro giorno) Autore: Pavol Rankov Traduzione: Alessandra Mura Genere: Narrativa Pagine: 416 Prezzo: 19,50 € Isbn: 978-88-97561-56-9

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    Vincitore dell’European Union Prize for Literature (EULP)

    Peter, ungherese, Ján, ceco, e Gabriel, ebreo, sono tre giovani amici, ognuno irrimediabilmente innamorato della slovacca Mária: è il 1938 e poiché Levice, piccola città della Slovacchia al con ne con l’Ungheria, è tra le poche a vantare una piscina, i tre amici decidono che si contenderanno il diritto di corteggiarla con una memorabile gara di nuoto, il primo settembre. Nelle loro vite irrompe però la Storia, non calcolata, improvvisa e violenta, a impedire anno dopo anno lo svolgersi della competizione, che da allora diventerà il centro gravitazionale delle loro vite, seppur decentrato, rincorso, quasi irraggiungibile: i tre amici e Mária si aggrappano alla loro amicizia e al loro amore come unico collante delle loro identità disperse. In questo romanzo, uno dei più importanti nella letteratura slovacca contemporanea, la Storia sconvolge gli ordini preesistenti e ostacola i legami, obbligando i protagonisti a combattere le potenti e irrazionali forze disgregatrici del Novecento, e della vita stessa.

    Pavol Rankov (Poprad, Slovacchia, 1964), scrittore e saggista, è tra le voci più importanti della letteratura slovacca contemporanea. Ha esordito nel 1995 con il libro di racconti S odstupom času (A distanza di tempo), con il quale ha vinto il premio Ivan Krasko, il più prestigioso premio letterario slovacco per la miglior opera prima. In Italia ha vinto il Premio Letterario Internazionale Jean Monnet (1997), e il premio del quotidiano slovacco SME “Poviedka 2001” (Racconto 2001). Nel 2008 esce il suo primo romanzo, Accadde il primo settembre (o un altro giorno), vincitore del Premio Europeo per la Letteratura 2009.

    Alessandra Mura ha studiato lingue e letterature slave (ceco, slovacco e russo) presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, conseguendo nel 1985 il Diploma di Laurea in Lettere. Dal 1985 si occupa di traduzione letteraria dal ceco e dallo slovacco. Ha svolto seminari sulla traduzione letteraria presso varie università italiane fra cui Viterbo e Udine, Napoli e Roma. È attualmente responsabile della Biblioteca di Slavistica, presso il Dipartimento di Studi europei, americani e interculturali, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

    «I personaggi di questo romanzo [...] non sono predestinati dalla loro appartenenza etnica, ma le loro origini giocano nelle peripezie del romanzo un ruolo cruciale. Si lanciano nei cataclismi della storia con una passione del tutto personale, e inconsapevoli delle conseguenze». Alexander Halvoník (scrittore e critico letterario)

    «Pavol Rankov [...] non critica, ama troppo (e in realtà legittimamente) i suoi personaggi. Ci ricorda tuttavia eventi che troppo spesso (e incorreggibilmente) preferiamo dimenticare». Zuzana Mojžišová (scrittrice)

    «Uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni: un grande affresco che aiuta a capire gli avvenimenti tragici e i cambiamenti di un’epoca che, passando attraverso una guerra devastante, ha mutato in modo incontrovertibile il volto e il destino di intere nazioni e di popoli. In questo quadro generale, seguiamo le vite dei personaggi che, loro malgrado, si trovano ad attraversare anni difficili cercando di mantenersi in vita e di non disperdere la loro amicizia e il loro amore per una donna, che li unisce e dà un senso alle loro esistenze». Il mestiere di leggere

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    Titolo: Pelle di luce Autrice: Ludovica Cantarutti Collana: Fuori collana Pagine: 140 Isbn: 978-88-97561-59-0 Genere: narrativa

    «All’inizio non voleva posare perché, diceva, il pittore poteva trasformare la realtà, mentre la fotografia non dava scampo. Eppure lui le aveva promesso di scattare qualcosa di diverso dalle semplici fotografie del suo corpo. Kiki, pur con un certo timore della novità, aveva accettato».

    Gli eroi delle storie narrate in questo libro sono Victor Hugo, Eugène Delacroix, Auguste Rodin, George Sand, Proust, Arletty, Boris Vian, Kiki di Montparnasse e molti altri, indimenticabili protagonisti di una vita parigina la cui fama è divenuta leggendaria. Pelle di luce, il racconto che dà il titolo a questo viaggio memorabile tra frammenti di vita e letteratura, realtà e sogno, simboleggia soprattutto il connubio di due elementi, pelle e luce, che riassumono l’effetto di trasognata materialità che Parigi ha sempre elargito al mondo, con un fascino oramai consegnato al mito.

    Ludovica Cantarutti è nata a Udine. Scrittrice e giornalista culturale, ha curato l’ufficio stampa e l’organizzazione di numerose manifestazioni culturali, mostre di architettura, cinema arte e teatro. In qualità di giornalista ha collaborato con Il Sole 24 Ore, Il Piccolo di Trieste, La Nazione di Firenze, Il Gazzettino di Venezia e numerose altre testate, e per Rai Uno ai programmi Italia Ore Sei e Ora di Punta. Ha curato l’opera inedita di Ippolito Nievo Le Invasioni Moderne e per Rizzoli il volume dedicato al Friuli Venezia Giulia, collaborando alle ricerche per la Storia della letteratura italiana curata da Walter Pedullà. Tra le sue opere la raccolta di poesie Ologrammi, con prefazione di Carlo Betocchi; Gente del Friuli, con prefazione di Stanislao Nievo; il romanzo Un the per Giovanni (mef- L’Autore Libri Firenze, 2013), dal quale è stata realizzata una riduzione teatrale nel 2014 e Amori (Lalli editore 2015).

    «È una sorta di fittissimo elenco telefonico senza tempo, questa raccolta di racconti a cui dà il titolo Pelle di luce, la storia della più famosa modella di Montparnasse, quando questo quartiere soppiantò Montmartre come dimora elettiva degli artisti all’inizio del Novecento. È come se Ludovica Cantarutti, talentuosa scrittrice friulana intuibilmente innamorata di Parigi, avesse trasformato la città in un immenso condominio al di fuori della dimensione temporale, abitato da tutti, ma proprio tutti i fantasmi che hanno contribuito a costruirne il mito negli ultimi due secoli». Mangialibri.com, Lisa Puzella

    Presentazione avvenuta presso La Feltrinelli di Udine il 20 0ttobre 2017

    «Mi fa davvero piacere incontrare Ludovica Cantarutti a Udine, sua città, dove abbiamo raramente l’occasione di sentirla. Prima di entrare nel merito del libro “Pelle di luce” che oggi presentiamo, vorrei fare alcune osservazioni sulla “veste” del libro che a me pare una sorta di mappa indicativa dei caratteri peculiari del lavoro:

    • Il libro presenta un’immagine di copertina dell’artista Laura Pizzato, che rimanda al forte interesse per l’arte figurativa da parte dell’autrice, compresa l’arte fotografica da lei stessa praticata. Riprende il titolo di un racconto (n. 16 del 2008) che parla di Kiki di Montparnasse. Musa, modella, cantante, pittrice, nel 1913, dodicenne, comincia la sua carriera che raggiunge il culmine della notorietà negli anni con Man Ray, ma allude a qualcosa di più generale e simbolico. ‘Pelle’ rimanda alla fisicità, cui nella vita e nella scrittura non si vuole rinunciare, anzi si vuole sottolineare, ‘di luce’ rinvia all’aspetto spirituale insito nella materia. Il titolo perciò suona come una dichiarazione della poetica che permea l’intero libro.
    • Il libro è “dedicato”, anzi “condiviso”, con le figlie dell’autrice, Ilaria e Scilla. La dedica recita: A Ilaria / la nostra Parigi, / con la pioggia incessante, / il vento pazzerello, / le nuvole frettolose, / il sole, / il cuore. A p. 32 si legge: “Erano madre e figlia e Parigi le aveva unite in un viaggio per soddisfare comuni interessi”. A p. 62: “Ilaria, mia fedele compagna di viaggio”. Di Scilla si parla ampiamente nel Viaggio a Martigny dove si ricorda un viaggio di molti anni prima per curare la malattia della bambina (p. 56) e poi a proposito della cerimonia pomeridiana del tè, quando “la bambina” “occupava di diritto il posto di capotavola” (p. 103 e segg).
    • Sulla maternità Ludovica ha idee molto precise che condivide con altre donne poete e scrittrici del passato citate nel libro: A proposito di Marceline Desbordes Valmore che scrisse poesie dolenti sulla morte del figlioletto, Ludovica commenta così: “Le mani che accarezzano un figlio diventano subito più esperte della vita e un tramite efficace fra l’animo carico della rinnovata vitalità e l’operosità quotidiana” (p. 47). Riferendosi a Bertè Morisot (e al rapporto con la figlia Julie), dice che “aveva dimostrato come l’esperienza della maternità potesse produrre arte” (p. 61) e ha modo di ribadire il proprio pensiero: “L’esperienza di maternità è una straordinaria eredità della quale si gode in vita, eredità o transfert da madre a figlio, e viceversa, di sentimenti, coraggio, volontà, trasformazione sinergica”. Affermazione questa molto importante e, direi, “sovversiva” rispetto alla mentalità comune, che ritiene la scrittura in qualche modo “sostitutiva” della maternità.
    • Da evidenziare un’altra scelta tipografica a mio parere molto significativa, la decisione di mettere in prima pagina la presentazione dell’autrice che di solito occupa un posto di secondo piano nel retro della IV di copertina. Qui è dichiarato quello che Ludovica è: scrittrice, giornalista, operatrice culturale, organizzatrice e altro ancora. Questo significa che Ludovica parte dalla consapevolezza piena e compiuta di sé per fare quello che fa, cioè il libro che segue, fuori da ogni falsa modestia. Lei è una donna che ha qualcosa da dire e che dice da un punto di vista preciso di pienezza di vita: donna e madre e artista. In questo senso è lei la protagonista del testo, una donna libera che non ha paura di esserlo. Mi spingo oltre, fino a sostenere che la scelta di alcuni personaggi femminili che compaiono nel libro non è esente da elementi di identificazione dell’autrice con la sua ‘eroina’, così come, rivolgendosi idealmente in modo diretto all’artista Tamara de Lempicka, che ritrae Ira Pierrot, osserva: “Dipingendo questo ritratto, ma non lo sai, dipingi anche un po’ te stessa, le tue aspirazioni, il tuo modo d vedere il mondo e di viverlo al centro delle tue passioni” (p. 109).

    L’esempio più notevole si trova p. 25-26, parlando di G. Sand: “Ma c’era qualcosa dentro di lei che premeva più forte all’indirizzo della sua totale indipendenza, qualcosa che veniva prima di ogni altro desiderio, di ogni possibile limite, di ogni forma educativa avuta, di ogni buon senso corrente e comune. Prima di tutto veniva la sperimentazione della vita come leva di un profondo senso di libertà personale. E che importava essere una donna alla quale la legge e il costume in uso a Parigi e nel resto d’Europa sconsigliava atteggiamenti che non fossero di prudente dipendenza dal padre prima e dal marito poi? Aveva dato ascolto, invece, alle necessità del suo spirito scegliendo una forma “aggravante” di vita, scegliendo cioè di fare la scrittrice e di provvedere alle sue necessità materiali proprio con quel lavoro. Il che aveva destato non poche critiche, a cominciare da suo marito e ancor più negli ambienti parigini dove, camuffata da apparente rigore, si esercitava molto bene una certa limitatezza mentale accompagnata da falso moralismo”.

    Tecnicamente il testo è una memoria di viaggi a Parigi, ma di tipo assai particolare. Il libro si presenta compatto ma ha un’origine che va raccontata per i suoi significati: sono racconti/saggio scritti per diversi anni, dal 1993 al 2015, in occasione del Natale, con puntualità, con un forte senso della ritualità. Mi soffermerò dopo su questa parola perché dalla lettura del libro ho ricevuto la sensazione che essa sia molto importante per Ludovica. Prima però vorrei sottolineare che il carattere del libro non è, come si potrebbe sospettare, frammentario, perché nel caso di Pelle di luce, l’intero è più della somma delle parti, e questo grazie alla forte personalità di Ludovica che ha preciso il senso della complessità e attraverso l’intuizione travalica il contingente e agisce pensiero creativo, lanciando ponti fra le varie narrazioni che mettono in luce le ragioni profonde della scrittura e anche “che cosa” si intenda per “viaggio” e per “scrittura”, e per “memoria”. Tutto ciò è detto a chiare lettere nella ‘dichiarazione’ di p. 73: “Tutte le mattine esco da casa e svolto generalmente a destra (a sinistra andrei verso place des Victoires o Palais-Royal) per prendere il métro e da lì confondermi con le migliaia di parigini, ritenendo questa opportunità una vera fuga dal quotidiano che imbriglia la mia esistenza. I parigini, un genere umano molto eterogeneo che non si stupisce di nulla: perciò molto eccitanti.

    Esco per seguire i miei itinerari alla scoperta di una città diversa, quella non frequentata dai turisti, alla scopertadi quartieri dove gli artisti hanno lasciato le loro energie. Le energie e la memoria. Protrarre la memoria di chi ci ha preceduto dà senso alla nostra vita e consente di riconoscersi, come se la memoria fosse un grande specchio; ma non per la riflessione della fisicità quanto per rimandare l’essenza che compone ciò che di noi non posiamo toccare materialmente.

    Assolvo così alla promessa fatta in un’altra vita di non staccarmi mai da un luogo straordinario in cui ho vissuto, chissà quando, e dove sono stata molto felice.

    Tutte le mattine esco e vado in cerca delle tracce di questa felicità”.

    • Ovviamente l’altra protagonista è la città, Parigi. Ma in che modo? S’è detto: non al modo dei turisti, piuttosto come una parigina. Una che si confonda fra gli altri. Ma non è nemmeno così perché non è la consuetudine all’ambiente che ti spinge a cercare quel particolare edificio dove c’è un particolare appartamento o caffè o museo privato dove viveva un particolare personaggio del tempo che fu. Ludovica si muove dentro Parigi con obiettivi precisi, predisposti per tempo e accuratamente preparati, in modo che la conoscenza diretta avvenga quando già l’animo è pronto ricevere e capire. In questo modo non le sfugge nulla: l’assetto urbano nel suo mutarsi nel tempo, l’architettura del luogo, l’arredo interno agli ambienti. I “luoghi” della sua Parigi sono davvero “suoi” per come li vive.

    Qualche esempio: quando si reca al Museo - Casa di Victor Hugo descrive così l’ambiente: “Due rampe di scale larghe, nella penombra accogliente, sostenute da una ringhiera in ferro battuto e con un corrimano in legno. […] Le pareti erano anch’esse ricoperte in legno” (p. 9) e così via di dettaglio in dettaglio.

    Del Parco dell’Hôtel Biron, “poco distante dalla spianata degli Invalidi”, divenuto museo per le statue di Auguste Rodin, scrive: “La luce chiara della luna nella notte limpida e asciutta attraversava i tappeti d’erba e galoppava per insinuarsi attraverso i vetri privi di imposte nelle stanze dell’Hotel, pavimentate in legno chiaro” (p. 19).

    Il Gran Café Capucines (dove nel 1895 si tenne la prima proiezione della storia del cinema) è osservato accuratamente: “piccole vetrate in cui erano raffigurati grappoli di glicini fioriti … molti specchi, cestini di piante verdi appesi alle strutture portanti in legno, tavoli corredati da sofà di velluto rosso”.

    A proposito di una sala da tè dove si ferma a leggere Il conte di Montecristo di A. Dumas, ha modo di parlare dei passages, Galerie Vivienne e Colbert in particolare, che così descrive: “snodati corridoi di suggestione urbana e di dimensione viscerale che segnavano un percorso interno fra i palazzi, con il tetto chiuso di vetro e ferro” (p. 36).

    L’approccio di Ludovica alla cultura forse è un po’ snobistico, come quando, ripensandosi a Parigi e a certe giornate di settembre le sfugge un pensiero dichiaratamene elitario: “solo per me, per quella disposizione d’animo che ogni tanto rende esclusive le cose di tutti” (p. 51), o come quando afferma, visitando la casa di Vian, “eredità che volevo raccogliere e respirare direttamente nella sua casa” (p. 84).

    E a proposito del poco conosciuto museo della Vita Romantica, afferma “l’antica ritualità della memoria si è leggermente standardizzata per troppa fruizione di un bene come la cultura che va, al contrario, centellinato, come fosse un elisir o una coppa di vino pregiato e non una qualsiasi cola” (p. 77).

    Torna qui il termine “ritualità”, cui accennavo prima e ritorna più volte nel corso delle narrazioni, (a proposito della preparazione dei pennelli per la pittura di Delacroix, (“preludio d’amore”), della “cerimonia del tè” in casa propria, dell’abitudine all’assenzio per Verlaine… Ha modo di definire ‘ritualità’ come “occasione ritmata per mettere da parte tutto il resto e respirare il piacere di stare insieme” (p. 99). Ma penso a qualcosa in più. Seguendo il poeta Pierre Reverdy (*1960) distingue fra ‘tempo che trascorre e ‘tempo che perdura’. Ritualizzare momenti di vita significa quasi ‘fermare’ il tempo, costringerlo a perdurare, quindi il significato, lungi dall’aver un significato religioso, è proprio ritualità ‘laica’ e rimanda al valore che diamo alle cose della vita se ci accompagnano in modo significativo, impedendo che tutto ci scorra via senza che ce ne avvediamo. Bisogna imparare a soppesare l’attimo, goderlo fino in fondo, reiterarlo, tenercelo come dono della vita.

    Ludovica dunque si muove attraverso Parigi con la libertà di chi fa esattamente quello che desidera e con la gioia della consapevolezza, andando nella direzione dei luoghi che le evocano atmosfere o situazioni, o verso incontri con persone per le quali prova interesse. Si tratta di persone speciali, scrittori, artisti, poeti, musicisti, che conosce perfettamente nelle loro vicende biografiche o artistiche, che colloca negli appartamenti dove hanno vissuto, negli hotel dove si sono fermati, nei caffè dove si sono recati, e si chiamano Victor Hugo, Delacroix, Rodin, Proust, Dumas, Kerouac, Boris Vian, e tutte le donne scrittrici e artiste che ho nominato prima, da G. Sand a Colette.

    Si noterà che si tratta di persone del passato, che però Ludovica incontra realmente , ‘vede’ nella loro presenza materializzata dall’intensità della conoscenza e del desiderio, dalla ‘corrispondenza’ fra le anime.

    Se è vero ciò che dice Hillman sulle biografie, che si tratta di un “andar per fantasmi”, Ludovica compie proprio questo miracolo, di dar consistenza ai ‘fantasmi’ di queste persone d’eccezione, con il loro portato di intensità vitale al di là della comune nozione di vita e morte.

    Questo e molto altro ancora (per esempio considerazioni sulla solitudine dell’artista, sulla vecchiaia per una donna intellettuale) si trova in questo Pelle di luce, del quale ringraziamo la paziente e preziosa costruzione fatta sotto il segno di, come dicono in inglese, “I care”, mi sta a cuore.

    Marina Giovannelli

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    Titolo: Tutti gli uccelli, cantano Autore: Evie Wyld Traduzione: Monica Pareschi Genere: Narrativa, thriller Pagine: 304 Isbn: 978-88-97561-61-3

     

     

     

    Vincitore dell’European Union Prize for Literature (EULP) Vincitore del 2014 Miles Franklin Literary Award, dell’Encore Awarde del Jerwood Fiction Uncovered Prize

    Jake Whyte vive in un’isola britannica battuta dal vento e dalla pioggia, un cane e un gregge di pecore come unica compagnia. Ma quando, notte dopo notte, le sue pecore vengono orribilmente smembrate, in Jake si ridesta un terrore che teneva a centinaia di miglia di distanza, abbandonato nell’impietoso sole australiano, mentre gli uccelli incombono su di lei cantando incessabilmente, ricordandole che il segreto nascosto nelle sue cicatrici non può essere dimenticato. Evie Wyld, nominata dalla BBC tra i 12 migliori scrittori britannici emergenti, con Tutti gli uccelli, cantano, ha vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso Miles Franklin Award.

    Evie Wyld, nata a Londra il 16 giugno 1980, è un’autrice anglo-australiana. Nel 2009 il suo primo romanzo “After the Fire, A Still Small Voice” ha vinto il John Llewellyn Rhys Prize ed è stato selezionato per il Premio IMPAC, l’Orange Award e il Commonwealth Writers Award. Nel 2013 è stata nominata come una delle Granta’s Best of Young British Novelists, ed era già stata nominata dalla BBC tra i 12 migliori scrittori britannici emergenti. Il suo secondo romanzo, “Tutti gli uccelli, cantano”, è stato nominato per il Baileys Women’s Prize for Fiction e ha vinto il Premio Encore nel 2013; nel 2014 vince il Miles Franklin Award e il premio dell’Unione Europea per la Letteratura.

    Monica Pareschi vive a Milano, dove traduce e lavora come editor di narrativa per le maggiori case editrici. Ha tradotto e curato, tra gli altri, Doris Lessing, James Ballard, Bernard Malamud, Paul Auster, Alice McDermott, James Hogg, Muriel Spark, Willa Cather, Edith Wharton e Shirley Jackson. Per Neri Pozza cura la collana Le Grandi Scrittrici, dedicata ai classici femminili, in cui è uscita di recente una sua nuova traduzione di "Jane Eyre" di Charlotte Brontë. Attualmente è impegnata in una nuova traduzione di "Wuthering Heights" per i Classici Einaudi. Suoi racconti e interventi sono apparsi su diverse testate. Tiene corsi e seminari di traduzione letteraria e editing in diverse università.
    «Il suo ritmo è impeccabile e il gocciolio di informazioni che fa trapelare suscita tensione e compassione verso l’esistenza travagliata e solitaria di Jake». The Guardian

    «Quello degli uccelli non è un canto: è un rantolo, una risata, un grido [...] la Wyld indaga l’inquietante potere del passato e la minaccia di ciò che è solo intuito... e ha la certezza che il lettore la seguirà». The New York Times

    «In breve, Tutti gli uccelli, cantano mi fa venire voglia di leggere tutto quanto Evie Wyld abbia mai scritto». Jeff VanderMeer

    «Il crescente terrore e sgomento mi hanno ricordato Daphne du Maurier, musa di Hitchcock... la strategia dell’occultamento della Wyld è magistrale». NYTBR

    «Superbamente inquietante... audace e feroce, questo è un libro che ti fa sentire la necessità di guardarti alle spalle, nel caso in cui qualcosa di oscuro e terribile si stia avvicinando proprio a te». The Boston Globe

    «il racconto intenso e profondo della vita di una giovane donna che sembra determinata a sparire dal mondo. [...] Jake ha un passato e lentamente scopriamo perché ha scelto di trasferirsi dall’altra parte del mondo. La storia è raccontata in un modo originale che occasionalmente può disorientare il lettore, ma il ritmo è impeccabile e le informazioni date con il contagocce infondono tensione». Internazionale n.1212 - 7/13 luglio 2017 

    «Gli uccelli, che compaiono nel titolo, sembrano solo gli ingannevoli osservatori dell’umana fragilità. Il loro canto ben raffigura il coro del dramma esistenziale della protagonista, che si sviluppa su due narrazioni parallele, quella al presente solitaria, con un incerto futuro , l’altra lontana nel tempo, dipinta in varie e desolate località australiane e che, ricostruendo il suo drammatico passato. la riporta ai primi traumi e al “peccato originale” che ha scatenato tutto. Fili narrativi strettamente intrecciati, presentati in sequenze alternate che riflettendosi tra loro consentono di scoprire sempre di più le profonde turbe psicologiche di Jake». Patrizia Debicke, Contorni di Noir, 26/7/2017

    «Un thriller semplicemente mozzafiato, da non farsi sfuggire». Gabriele Ottaviani, Convenzionali, 24/9/2017

     «Tutti gli uccelli cantano di Evie Wyld, Safarà 2017, ambientato in un’imprecisata isola scozzese, è un thriller coinvolgente e, allo stesso tempo, la storia forte, a tratti angosciosa, della sofferta vita di una giovane donna australiana, decisa a dimenticare e a nascondersi dal mondo intero. Non è libro da palati facili. Ma la storia, benché la costruzione del romanzo sia in parte articolata su una serie di complicati flash back, è bella e intrigante nonostante l’insolito e originale tipo di narrazione che in certi casi può spiazzare il lettore, ma che pian piano rivela i tanti retroscena e il perché dell’oscura e tragica disperazione di Jake, costretta alla fine ad affrontare ed esorcizzare i propri demoni».

    theblogaroundthecorner.it

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    Titolo: La testa piena di gioia Autore: Ognjen Spahić Traduzione: Ljiljana Avirovic Genere: Narrativa, racconti Pagine: 350 Prezzo: 18,50 € Isbn: 978-88-97561-48-4

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    Vincitore dell’European Union Prize for Literature

    L’autore del pluripremiato I figli di Hansen torna con 16 racconti spietati ed eccentrici, che tagliano come una scure la superficie ghiacciata della vita contemporanea.

    Ognjen Spahic racconta sedici storie insolite e taglienti, il cui centro è la vita stessa: l’antieroe protagonista di ogni storia sembra forzare le reticenze dei suoi comprimari rincorrendoli per le strade buie di una Podgorica addormentata, lungo spiagge dal sole spietato, nelle pagine dei libri che loro stessi scrivono o in paesaggi inondati di neve. Il suo scopo è andare dove scorre il sangue più scuro e i loro segreti sono meglio custoditi, per scoprire quanto siano assurdi, bellissimi e terribili allo stesso tempo.

    Ognjen Spahić è nato nel 1977 a Podgorica, Montenegro. Oltre al romanzo La testa piena di gioia, vincitore del Premio Europeo per la Letteratura,Spahić ha pubblicato altre due raccolte di racconti: Sve to nel 2001 e Zimska potraga nel 2007. Il suo celebre romanzo I figli di Hansen (Zandonai, 2012) ha vinto il Premio Meša Selimovic nel 2005, assegnato al miglior nuovo romanzo di Croazia, Serbia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina e fino ad oggi è stato pubblicato in moltissime lingue, tra cui il francese, l’inglese, lo sloveno e l’ungherese. Il suo racconto intitolato Raymond non è più con noi – Carver è morto è stato incluso nell’antologia della Miglior Fiction Europea nel 2011, ed è stato pubblicato da Dalkey Archive Press negli Stati Uniti.

    Ljiljana Avirovic è docente universitaria e traduttrice letteraria. Traduce dall’italiano in croato, dal croato e dal serbo in italiano e dal russo in italiano. Ha all'attivo numerosissime traduzioni e pubblicazioni. Ha fatto parte attivamente per tre anni consecutivi della Commissione Premi Nazionali per la Traduzione, premio che ha vinto nel 2002.

    «Nei testi dello scrittore montenegrino Ognjen Spahić la vita, il sentimento, la passione irrompono anche fra i corpi e le anime chiazzate di macchie biancastre come neve...». Claudio Magris, scrittore e germanista

    «I personaggi, perfettamente costruiti e il più delle volte bagnati dal sole e dal vento [...] sono tuttavia persuasi che ogni cosa, nella vita, sia oscurata dalle contraddizioni più profonde». Mica Vujicic, Nin Magazine

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    L’attentatore – Henrik Rehr

     24,90  23,65

    Titolo: L’attentatore. Gavrilo Princip, l’uomo che cambiò il secolo Autore: Henrik Rehr Traduzione: Marika Piva Genere: Graphic novel Pagine: 232 Prezzo: 24,90 € Isbn: 978-88-97561-38-5

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    Con prefazione di Claudio Magris e Miljenko Jergovic

    La graphic novel sull’uomo che ha fatto scoccare la scintilla della Prima guerra mondiale assassinando l’Arciduca Francesco Ferdinando

    L’artista e scrittore Henrik Rehr ha scavato profondamente nella vita di colui che fu definito da molti come l’uomo che cambiò il secolo, un uomo il cui nome, Gavrilo Princip, è rimasto ai margini della storia, creando un volume essenziale e scrupolosamente approfondito dal punto di vista storiografico, dedicato alla fitta e interconnessa rete di eventi che innescò il primo, devastante conflitto mondiale. In questa graphic novel, complessa eppur accessibile, Rehr approfondisce le motivazioni del giovane serbo Gavrilo Princip e contestualizza la violenza dei movimenti politici sotterranei che lo spinsero ad attentare alla vita dell’Arciduca. Si tratta di un risultato notevolissimo per Rehr, che riesce a farci comprendere la vita intima, psicologica e sociale di un uomo tormentato che si rivela, in ultima analisi, essere stato ingranaggio di un enorme meccanismo governato da forze superiori e incontrollabili, destinate a conflagrare.

    Henrik Rehr, nato il 28 ottobre 1964 in Danimarca, ha pubblicato il suo primo libro Drømmen om langskibene nel 1987. Da allora ha lavorato come vignettista per oltre 20 anni, (1989-2006) disegnando strisce per il giornale Ferd'nand. Ha pubblicato più di venti graphic novel in Europa e ha anche lavorato come illustratore, scrittore e redattore freelance. Artista riconosciuto a livello internazionale con all’attivo mostre a New York e in Danimarca, Henrik vive a Manhattan con la moglie e i due figli. L'attentatore - che è considerato il suo capolavoro e per il quale ha lavorato per più di otto anni - è stato pubblicato da Futuropolis nel 2014, nel centesimo anniversario dell’inizio della Prima guerra mondiale.

    Marika Piva (Padova 1975), dottore di ricerca in Romanistica, è specialista di letteratura francese. I suoi interessi sono rivolti in particolar modo alle nuove tendenze, le dinamiche generazionali e i fenomeni mediatici che pervadono le più recenti espressioni letterarie in ambito francese. Ha tenuto corsi di Lingua, Letteratura francese e Letterature francofone presso le Università di Padova, Trento e Verona ed è attualmente docente a contratto presso l’Università di Padova.

    «Princip, in questa versione contemplativa della storia, non è cattivo, e non è eroico. È solo un uomo sfortunato che ha premuto un grilletto». kirkusreviews.com

    «Tutti questi fili si intrecciano per creare un lavoro di grande forza e potenza, che rimarrà con i lettori molto dopo aver concluso la lettura». publishersweekly.com

    «Il risultato rasenta il capolavoro, sia a livello di testi che di disegni». postcardcult.com

    «L’attentatore non subisce la Storia come una gabbia ma, al contrario, la usa per creare una narrazione potente e di ampio respiro». Nocturno

    «Il suo tratto fugace, quasi come fosse una istantanea catturata sul momento, ma conservando le "sfumature" e le "imperfezioni" del tempo che scorre sulla carta, danno vita a una graphic novel intensa, sotto molteplici aspetti». A6 Fanzine

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    Titolo: Storia della luce - Romanzo sul fotografo František Drtikol Autore: Jan Němec Traduzione: Elena Zuccolo Genere: Narrativa - Biografia Pagine: 430 Prezzo: 24 € Isbn: 978-88-97561-42-2

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    Una storia raccontata da un fascio di luce non può che avere un protagonista luminoso, un guardiano della luce, un fotografo: quest’uomo è František Drtikol. Dandy nato in una piccola città mineraria boema, fotografo di fama mondiale finito in bancarotta, maestro del nudo sfortunato con le donne, mistico e buddista che credeva nel comunismo. In questa biografia di estrema originalità la luce si mette al servizio del romanzo, e dipana il suo spettro elettromagnetico per illuminare con i colori più intensi le miniere d’argento di Příbram, l’inimitabile città di Praga e la prima Repubblica bohémien.

    Jan Němec, nato nel 1981 a Brno, ha ricevuto il suo Master in Studi Religiosi e sociali alla Masaryk University di Brno, e in Teatro e Drammaturgia presso l’Accademia Janáček di Musica e Spettacolo a Brno. Ha scritto un libro di poesie První život (First Life, 2007), seguito da un libro di racconti Hra pro Quattro ruce (Playing Four Hands, 2009) e un romanzo biografico sul rinomato fotografo František Drtikol, intitolato Dějiny světla (Storia della luce, 2013). Němec lavora come editor per la rivista letteraria mensile Host e come drammaturgo per il canale CT Art TV.

    Elena Zuccolo, laureata in Traduzione e mediazione culturale all’Università di Udine, è traduttrice dal ceco. Nel 2014 è stata vincitrice del concorso per giovani traduttori, organizzato dai Centri Cechi in collaborazione con il Portale di Letteratura Ceca, per il centenario della nascita dello scrittore ceco Bohumil Hrabal con la traduzione del racconto Jeden všední den. Ha collaborato con agenzie letterarie e case editrici di Praga come lettrice e curatrice. È anche diplomata in contrabbasso presso il Conservatorio di Praga.

    Vincitore del Czech Book Award 2014 Vincitore del premio dell’Unione Europea per la Letteratura 2014 Candidato per il Magnesia Litera nella categoria prosa nel 2014 e per il premio Josef Škvorecký

    «Celebrati sono i ritratti di František Drtikol, e noti i suoi studi di nudo femminile [...] una pagina di storia della fotografia». Maurizio Rebuzzini, FOTOgraphia

    «La vita di František Drtikol fu certo incredibile quanto la sua arte, e la sua arte fu ingegnosa e creativa come nessuno della sua epoca aveva mai visto... ancor oggi possiamo riconoscere la stupefacente originalità del suo lavoro». Greg Fallis, UTATA Tribal Fotography

    «[...] potrebbe bastare questo a descrivere la parabola di un fotografo, ma non sfioreremmo nemmeno la superficie di quello che ha rappresentato in termini di innovazione creativa per la neonata fotografia František Drtikol». Mauro Maratta in Grandi Fotografi, Nikonland

    «In un dialogo magnetico con il suo protagonista, Němec penetra profondamente nella luce con la quale Drtikol creò la sua magia». Milan Šilhan, Knižní novinky

    «Un grande destino richiede un grande gesto – e il romanzo di Jan Němec su František Drtikol è stato in grado di compierlo». Aleš Palán, Hospodářské noviny

    «Sbilenco e irregolare è il formato editoriale scelto, con una copertina in cui l’effetto di luce dà conto graficamente di una ricerca ossessiva, maniacale che il protagonista del libro porta fino all’estremo.Da una piccola città mineraria, abbandonata a se stessa nei flussi della storia (e non troppo dissimile dalla spettrale Česky Krumlov, a cui torna sempre Egon Schiele nei suoi quadri più sinistri), emerge un dandy ossessionato dall’immagine». Il giornale dell'arte, 16/6/2017

    «Němec, in questo romanzo quasi torrenziale, descrive le gesta di un artista randagio, un artista che non si piega alle mode del momento ma combatte tutta la vita per trovare la via autentica all’espressione artistica, alla bellezza, alla verità delle cose». Sul Romanzo, 05/08/2017

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    Lanark Vol. 3 – Alasdair Gray

     16,00  15,20

    Titolo: Lanark - Una vita in quattro libri Autore: Alasdair Gray Traduzione: Enrico Terrinoni Genere: Narrativa Pagine: 208 Prezzo: 16,00 € Isbn: 978-88-97561-43-9 Uscita: febbraio 2017 Volume terzo

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    Dalla prefazione al primo volume di Jeff VanderMeer  «Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

    Descrizione Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali.

    Nel terzo capitolo della celebre saga distopica Duncan Thaw è impegnato a divenire adulto, a sfidare la sua arte, a rincorrere il riflesso inafferrabile di innumerevoli donne e a portare la sua vita all’estremo limite. Le conseguenze saranno imprevedibili e scopriremo incerte verità sull’identità dell’uomo che, risvegliatosi ad Unthank, prenderà il nome di Lanark.

    Alasdair Gray (Glasgow, 28 dicembre 1934) è un eclettico scrittore, artista, poeta e drammaturgo scozzese. Personalità poliedrica del panorama artistico europeo, nelle sue opere fonde elementi provenienti dai più diversi generi letterari, in cui il realismo si unisce all’elemento fantastico, la satira sociale al dramma, e lo humour è sempre al servizio della verità della narrazione. L’opera più nota è il suo primo romanzo Lanark – Una vita in quattro libri. Scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal New York Times Book Review «La Divina Commedia del cripto-calvinismo anglosassone». Il suo romanzo Poveracci! ha vinto il Whitbread Novel Award e il Guardian Fiction Prize.

    Enrico Terrinoni è professore associato di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di 20 università italiane ed europee. Si occupa di letterature di lingua inglese, e di teoria e pratica della traduzione. Collabora con Il Manifesto; suoi contributi sono usciti anche sul Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Ha pubblicato diversi libri, saggi e recensioni, oltre a numerose traduzioni dall’inglese di contemporanei e classici (Francis Bacon, Nathaniel Hawthorne). In particolare ha lavorato su James Joyce e l’Ulisse, opera della quale ha realizzato una nuova e premiata traduzione per Newton Compton. Sta lavorando a una nuova edizione annotata di Spoon River Anthology di Masters e a una nuova traduzione italiana di Finnegans Wake.

    «Uno dei pilastri della narrativa del XX secolo» The Guardian

    «Non c’è riassunto che possa fare giustizia a quello che Gray è riuscito a fare in Lanark». BBC UK

    «Alasdair Gray è una specie rara nella letteratura anglosassone, un autentico sperimentalista, che ha trasgredito a ogni normale tradizione della prosa, in un delirio conturbante». David Lodge

    «Uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura scozzese contemporanea». Il Sole 24 Ore

    «Finalmente approda in Italia Lanark, una vita in quattro libri, per Safarà Editore, in un’edizione elegante e originale». Il Manifesto

    «Lanark diverrà, per un istante o per tutta la vita, il libro di cui i lettori non potranno fare a meno». The New York Times

    «Il mio consiglio è di non perdere l’occasione e sostenere questa storica iniziativa culturale, un tassello per la fondazione di un’identità europea in divenire e un’esperienza letteraria indimenticabile». Ultimavoce.it

    Il Manifesto; Gli angoli bui del mondo di Andrea Comincini, 14/04/2016 Il Sole 24 Ore; L'Ulisse in versione scozzese di Renzo S. Crivelli, 1/05/2016 Ultimavoce.it; Il capolavoro che non hai mai sentito nominare di Alessandro Benassi, 28/08/2016 Scenaillustrata.com; Alla ricerca della vita dentro la vita di Andrea Comincini, 1/10/2016

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    Titolo: Aeroplani di carta Autrice: Dawn O'Porter Collana: giovani adulti Pagine: 224 Isbn: 978-88-97561-40-8 Traduzione: Alice Intelisano Titolo originale: Paper Aeroplanes Genere: narrativa, giovani adulti Uscita: 2 marzo 2017

     

     

     

    «L’irriverente racconto di un'amicizia tra teenager negli anni '90... Una lettura bellissima e nostalgica». Marie Claire

    A metà degli anni ‘90 Renée e Flo, studentesse dell’isola di Guernsey, non sembrano destinate a diventare amiche. Introspettiva e studiosa, Flo non potrebbe essere più diversa dall’estroversa e sessualmente curiosa Renée. Ma Renée e Flo sono unite dalla solitudine e dalle loro famiglie disfunzionali, e su questa base scaturisce un legame intenso e inaspettato. Anche se ci sono ostacoli alla loro amicizia, quindici anni è un’età in cui tutto può accadere. Aeroplani di carta è un romanzo grintoso, struggente, spesso divertente e di grande potenza. Un’istantanea indimenticabile dell’adolescenza in una piccola città e del dirompente potere dell’amicizia al femminile.

    Dawn O’Porter è una giornalista televisiva. Ha diretto tredici documentari su ogni sorta di argomenti, tra cui la poligamia, il parto, le geishe, l’immagine del corpo, il cancro al seno nonché su Dirty Dancing. Dawn ha scritto per vari giornali e riviste, tra cui Grazia e Stylist. È una tweeter altamente prolifica e blogger del The Dawn Report. Sebbene Dawn viva a Londra con il marito, il celebre attore Chris O’Dowd, trascorre molto tempo a Los Angeles e viaggia molto.

    Quattro blogger ci riportano agli anni '90 sull'isola di Guernsey, per scoprire le vite delle quindicenni Flo e Renée, protagoniste del romanzo per giovani adulti "Aeroplani di carta" della star televisiva britannica Dawn O'Porter.

    2 marzo 2017: La Biblioteca di Eliza ci parlerà delle due protagoniste, Flo e Renée.

    9 marzo 2017: Words of Books ci svelerà tutto sull'autrice, Dawn O'Porter.

    17 marzo 2017: Please Another Book ci farà viaggiare sull'isola di Guernsey, luogo in cui il romanzo è ambientato.

    23 marzo 2017: Devilishly Stylish ci trasporterà di nuovo negli anni '90 grazie a degli estratti tratti dal romanzo.

    «Dawn O’Porter ha colto ogni singolo momento epocale della vita di tutte le liceali». Glamour Magazine

    «Divertente, toccante e ricco di cultura pop, questo romanzo è un must per tutti coloro che hanno sperimentato la gioia, e il dolore, delle amicizie sui banchi di scuola». Grazia

    «Quando oggi si parla di young adult in molti storcono il naso: già visto, banale, scontato, storiella, e chi più ne ha più ne metta. In molti casi tutto ciò è vero, quando un genere ha fortuna gli scaffali delle librerie sono invasi, spesso a sproposito. Ma con Aeroplani di carta vi troverete davanti a qualcosa di diverso, dall'ambientazione alle protagoniste». La Biblioteca di Eliza

    «Una storia di adolescenti penetrante e incontrastata, che mostra il vero volto di un’età complicata che si snoda tra alti e bassi, perdite e vittorie, vicinanza e cattiveria, e che mostra ogni aspetto della vita di due giovani ragazze in procinto di spiccare il volo verso il loro futuro». Please Another Book

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    Titolo: La notte di Enea Autrice: Alberto Sorge Collana: Giovani Adulti Pagine: 304 Isbn: 978-88-97561-49-1 Genere: narrativa, giovani adulti Uscita: gennaio 2017

    Presentato in anteprima a Più Libri Più Liberi 2016

    «Enea comprese definitivamente che la bellezza era solo una bugia, e che la felicità non era altro che una stupida illusione, che dura il tempo di una parola. Che dura il tempo di una promessa. Che dura il tempo di un addio».

    I piatti che si frantumano per terra. L’acqua che scorre dal rubinetto. La porta che sbatte con violenza. E poi le grida di sua madre. Ma Enea è disteso sul letto, accanto ai suoi quindici anni, e fa finta di non sentire. Perché sa che quella è la sua notte, e che nessuno potrà portargliela via.

    Giulia è bella, educata, intelligente, ricca. Ha tutto. Ma non sente più niente. Aspetta Enea, e la sua notte, ma non riesce più a sorridere. Perché sa che quella notte Enea diventerà un assassino.

    Alberto Sorge è scrittore, sceneggiatore e critico cinematografico. Nel 2006 scrive e dirige il cortometraggio “Martedì pomeriggio”, tra i titoli selezionati dal Milano Film Festival. Curatore di numerose opere di video-arte, dal 2011 è responsabile del corso di scrittura creativa “Riflessi di cinema”, destinato agli studenti delle Scuole Superiori e delle Università (Dams, Lettere e Filosofia). Nel 2012 è produttore del documentario di Cristian Natoli “Per mano ignota”, finalista ai David di Donatello dello stesso anno. Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo “Mare nero” e il fumetto “Il pagliaccio e la luna”, per le illustrazioni di Simone Arena. Nel 2015 è co-sceneggiatore del film “Figli di Maria”, opera prodotta dal regista greco Thanos Anastopoulos e da Nicoletta Romeo.

    «Alberto Sorge, con il suo La notte di Enea è stato capace di cogliere e descrivere con precisione e assoluta delicatezza e le sfumature di sensazioni ben definite in chi le prova ma che risultano sfocate agli occhi di chi non le comprende perché non le ha esperite. La sua opera è l’esatto e accurato risultato di un’espressione di difficile risoluzione alla quale l’autore ha dato cuore, corpo e anima nelle pagine del suo fervido e trascinante romanzo». Francesca Melis, EroicaFenice.com

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    Titolo: Lettera d'amore in scrittura cuneiforme Autore: Tomáš Zmeškal Traduzione: Laura Angeloni Genere: Narrativa Pagine: 384 Isbn: 978-88-97561-32-3 Uscita: ottobre 2016

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    Dalla prefazione di Alessandro Catalano «Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è uno dei libri più premiati e tradotti della recente letteratura ceca proprio perché ha saputo oltrepassare il legame contingente con il dato storico: non quindi la storia in quanto tale, non la denuncia dei crimini e dei comportamenti disumani legati a un preciso avvenimento, ma la ricaduta nello stravolgimento delle regole sociali sulle persone, sulla loro identità e sulle generazioni successive».

    Descrizione Nella vertiginosa polifonia che Zmeškal è qui chiamato a dirigere, le voci degli amanti Josef e Květa si levano con note particolarmente intense: la necessità di ricostruire un legame spezzato in modo innaturale innesca l’alchimia della narrazione, a cui le storie collaterali si legano come particelle di una stessa sostanza. La scrittura cuneiforme, giunta da una dimensione lontana nel tempo e nello spazio, cercherà di offrire un codice al contrario per la decifrazione e la ricomposizione della chimica dei sentimenti, in una narrazione che restituisce il senso più autentico dell’arte del romanzo.

    Tomáš Zmeškal è nato a Praga nel 1966 da madre ceca e padre congolese. Nel 1987 lascia la Cecoslovacchia per vivere a Londra, dove studia presso il Kings College. Torna a Praga dopo il crollo del comunismo, e da allora lavora come scrittore e insegnante di scrittura creativa. Il suo romanzo d’esordio, Milostný dopis klínovým písmem (2008; Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, Safarà Editore 2016) ha vinto il premio dell’Unione Europea per la Letteratura e il Premio Josef Škvorecký. Le sue opere sono state tradotte in tutto il mondo.

    Laura Angeloni è nata a Firenze nel 1970. Sposata con tre figlie, vive attualmente a Genzano di Roma. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università La Sapienza di Roma, lavora dal 2004 come traduttrice letteraria dal ceco. Ha tradotto in italiano romanzi di Jáchym Topol, Petra Hůlova, Kateřina Tučková, Emil Hakl, per le case editrici Einaudi, Baldini Castoldi, Atmosphere Libri, Nikita editore, Azimut Libri. Nel 2007 ha pubblicato il romanzo Il viaggio di Anna per la Azimut Libri, e nel 2015 il romanzo Dare il resto e poi sorridere per Echos Edizioni.

    «Una polifonia di generi – dal mito al grottesco, dal dramma psicologico al fantastico, che ha già la statura di un classico [...] di una qualità che non abbiamo visto dai tempi di Bohumil Hrabal. Con Zmeškal un nuovo narratore, eccezionale, schietto e intimista ha fatto la sua apparizione nella scena della grande letteratura ceca». Jan Rejžek, Lidové noviny

    «Gli elogi sono assolutamente meritati: questo è uno dei più sorprendenti ed emozionanti romanzi contemporanei che abbia letto da molto tempo […] delicato, potente, e ferocemente intelligente». Peter Zusi, University College London

    «Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è un concentrato di sentimenti, personaggi, fatti storici appena accennati, luoghi la cui bellezza si può solo intuire date le timide descrizioni. È un romanzo unico nel suo genere, dove vengono mescolati spazio, tempo, persone; un libro dove è l’amore è fortissimo, nonostante tutto, e vince lo stesso benché all’apparenza sembri morire. Pagine densissime dove emerge chiaramente come il passato sia una bussola che decifra il nostro tempo e ci fa capire quale direzione prendere». girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com

    «Intorno a tutto ciò un mondo infinito, che rende la ricchezza incantevole del libro. Una serie di personaggi, anche i più assurdi, compaiono capitolo dopo capitolo, rendendo il romanzo molto più che una semplice narrazione rosa». criticaletteraria.org

    «In Lettera d’amore in scrittura cuneiforme di Tomáš Zmeškal a raccogliere il senso di quest’opera polifonica è la relazione d’amore tra Květa e Josef, perché proprio come il deserto racchiude le frammentarie informazioni del “vento”. Voto 4.5 su 5». Sulromanzo.it

    «Questo è un romanzo dai molti ingredienti: avventura, religione, filosofia, storia, amore, violenza, tutti amalgamati alla perfezione e racchiusi dentro a un manufatto cartaceo dal taglio inclinato. Un segno distintivo e riconoscibile per una piccola casa editrice nuova ma che promette storie affascinanti». Mangialibri.com

    «Cercando di trovare una definizione dell’autore di questo romanzo, mi è venuto in mente direttore di coro. Sì, lo definirei così perché me lo vedo lì sul podio, con in mano la bacchetta a dirigere una polifonia di voci, e di strumenti. All’inizio sembra spiazzante perché il romanzo non ha un andamento lineare; nel giro di qualche capitolo, ci si imbatte in una serie di personaggi che “eseguono” ciascuno la propria parte, ma poi queste parti si connettono, si intersecano e i personaggi cominciano a diventare tessere dello stesso mosaico». Il mestiere di leggere

    Cinque travel blog ci accompagnano alla scoperta di Praga attraverso le pagine del romanzo Lettera d'amore in scrittura cuneiforme di Tomáš Zmeškal. Sei tappe per scoprire una città magica e ricca di storia attraverso la magistrale scrittura dell'autore Zmeškal, vincitore dell’European Union Prize for Literature.

    1 tappa, venerdì 6 maggio 2016: Praga è una città magica 2 tappa, giovedì 12 maggio 2016:Scoprire Praga attraverso i profumi e le pagine di un libro… 3 tappa, giovedì 19 maggio 2016: I cechi sono animali strani 4 tappa, venerdì 27 maggio 2016: A Praga con Tomáš Zmeškal 5 tappa, venerdì 3 giugno 2016: Vi porto a Praga: intervista a Tomáš Zmeškal 6 tappa, venerdì 10 giugno 2016: Recensione: Lettera d'amore in scrittura cuneiforme

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    Titolo: Mangiare la Terra. Etica ambientale e scelte alimentari Autore: Lisa Kemmerer Traduzione: Cristina Pascotto Genere: Saggistica Pagine: 200 Isbn: 978-88-97561-39-2 Titolo originaleEating Earth: Environmental Ethics and Dietary Choice Uscita: 29 settembre 2016

    Ospite a pordenonelegge 2016

    «Praticamente in ogni nazione è facile passare dalla culla alla tomba senza mai pensare a quello che mettiamo nelle nostre bocche; senza alcuna consapevolezza degli effetti delle nostre scelte alimentari sulla Terra, sugli animali, sulla nostra salute e sulle persone più deboli; senza alcuna consapevolezza del fatto che nella misura in cui decidiamo cosa mangiare, l’alimentazione è una questione di estrema rilevanza morale». Lisa Kemmerer

    Nonostante obiettivi e visioni del mondo essenzialmente condivise ed enormi potenzialità, gli ambientalisti e gli attivisti che si battono per gli animali non-umani raramente uniscono le forze. Mangiare la Terra, scritto tanto per gli ambientalisti e gli animalisti quanto per chiunque sia interessato a vivere una vita pienamente etica e sostenibile esercitando il potere dei propri consumi, esplora il vitale terreno comune tra i due movimenti di giustizia sociale, ovvero quello delle scelte alimentari. Questo libro di facile consultazione, completo di schemi, tabelle e un tocco di umorismo pungente, porta alla luce il gravoso - a tratti sconcertante - impatto ambientale dell’allevamento animale, della pesca e della caccia, indicando la strada verso un presente da riscattare e un futuro da costruire la cui ricchezza parte da ciò che decidiamo di mettere nei nostri piatti.

    Lisa Kemmerer, professoressa di Filosofia delle religioni presso la Montana State University, è una filosofa-attivista che svolge il suo lavoro di ricerca in nome degli animali non umani, dell’ambiente e di tutti gli esseri umani privi di potere. Laureata a Reed, ad Harvard e all’Università di Glasgow (Scozia), la Kemmerer ha scritto nove libri su questi fondamentali argomenti.

    17 SETTEMBRE ore 10:30 PORDENONELEGGE.IT Palazzo della Provincia, PORDENONE in un dialogo con Macri Puricelli, giornalista

    18 SETTEMBRE ore 17:00 PAV - PARCO ARTE VIVENTE Festival Teatrum Botanicum, Emerging talents Via Giordano Bruno 31, TORINO In un dialogo con Leonardo Caffo, scrittore e filosofo

    19 SETTEMBRE ore 18:00 CASA DELLA CULTURA Via Borgogna 3, MILANO In un dialogo con Leonardo Caffo, scrittore e filosofo In collaborazione con Essere Animali

    20 SETTEMBRE ore 21:00 SALA MARCO BIAGI Via Santo Stefano 119, BOLOGNA Introdotta da Eleonora Adorni, antropologa In un dialogo con Roberto Marchesini, filosofo ed etologo dalle ore 20 buffet vegan - 8€ In collaborazione con Essere Animali

    21 SETTEMBRE ore 20:00 SALA CONFERENZE INFORMAGIOVANI Piazza Roma, ANCONA dalle 19 apericena vegan - 8€ In collaborazione con Essere Animali

    22 SETTEMBRE ore 18:30 LIBRERIA LOVAT Via Newton 13, VILLORBA (TREVISO) Introdotta da Adriano Fragano, Veganzetta insieme a Paolo Scroccaro e Mario Cenedese, Associazione Eco-filosofica In collaborazione con Veganzetta e Associazione Eco-filosofica

    23 SETTEMBRE ore 18:00 LIBRERIA ANTICO CAFFÉ SAN MARCO Via C. Battisti 18, TRIESTE In un dialogo con Federica Marchesich, giornalista

    «L’appassionata indagine di Lisa Kemmerer sull’impatto ambientale del consumo di carne culmina in un appello affinché il mondo adotti una dieta a base vegetale». Tristan Quinn, The Times Literary Supplement

    «Il lavoro di Lisa Kemmerer raccoglie tutte le informazioni necessarie per fornire un argomento che possa dirsi conclusivo sulla possibilità di un consumo consapevole. Sono felice di poterlo finalmente condividere con il mondo». Dr. Greta Gaard, University of Wisconsin, River Falls

    «Questo è il più importante saggio che si sia mai occupato dell’impatto devastante delle nostre scelte alimentari su moltissimi ecosistemi». Marc Bekoff, etologo e scrittore (La Vita emozionale degli animali)

    «Impossibile riassumere la mole di dati e le conseguenti riflessioni che Kemmerer racchiude nelle oltre 200 pagine di questo libro. Basti dire che nulla si sottrae alla spietata fotografia di un mondo alla deriva. Incapace di fermare lobby e  industrie. Né la caccia, né la pesca "sostenibile". [...] Scritto per tutti». Macri Puricelli

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    Lanark Vol. 2 – Alasdair Gray

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    Titolo: Lanark - Una vita in quattro libri Autore: Alasdair Gray Traduzione: Enrico Terrinoni Genere: Narrativa Pagine: 165 Prezzo: 16,00 € Isbn: 9788897561354 Uscita: 25 agosto 2016 Volume secondo

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    Dalla prefazione di Jeff VanderMeer «Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

    Descrizione Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali. Pubblicato per la prima volta in lingua inglese nel 1981, Lanark ha immediatamente collocato Gray nell’empireo dei più importanti autori britannici ed è stato comparato, tra gli altri, a Dante, Blake, Joyce, Orwell, Kafka, Huxley e Lewis Carroll.

    Alasdair Gray (Glasgow, 28 dicembre 1934) è un eclettico scrittore, artista, poeta e drammaturgo scozzese. Personalità poliedrica del panorama artistico europeo, nelle sue opere fonde elementi provenienti dai più diversi generi letterari, in cui il realismo si unisce all’elemento fantastico, la satira sociale al dramma, e lo humour è sempre al servizio della verità della narrazione. L’opera più nota è il suo primo romanzo Lanark – Una vita in quattro libri. Scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal New York Times Book Review «La Divina Commedia del cripto-calvinismo anglosassone». Il suo romanzo Poveracci! ha vinto il Whitbread Novel Award e il Guardian Fiction Prize.

    Enrico Terrinoni è professore associato di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di 20 università italiane ed europee. Si occupa di letterature di lingua inglese, e di teoria e pratica della traduzione. Collabora con Il Manifesto; suoi contributi sono usciti anche sul Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Ha pubblicato diversi libri, saggi e recensioni, oltre a numerose traduzioni dall’inglese di contemporanei e classici (Francis Bacon, Nathaniel Hawthorne). In particolare ha lavorato su James Joyce e l’Ulisse, opera della quale ha realizzato una nuova e premiata traduzione per Newton Compton. Sta lavorando a una nuova edizione annotata di Spoon River Anthology di Masters e alla traduzione italiana di Finnegans Wake.

    «Uno dei pilastri della narrativa del XX secolo» The Guardian

    «Non c’è riassunto che possa fare giustizia a quello che Gray è riuscito a fare in Lanark». BBC UK

    «Alasdair Gray è una specie rara nella letteratura anglosassone, un autentico sperimentalista, che ha trasgredito a ogni normale tradizione della prosa, in un delirio conturbante». David Lodge

    «Uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura scozzese contemporanea». Il Sole 24 Ore

    «Finalmente approda in Italia Lanark, una vita in quattro libri, per Safarà Editore, in un’edizione elegante e originale». Il Manifesto

    «Lanark diverrà, per un istante o per tutta la vita, il libro di cui i lettori non potranno fare a meno». The New York Times

    «Il mio consiglio è di non perdere l’occasione e sostenere questa storica iniziativa culturale, un tassello per la fondazione di un’identità europea in divenire e un’esperienza letteraria indimenticabile». Ultimavoce.it

    «Possibile che di un libro così importante non si avesse notizia e non fosse mai stato tradotto? Ora che è giunto in libreria l'ultimo volume [...] possiamo dirlo: sì, era possibile. Lanark [...] è un capolavoro». Vanni Santoni, La Lettura del Corriere della Sera

    «Senza dubbio Lanark è uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura contemporanea ma anche tra i più leggibili: un'autentica scoperta per il lettore che divora e viene divorato dalle visioni di Gray, tanto apocalittiche quanto politiche. Di certo Lanark non è ancora conosciuto come meriterebbe. Il genio visionario di Gray è identico se non più potente di quello di Philip K. Dick. [...] Non aspettiamo che muoia, come Dick, per rendergli l'omaggio che merita: leggerlo». Gian Paolo Serino, Il Giornale

    «Di fatto, Lanark riesce a catapultarci in uno strano universo, risucchiando tutta la nostra voglia d’energia vitale fino alla fine, a cominciare dai libri di Duncan Thaw in cui la ricostruzione sia della Glasgow del tempo sia delle emozioni personali è del tutto lineare». Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini

    Il Manifesto; Gli angoli bui del mondo di Andrea Comincini, 14/04/2016 Il Sole 24 Ore; L'Ulisse in versione scozzese di Renzo S. Crivelli, 1/05/2016 Ultimavoce.it; Il capolavoro che non hai mai sentito nominare di Alessandro Benassi, 28/08/2016 Scenaillustrata.com; Alla ricerca della vita dentro la vita di Andrea Comincini, 1/10/2016 La Lettura del Corriere della Sera, Lanark, padre di tante distopie di Vanni Santoni 27/8/2017 Il Giornale, Nella Glasgow di Alasdair Gray il fantasy diventa critica sociale di Gian Paolo Serino, 23/9/2017 Il Tascabile: Perché leggere Lanark Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini, 12/11/2017

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    Titolo: Salvi! Animali, rifugi e libertà Autore: a cura di Valentina Sonzogni Genere: Saggistica, natura, ambiente Collana: Animalia Pagine: 140 Isbn: 978-88-97561-34-7 Uscita: giugno 2016

    Descrizione Salvi! Animali, rifugi e libertà, esplora l’inedito mondo dei rifugi e santuari animali presenti nel territorio italiano. Luoghi privilegiati in cui è possibile sperimentare l’empatia profonda che lega ogni essere vivente, i santuari animali si svelano qui nella passione che anima i loro fondatori e nella pratica quotidiana volta a costruire un futuro di pace, cura e sostenibilità per tutte le creature viventi.

    Con postfazione di Leonardo Caffo

    Valentina Sonzogni è storica dell’arte e dell’architettura e lavora presso il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Con Leonardo Caffo dirige la rivista di studi animali “Animot. L’altra filosofia”. Fa parte dell’associazione Gallinae in Fabula, per la quale segue progetti di ricerca sull’animalità.

    Leonardo Caffo, filosofo e attivista antispecista, PhD presso l’Università degli studi di Torino, è stato fellow dell’Oxford Centre for Animal Ethics. Ha fondato e diretto la rivista “Animal Studies”. Collabora con il “Corriere della Sera” (La Lettura) e “Rai Cultura” e scrive regolarmente su “Huffington Post Italia”.

    «In libreria da giugno 2016, si tratta di un saggio fotografico costruito su 11 interviste, la prima opera dedicata a indagare da vicino, con la forza delle immagini e delle parole dei loro fondatori, la realtà dei rifugi e dei santuari animali italiani». Guido Minciotti, Il sole 24 ore

    «È molto più di un libro o di un manifesto questo "Salvi!" curato da Valentina Sonzogni e pubblicato nella collana Animalia dalla coraggiosa casa editrice di Pordenone, Safarà. Molto di più di un libro questo libro che ho fra le mani. È la base di un racconto che mai finirà sugli animali cosiddetti da reddito (e non solo quelli) che per la nostra società non hanno né nome né anima. Sono solo merce e prodotti da utilizzare fino alla fine e poi da mangiare». Macri Puricelli, D di laRepubblica

    «Cosa significa liberare un animale da una condizione di prigionia, sia essa legata all'industria alimentare, del divertimento o dell'abbigliamento? Lo spiega il libro Salvi!». Francesca Fattori, VeganLife

    «Nell’esclamazione sta la cifra di questo breve e ben riuscito esperimento da leggersi come sollievo e augurio di trasformazione. Quando infatti gli animali non umani smettono di essere oggetto di sfruttamento, reddito o macabro gingillo, si avvia un discorso che ha il sapore morale, ed etico, di un reinserimento nel mondo». Alessandra Pigliaru, Il Manifesto

    «Un libro che ha come scopo non solo compiere un viaggio attraverso 12 rifugi italiani, ma anche denunciare un vuoto legislativo: i rifugi sono trattati dalla legge come se fossero allevamenti». Vegolosi.it

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    Titolo: Si può ancora fare Autore: a cura di Ferruccio Merisi Genere: Narrativa, studi sociali Pagine: 256 Isbn: 978-88-97561-58-3 Uscita: dicembre 2016

    Con interventi di Claudio Bisio, Giulio Manfredonia e molti altri

    Un progetto che è la continuazione ideale del film Si può fare (2008) di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio e Giuseppe Battiston

    Un libro per celebrare i 35 anni di attività della Coop Noncello, realtà storica per il progresso sociale del nostro Paese. Quest’o- pera è una fondamentale antologia di frammenti di vita scritta da uno dei più importanti autori teatrali della scena contemporanea. Opzionata per l’adattamento teatrale, è attesa a gran voce da un pubblico sensibile alle tematiche dell’integrazione.

    Descrizione Nel 2008 il regista Giulio Manfredonia raccontò, con il film Si può fare, la nascita di Coop Noncello, realtà storica che ha contribuito in modo determinante al progresso sociale italiano. Oggi, dopo trentacinque anni di attività e un immenso patrimonio di storie vissute, la Cooperativa ha scelto di regalare al lettore alcune delle sue più recenti esperienze. Ferruccio Merisi ha raccolto alcune voci di riferimento del passato e del presente di questa intensa epopea umana: ex direttori e presidenti, assistenti sociali, professori universitari, il regista e lo sceneggiatore del film nonché il suo attore principale, Claudio Bisio. Ma soprattutto i veri protagonisti di questo libro sono i soci odierni della Noncello, come preziosi monologhi in prima persona: un’umanità reale e presente, spesso dimenticata ai margini, e divenuta produttiva ritagliando per sé un frammento di spazio in un mondo “non adatto ai non adatti”.

    Ferruccio Merisi ha scritto e/o diretto, dal 1976 a oggi, oltre cento spettacoli per il teatro. Con la sua attuale compagnia, la Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone, si occupa molto di linguaggi performativi contemporanei, includendo, in questo orizzonte, anche i progetti di ascolto e di assistenza espressiva verso le differenze.

    «Si Può Ancora Fare è un libro non scritto, ma diretto da Ferruccio Merisi. Pensieri e parole autentiche di vita, da chi ha vissuto la sofferenza della malattia fisica e mentale e del dolore che porta a sparire ed essere esclusi senza dignità e via d’uscita. È la storia autenticamente provata di chi, la Cooperativa Sociale Noncello di Pordenone, ancora oggi produce ricchezza e crescita culturale, con la qualità del lavoro di chi è riconosciuto diverso e con l’amore folle di chi è normalmente conosciuto». Manuel Giuliano, Giornalista Indipendente, 11/12/2016

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    Titolo: Marina Cons. Un architetto, una donna Autore: Anna Lombardi Genere: Saggistica Lingua: Italiano ISBN: 9788897561316

    L’opera di Marina Cons, scomparsa prematuramente nel 2012 a San Vito al Tagliamento dov’era nata nel 1960, è raccontata in questo libro che ne raccoglie l’intera produzione progettuale nei vari campi della cultura del progetto: design, moda, allestimenti, ristrutturazioni, nuove edificazioni, architettura d’interni. I progetti sono analizzati e raccontati con materiali iconografici, schizzi, rappresentazioni eidomatiche, testi; non mancano, fra l’altro, sconfinamenti nei territori della filosofi a e della tecnologia.

    Anna A. Lombardi è una studiosa di cultura del design. Su questo tema ha curato mostre, eventi e pubblicazioni per enti pubblici e privati. Alcuni suoi libri indagano le origini dell’industria del Friuli Venezia Giulia, come Distretto della sedia: design tra passato e futuro, altri ne raccolgono le riflessioni sul tema, come Nanetti: è design? È docente di “Storia e cultura del Design” presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Roma.

  • Titolo: The Magic Cat. Il gatto con gli stivali Autore: Marcella Manicardi - Marceline Genere: Libro illustrato Isbn: 978-88-941359-0-9

    Descrizione A sei anni dalla scomparsa dell’artista pordenonese Marceline (Marcella Manicardi) la casa editrice  Universalia, pubblica l’opera completa inedita "The Magic Cat" (rivisitazione romanzata de "Il Gatto con gli stivali") scritta e illustrata da Marceline nel 1985. "The Magic Cat" è un libro elegante, da collezione, per adulti che per piccini, ricco di colori e di disegni che nella moderna editoria per l’infanzia sono introvabili. Anche il testo è molto piacevole, morbido e sognante ma con un tocco di originalità.

    Marcella Manicardi (1960 -2009), dal 1986 per più di vent’anni è stata stimata professoressa di disegno e illustrazione nei licei della Provincia di Pordenone. Ha lavorato anche in ambito privato. Nel 1989 è assistente dello scultore Zadok Ben David a Londra. Nel 1992 è grafica pubblicitaria per lo studio Verduco Art Group. Dal 1995 al 1996 è coadiutrice grafica del museo d’Arte di Pordenone.  Espone in mostre personali e collettive a Bari e Pordenone. Il suo stile tecnicamente preciso, definito come una miniatura nel figurativo/illustrativo con pastelli ed acquerelli, si presta invece ad innovative sperimentazioni nell’astratto e nel sacro minimale, con l'uso di colori polimaterici, cenere, polvere d'oro, tecniche miste. Raffinata scultrice di volti di santi e maschere in cartapesta, scrive anche numerosi romanzi in italiano e inglese. Illustra egregiamente le sei Fiabe di O. Wilde ed. AMZ Milano (Mondadori); copie del libro sono conservate anche nella Biblioteca di Stoccolma.

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    Panic – Lauren Oliver

     18,00  17,10

    Titolo: Panic Autrice: Lauren Oliver Collana: giovani adulti Pagine: 368

    Isbn: 978-88-6958-011-6 Traduzione: Alice Intelisano Genere: narrativa, giovani adulti

    Official Show Instagram: @PANIConprime

    #ReadySetPanic

    È arrivata una nuova estate a Carp, una cittadina senza futuro immersa nel cuore grigio di un’America sonnolenta. Ma con la fine della scuola arriva anche Panic, la competizione segreta a cui partecipano i diplomati al liceo cittadino, e come ogni anno è pronta a dissipare il torpore e scatenare i conflitti più violenti, le alleanze più inaspettate, i sentimenti più profondi.

    Heather, Dodge, Nat e Bishop: un gruppo di amici, una serie di prove da superare. Paura e coraggio, lealtà e tradimento, il miraggio di un primo amore, un biglietto per il futuro; la posta in gioco è altissima, e così anche il rischio.

    Sei pronto a giocare?

    Lauren Oliver è l’autrice  del romanzo E finalmente ti dirò addio e della trilogia Delirium: Delirium, Chaos e Requiem, romanzi tradotti in più di trenta lingue e divenuti bestseller internazionali e del New York Times. Il suo ultimo libro, Ragazze che Scompaiono (Safarà Editore 2015), è stato uno dei libri più attesi della stagione. Dal romanzo Panic verrà prodotto un film dagli Universal Studios.

    Trama e data d’uscita: Atelier dei Libri Copertina in anteprima: Il Cibo della Mente Presentazione giveaway: We Found Wonderland in Books Blog Intervista al grafico della copertina italiana: Words of books Personaggi principali: La Tana di una Booklover Fancast: Blog Expres Ambientazione: Devilishly Stylish Blog Personaggi secondari: Le Parole Segrete dei Libri Soundtrack: Please Another Book #momentodaPanic of the world: Who is Charlie? Info sull’autrice Lauren Oliver: La Fenice Book Intervista all’autrice Lauren Oliver: La Biblioteca di Eliza Intervista alla traduttrice: Sweety Readers Video esclusivo di Lauren Oliver: The bookish teapot Incipit del romanzo: She was in Wonderland. Lettura di estratti: Le passioni di Brully Estrazioni vincitori giveaway: Coffee and Books PageLily’s Bookmark – Blog Letterario

  • Titolo: La creatività è un pesce Autore: Giuseppe D'Orsi Genere: Libro d'artista Uscita: maggio 2015 Pagine: 96 Lingua: Italiano Isbn: 978-8897561309

    Parola di editore

    Altolà a qualsiasi intro-pre-post fazione!

    Come editore, non potevo permettere che niente di così terribile accadesse a questo singolarissimo, eccentrico e luminoso libro d’artista,

    che necessita di una lettura repentina, frammentaria e meditabonda insieme,

    per nessun motivo mediata da commenti che possano arginare l’onda fluida e dirompente di quel pesce che è la creatività.

    Lettore di immagini e parole, ti saluto e ti lascio ora nuotare tra queste pagine,

    nella speranza che tu possa trovare, tra le meraviglie del fondale che si presenterà ai tuoi occhi, sottoforma di conchiglie, stelle marine e pesci dai colori cangianti,

    tesori di grande bellezza e verità, come amiamo chiamare

    l’ARTE, il PENSIERO e la LIBERTÀ.

    Giuseppe D'Orsi è grafico, designer e architetto. Art director e fondatore di diverse aziende e gruppi che operano nel mondo della comunicazione, negli anni ha collaborato con Oliviero Toscani curando progetti di editoria, moda, video e immagine aziendale con i più noti brand internazionali. Vincitore di numerosi premi e menzioni, nel maggio 2015 pubblica “La Creatività è un pesce” per Safarà Editore.

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    Titolo: Noi Animali - We Animals Autore: Jo-Anne McArthur Traduzione: Cristina Pascotto Genere: Saggistica - fotografia Uscita: maggio 2015 Pagine: 252 Isbn: 978-88-6958-001-7

    Presentato in anteprima al Salone del libro di Torino 2015

    La fotoreporter canadese Jo-Anne McArthur guida il lettore-spettatore in un viaggio complesso ed emotivamente intenso nel mondo della relazione tra animali umani e animali non umani – rapporto di cui mostra le molte contraddizioni, a tratti sconcertanti e commoventi. Questo saggio fotografico, in virtù della forza rivelatrice delle immagini e di poche, essenziali parole, vuole far luce su un rapporto che può – e deve – essere ripensato. Noi Animali - We Animals, rammentandoci con il suo stesso titolo la matrice di una condizione condivisa, si pone dunque come un faro per chiunque decida di raccogliere il segnale e seguirne la traccia, impressa sul solco della strada che conduce alla libertà per tutti gli esseri viventi. Il libro gode della prefazione di Roberto Marchesini, filosofo, etologo, direttore della rivista "Animal Studies" e autore di oltre quaranta volumi sul tema.

    Jo-Anne McArthur, fotoreporter originaria di Toronto, Canada, ha fotografato la drammatica situazione in cui versano gli animali nei sette continenti per più di dieci anni. Il suo progetto We Animals documenta la presenza degli animali in contesti umani, allo scopo di abbattere le barriere che questi ultimi hanno eretto e che permettono di trattare gli animali non-umani come oggetti, e non come esseri la cui vita ha un significato morale. Jo-Anne è presente nel documentario della regista canadese Liz Marshall The Ghosts in Our Machine.

    Estratto dall'introduzione «Quello che vedrete in queste pagine potrebbe sorprendervi o disturbarvi. Il mio scopo non è quello di farvi allontanare, ma di trascinarvi dentro, portarvi più vicino; rendervi partecipi. Voglio che le mie fotografie siano tanto belle ed evocative quanto veritiere e potenti. Spero che vi prendiate il giusto tempo non solo per guardare ma per vedere, anche solo come gesto di rispetto per i miliardi di animali di cui non notiamo né la vita, né la morte. Guardare questo libro significa offrire la propria testimonianza insieme alla mia, e questo significa anche confrontarsi con la crudeltà e la complicità che questa comporta. In quanto appartenenti a una specie, è necessario adottare una nuova mentalità, imparare nuovi atteggiamenti e disimparare quelli vecchi».

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