Pubblicazioni

  • Titolo: Pittori di stelle Autore: Anna Grimaldi

    «Rammentalo sempre, essere un artista significa proprio questo: evadere dal mondo concependone uno tutto tuo, nel quale sei libero da umane restrizioni». Miguel, un bambino di dodici anni, diventerà l’apprendista di Ganimede, un vecchio e saggio pittore di stelle, che insieme all’aiutante Nana Bianca, un palla di pelo tenera e soffice, cercherà di insegnargli la sua preziosa arte magica. Ganimede sembra non accoglierlo molto bene al principio, è un tipo burbero e non prova particolare simpatia per gli umani, ma proprio grazie al bambino riscoprirà il valore della sua vita. Miguel, però, dovrà affrontare vari ostacoli per diventare un pittore di stelle e, scoprendo che l’umanità è destinata all’estinzione giacché ritenuta unica responsabile della distruzione della Terra, intraprenderà il Cammino della conoscenza, un percorso di formazione e crescita spirituale, non solo per avverare il suo sogno ma per salvare il mondo intero. Riuscirà Miguel insieme ai suoi amici Luce, un’inappuntabile streghetta, e a Kenoko, un malvagio panda batterio, a riportare speranza e gioia all’umanità? In questo romanzo di formazione, consigliato per ragazzi tra i 9 e i 14 anni, narrato da Ganimede in modo divertente e originale, un bambino terrestre diventerà per tutti un piccolo eroe.

    Anna Grimaldi è nata il 2 novembre 1990 a Pordenone. Ha frequenta- to il liceo scientifico e si è laureata in matematica impreziosendo la sua carriera accademica con un Erasmus a Bilbao. Insegna alle scuole secondarie, adora lo sport, stare all’aria aperta e ha viaggiato un po’ dappertutto. Se all’inizio pensava di essere portata solo per la matematica, crescendo ha compreso quanto invece fosse importante coltivare il lato più umano e creativo della sua vita. Da questo desiderio è nato il suo primo romanzo Pittori di stelle che simboleggia una realtà dipinta di magia, rivelatrice di segreti, la chiave per riscoprire il valore e la bellezza dell’umanità composta di razionalità ma anche e soprattutto di emozioni.

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    Tre opere premiate con il Premio Europeo per la Letteratura per la prima volta riunite in una prestigiosa edizione.

    Questo cofanetto racchiude tre romanzi, tre storie molto diverse, che con le loro ambientazioni faranno percorrere un ideale giro di una delle città più belle del mondo, Praga, tra le bellezze del centro storico alla campagna limitrofa, attraverso '800 e '900.

    "Accadde il primo settembre" di Pavol Rankov

    Peter, ungherese, Ján, ceco, e Gabriel, ebreo, sono tre giovani amici, ognuno irrimediabilmente innamorato della slovacca Mária: è il 1938 e poiché Levice, piccola città della Slovacchia al con ne con l’Ungheria, è tra le poche a vantare una piscina, i tre amici decidono che si contenderanno il diritto di corteggiarla con una memorabile gara di nuoto, il primo settembre. Nelle loro vite irrompe però la Storia, non calcolata, improvvisa e violenta, a impedire anno dopo anno lo svolgersi della competizione, che da allora diventerà il centro gravitazionale delle loro vite, seppur decentrato, rincorso, quasi irraggiungibile: i tre amici e Mária si aggrappano alla loro amicizia e al loro amore come unico collante delle loro identità disperse.

    «Uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni: un grande affresco che aiuta a capire gli avvenimenti tragici e i cambiamenti di un’epoca». Il mestiere di leggere

    "Storia della luce" di Jan Němec

    Una storia raccontata da un fascio di luce non può che avere un protagonista luminoso, un guardiano della luce, un fotografo: quest’uomo è František Drtikol. Dandy nato in una piccola città mineraria boema, fotografo di fama mondiale finito in bancarotta, maestro del nudo sfortunato con le donne, mistico e buddista che credeva nel comunismo. In questa biografia di estrema originalità la luce si mette al servizio del romanzo, e dipana il suo spettro elettromagnetico per illuminare con i colori più intensi le miniere d’argento di Příbram, l’inimitabile città di Praga e la prima Repubblica bohémien.

    «Němec, in questo romanzo quasi torrenziale, descrive le gesta di un artista randagio, un artista che non si piega alle mode del momento ma combatte tutta la vita per trovare la via autentica all’espressione artistica, alla bellezza, alla verità delle cose».». Sul Romanzo

    "Lettera d'amore in scrittura cuneiforme" di Tomáš Zmeškal

    Nella vertiginosa polifonia che Zmeškal è qui chiamato a dirigere, le voci degli amanti Josef e Květa si levano con note particolarmente intense: la necessità di ricostruire un legame spezzato in modo innaturale innesca l’alchimia della narrazione, a cui le storie collaterali si legano come particelle di una stessa sostanza. La scrittura cuneiforme, giunta da una dimensione lontana nel tempo e nello spazio, cercherà di offrire un codice al contrario per la decifrazione e la ricomposizione della chimica dei sentimenti, in una narrazione che restituisce il senso più autentico dell’arte del romanzo.

    «Un romanzo dai molti ingredienti: avventura, religione, filosofia, storia, amore, violenza, tutti amalgamati alla perfezione e racchiusi dentro a un manufatto cartaceo dal taglio inclinato.». Mangialibri.com

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    Titolo: Storia di cento occhi Autore: Stefano Tevini Genere: Narrativa Pagine: 128 Isbn: 978-88-97561-60-6

    «I cavi, una nebbia di vasi capillari di rame rivestiti di gomma, convogliano un intero sistema nervoso periferico fatto di ottiche di precisione e microfoni ambientali in un cordone ombelicale innestato qui, nel mio grembo di acciaio e plexiglass».

    Chiuso nel suo grembo metallico, A.R.G.O. vede. Innesto perfetto di software organico e hardware di prima sperimentazione, A.R.G.O. controlla la città attraverso una rete di microfoni e telecamere che convogliano voci, immagini e oceani di dati in un cervello disincarnato. Il progetto è un brevetto Sicurever, multinazionale leader nel mercato della sicurezza. Ma chi è davvero A.R.G.O.? E qual è il suo rapporto con Stefano, un anonimo scrittore che sembra conoscerlo, e temerlo, più di tutti?

    Crocevia tra distopia e science fiction, Storia di cento occhi esplora le inquietanti possibilità del futuro che incombe oltre la soglia della quotidianità.

    Stefano Tevini nasce a Brescia nel 1981. Laureatosi in Filosofia nel 2004, si avvicina alla scrittura poco dopo entrando a far parte del collettivo Anonima Scrittori, con cui inaugura una lunga e feconda collaborazione. Fra la sua produzione con Anonima Scrittori ci sono i racconti pubblicati nelle antologie Storie di (r)esistenza (ed. Argonauta) e Il bit dell’avvenire (ed. Tunuè). Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo, Vampiro Tossico, seguito da Testamento di una Maschera, editi da La Ponga Edizioni. Stefano Tevini, inoltre, lotta nel circuito del wrestling indipendente italiano e recensisce fumetti per la versione online della rivista Nocturno.

    https://www.youtube.com/watch?v=KED2f0eItbY&feature=youtu.be

    «Un autore che percepisce il caos informe del mondo che lo circonda e per parte sua vorrebbe, forse, contribuire a porre un tassello per aggiustarlo». Alessandro Preiser, su anonimascrittori.it

    «Questo attrito tra slancio vitale, perdizione ed emarginazione produce una combustione che Tevini rende con struggente lirismo». Corriere della Sera (ed. di Brescia)

    «Capisci subito quando ti trovi davanti ad una storia insolita che vale la pena di essere letta, capisci immediatamente quando ci si ritrova davanti l’evoluzione di una scrittura quasi asettica che allo stesso tempo favorisce gli inciampi in un mondo spaventoso, pronto a fagocitarti». Please Another Book

    «Il bresciano Tevini, primo wrestler laureato in filosofia e scrittore (o se volete, fisicaccio da plantigrado dotato di anima bella) si interroga con passione civile e solidità di stile su temi che sono cruciali e non solo teoremi da science fiction. Il suo pessimismo è fondato, ma lui non ignora che, finché c’è racconto, c’è speranza». Corriere della sera

    «In definitiva cinque stelle. Una lettura distopica che dipinge la nostra società alla ricerca di un A.R.G.O. e preferisce evitare di migliorarsi. Intenso, profondo e insolito. Non è un libro per chi pensa agli Hunger Games o al sangue di Battle Royale. È una lettura che ci sputa in un occhio, ma tranquilli, sappiamo di essercelo meritato». Alice Chimera

    «Un’opera di fantascienza distopica nella quale Stefano Tevini, al suo terzo romanzo, mette in scena una Brescia e un’Italia riconoscibilissime, prendendo spunto da fatti di cronaca facilmente identificabili. [...] Una riflessione che dovrebbe riguardarci tutti, e che ci mostra con chiarezza verso quale domani ci stiamo precipitando. Un romanzo appassionante e intelligente, rapido come un thriller e tagliente come la lama di un anatomopatologo che sezioni il cadavere delle nostre paure». Inkroci

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    Titolo: Si può ancora fare Autore: a cura di Ferruccio Merisi Genere: Narrativa, studi sociali Pagine: 256 Isbn: 978-88-97561-58-3 Uscita: dicembre 2016

    Con interventi di Claudio Bisio, Giulio Manfredonia e molti altri

    Un progetto che è la continuazione ideale del film Si può fare (2008) di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio e Giuseppe Battiston

    Un libro per celebrare i 35 anni di attività della Coop Noncello, realtà storica per il progresso sociale del nostro Paese. Quest’o- pera è una fondamentale antologia di frammenti di vita scritta da uno dei più importanti autori teatrali della scena contemporanea. Opzionata per l’adattamento teatrale, è attesa a gran voce da un pubblico sensibile alle tematiche dell’integrazione.

    Descrizione Nel 2008 il regista Giulio Manfredonia raccontò, con il film Si può fare, la nascita di Coop Noncello, realtà storica che ha contribuito in modo determinante al progresso sociale italiano. Oggi, dopo trentacinque anni di attività e un immenso patrimonio di storie vissute, la Cooperativa ha scelto di regalare al lettore alcune delle sue più recenti esperienze. Ferruccio Merisi ha raccolto alcune voci di riferimento del passato e del presente di questa intensa epopea umana: ex direttori e presidenti, assistenti sociali, professori universitari, il regista e lo sceneggiatore del film nonché il suo attore principale, Claudio Bisio. Ma soprattutto i veri protagonisti di questo libro sono i soci odierni della Noncello, come preziosi monologhi in prima persona: un’umanità reale e presente, spesso dimenticata ai margini, e divenuta produttiva ritagliando per sé un frammento di spazio in un mondo “non adatto ai non adatti”.

    Ferruccio Merisi ha scritto e/o diretto, dal 1976 a oggi, oltre cento spettacoli per il teatro. Con la sua attuale compagnia, la Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone, si occupa molto di linguaggi performativi contemporanei, includendo, in questo orizzonte, anche i progetti di ascolto e di assistenza espressiva verso le differenze.

    «Si Può Ancora Fare è un libro non scritto, ma diretto da Ferruccio Merisi. Pensieri e parole autentiche di vita, da chi ha vissuto la sofferenza della malattia fisica e mentale e del dolore che porta a sparire ed essere esclusi senza dignità e via d’uscita. È la storia autenticamente provata di chi, la Cooperativa Sociale Noncello di Pordenone, ancora oggi produce ricchezza e crescita culturale, con la qualità del lavoro di chi è riconosciuto diverso e con l’amore folle di chi è normalmente conosciuto». Manuel Giuliano, Giornalista Indipendente, 11/12/2016

  • Titolo: Tecnica sociale dell'informazione Sottotitolo: La rivoluzione nella comunicazione: da target a persona Autore: Francesco Fattorello Curatore: Giuseppe Ragnetti Genere: Saggistica Uscita: gennaio 2015 Pagine: 152 Lingua: Italiano

    Ancora oggi molti teorici della comunicazione insistono sul fatto che le persone, definite target, assorbano in maniera passiva e in toto i dettami dello strapotere mediatico. Nel corso della sua lunga fortuna la tecnica sociale dell’informazione elaborata da Francesco Fattorello, primo docente di Storia del giornalismo in Italia, ha messo in discussione questo sistema. Secondo la teoria di Fattorello, infatti, gli attori del processo comunicativo sono parimenti elevati al rango di soggetti, egualmente dotati di facoltà opinanti e, di conseguenza, hanno pari dignità. Allo stesso modo non esiste alcun tiratore che colpisce un target, bensì due soggetti attivi che reagiscono ai numerosi stimoli ricevuti sulla base delle proprie facoltà di giudizio e delle proprie attitudini sociali, prodotte da determinati processi di acculturazione.

    Nell’anno del trentesimo anniversario dalla sua scomparsa, Francesco Fattorello si pone come una delle figure rivoluzionarie e fondamentali nel mondo della comunicazione. A settant’anni dalla sua prima elaborazione, la tecnica sociale rappresenta un modello irrinunciabile di riferimento per chiunque voglia confrontarsi con la pratica della comunicazione nel nostro tempo, un modello in grado di fornire risposte all’altezza delle crescenti esigenze di informazione e di comunicazione che connotano le società di oggi.

    Francesco Fattorello (Pordenone 1902 - Udine 1985) è stato giornalista e studioso, dal 1928 primo docente incaricato della cattedra di Storia di giornalismo in Italia, dal 1928 presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Trieste e dal 1934 presso la medesima Facoltà dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. In questa città fondò e diresse, dal 1947 in poi, l’Istituto Italiano di Pubblicismo. Nella sua lunga carriera di studioso Fattorello fu anche docente e membro del Consiglio di amministrazione del Centre International pour l’enseignement supérieur du journalisme dell’Università di Strasburgo. A lui è dedicato l’Istituto “Francesco Fattorello” di Roma, diretto da Giuseppe Ragnetti, curatore di questo volume.

    Giuseppe Ragnetti, professore di Psicologia sociale, è specializzato nelle discipline dell’informazione e della comunicazione. Insegna anche presso la Laurea Specialistica in Editoria Media e Giornalismo dell’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino. Ha raccolto l'eredità culturale e continua l'opera del suo Maestro Francesco Fattorello, dando seguito alla sua tradizione scientifica e didattica anche a livello internazionale. Dal 1986 dirige l'Istituto “Francesco Fattorello” di Roma, che attiva la Scuola superiore di Metodologia dell'Informazione e Tecniche della Comunicazione, erede della prima Scuola italiana nell'ambito della comunicazione e dell'informazione, fondata da Fattorello nel 1947. L’Istituto Fattorello è l'unico membro istituzionale italiano ammesso in iamcr/aieri, massima organizzazione mondiale del settore. L’Istituto prosegue in forme e strutture adeguate ai tempi la diffusione dell’impostazione teorica fattorelliana promuovendone la conoscenza a tutti i livelli, con un'attività didattica ininterrotta da settant'anni.

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    Titolo: eterno inizio Autore: Pia Abelli Toti Genere: Poesia Pagine: 185 Prezzo: 16,90 € Isbn versione cartacea: 978-88-32107-10-4

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    Buona lettura!

    «Un pensiero poetante, una poesia pensante che lei definisce “scri- vere in versi” in una sorta di singolare stream of consciousness rapsodico [...] per un progetto capace di stimolare una creatività libera e incondizionata». Dalla prefazione di Mario Turello
    "eterno inizio", raccolta di poesie di Pia Abelli Toti, nasce insieme al progetto scrivereINversi, dedicato a sondare le caratteristiche del linguaggio poetico, con particolare attenzione al suo ruolo nello sviluppo del processo del pensiero.
    Il presente volume include inoltre video, immagini, testi critici nonché poesie di diversi autori e tre sezioni di esercizi liberi di scritturaINversi fruibili attraverso la realtà aumentata: una raccolta poliedrica a sostegno della tesi che la creatività e la struttura del linguaggio poetico, supportate e integrate da altre forme di conoscenza, possano concorrere nel costruire nuove vie di adattamento, comunicazione e cooperazione.

    Pia Abelli Toti nasce a Trieste nel 1941. Si laurea in Scienze geologiche tra Roma e Trieste e negli anni ‘80 consegue una seconda laurea in Psicologia, divenendo psicoterapeuta.
    Nel 2009 dà origine a La Casa Totiana in cui raccoglie e ordina i fondi artisti- ci di Gianni Toti e Marinka Dallos Toti. Nel 2015 contribuisce all’avvio della startup Poetronicart, dedicata agli operatori delle arti.

    «eterno inizio è un mondo cristallizzato di bit ed emozioni che comprende mondi diversi, dal bit più profondo alla pagina del libro [...] Qui spetta a noi immaginare un libro che non è lo strumento abitualmente pensato, ma un nuovo strumento, che ci fornisce una chiave per entrare in utilizzi altri. E il primo utilizzo è proprio il pensare stesso».
    Dall’introduzione di Mattia Aron Greco
     
     

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    Ghiacci e vulcani d’Islanda

     36,00  30,00

    Titolo: Terreni + Jón  Autore: Oddný Eir Ævarsdóttir + Ófeigur Sigurðsson Traduzione: Silvia Cosimini Genere: Narrativa Prezzo: 30 €

     

    Un percorso letterario tra ghiaccio e lapilli nell'impossibile scenario islandese, accompagnati da due pluripremiate firme della letteratura contemporanea islandese. Per maggiori informazioni consultare la scheda dedicata al singolo libro nel sito di Safarà Editore.

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    “Consenso” – Saskia Vogel

     18,00  17,10

    Titolo: Consenso Autore: Saskia Vogel Traduzione: Alice Intelisano Genere: Narrativa Pagine: 224 Prezzo: 18 € Isbn versione cartacea: 9788832107029 Isbn versione ebook: 978-88-32107-27-2

    IN PRENOTAZIONE - IN LIBRERIA 19/9/2019

    Acquista l'e-book su: Bookrepublic; Amazon; Ibs

    «Potevamo giocare al potere, esplorare ruoli che non ci erano ancora permessi al di fuori di quelle quattro mura, ma perché quello spazio fosse sacro, doveva essere considerato sacro da tutti noi».
    Dopo la sparizione del padre, disperso nell’oceano al largo della costa di Los Angeles, Echo si inabissa lentamente in uno stato di paralisi emotiva: priva di punti di riferimento e disorientata dalla freddezza e dall’instabilità della madre, dopo il fallimento di un’improbabile carriera di attrice Echo cerca di trovare conforto nell’unico modo che conosce: perdendosi nella vita di estranei. Quando nella sua vita irrompe una dominatrice di nome Orly, Echo intraprende un percorso che la porterà a sperimentare un’inedita possibilità di relazione con il mondo e con se stessa, al cui interno la potenza dei sentimenti sopiti troverà un nuovo, prorompente spazio in cui esistere.

    Saskia Vogel è nata a Los Angeles nel 1981 e vive a Berlino. Ha scritto di genere, potere e sessualità per Granta e The Paris Review e ha tradotto in inglese alcune delle opere delle più importanti autrici svedesi contemporanee, tra cui Lena Andersson e Karolina Ramqvist. Il suo acclamato debutto letterario, “Consenso” (Permission), è stato pubblicato in cinque paesi ed è in corso di adattamento per trarne una serie televisiva.

    «Come per Joan Didion, per Vogel l’atmosfera è tutto, e le sue frasi sono perfette e incisive come una puntura di medusa». John Freeman
    «Se Joan Didion avesse scritto della comunità BDSM di Los Angeles, il suo libro sarebbe stato Consenso». Emily Temple, Literary Hub «Splendidamente scritto, misterioso e avvincente». Janet Fitch, autrice di “Oleandro bianco – White Oleander” «L’eroina in lutto del debutto di Saskia Vogel cerca conforto nella scena delle dominatrici di Los Angeles, sperimentando i confini tra desiderio, potere e libertà personale». The New York Times Book Review «Consenso è una storia di lutto, solitudine e sadomasochismo. [...] Ma non troverete traccia di cliché: i frustini diventano parte di una moderna storia d’amore, solitudine e guarigione, in un contesto irrequieto che ha le sfumature della storia newyorkese Cat Person di Kristen Roupenian». The Guardian «Consenso scava nel paesaggio incerto che giace proprio sotto la fabbrica dei sogni di Hollywood che tutti pensiamo di conoscere, e contro ogni previsione trova al suo interno qualcosa di sacro. In parte Il giorno della locusta, in parte Histoire d’O, il tenero debutto di Vogel è destinato a entrare nel canone emergente dei grandi romanzi di Los Angeles». Ryan Ruby, autore di “The Zero and the One”

    Pordenonelegge.it - 22 settembre - ore 19 Convento di San Francesco, Saletta Presenta Elisabetta Pozzetto

    Bologna - 23 settembre - ore 19 Libreria Confraternita dell’Uva In dialogo con Ghinea

    Milano - 24 settembre - ore 19.30 Libreria Walden Presenta Francesca Bussi

  • Titolo: Animot. L'altra filosofia - n.9/2019 - Ripensare l'animalità Autore: a cura di Nicola Zengiaro Genere: Saggistica, natura, ambiente, rivista Isbn: 978-88-32107-28-9 Uscita: settembre 2019

    Descrizione

    Il numero “Ripensare l’animalità” raccoglie i testi presentati durante il congresso “Rethinking Animality: International Animal Studies Conference” svoltosi all’Università di Santiago di Compostela nel 2018. L’editoriale offre un ampio scenario dei temi concernenti la questione animale partendo dalle teorie sul postumanismo e l’etologia contemporanea, passando per l’etica animale di stampo analitico, per concludere con la filosofia dell’animalità. Oltre ai saggi del congresso, le interviste con Felice Cimatti e Rosi Braidotti mostrano come tale dibattito stia cambiando il pensiero della filosofia e dell’arte contemporanea.

    INDICE:

    Editoriale Introduzione di Nicola Zengiaro Riflessioni aperte sul postumanesimo filosofico di Francesca Ferrando Soggettività e la natura declinativa dell’essere animale di Roberto Marchesini Dinamiche della popolazione incontrano l’etica ambientale: perché aiutare gli animali in natura? di Oscar Horta Camilla Alberti, Nonostante, con uno scritto di Gabriela Galati Animal activists and social change di Siobhan O’Sullivan Pulcinella. Estetica animale come estetica prima di Leonardo Caffo e Valentina Sonzogni
    La vita che sfugge. Immaginare l’animalità del mondo. Nicola Zengiaro in conversazione con Felice Cimatti Attivarsi aspettando che la tempesta passi. Leonardo Caffo in conversazione con Rosi Braidotti

    Nicola Zengiaro insegna storia e filosofia a Vicenza. Si è laureato in filosofia sotto la direzione di Maurizio Ferraris e specializzato, lavorando con il professor Oscar Horta, nel Master in Filosofia dell’Università di Santiago di Compostela (USC) dove attualmente sta svolgendo il dottorato di ricerca. È vicepresidente della ONLUS Gallinae in Fabula, fa parte della redazione di Animal Studies. Rivista italiana di zooantropologia e Relations: Beyond Anthropocentrism. È ideatore e organizzatore dell’“International Animal Studies Conference” svoltasi a Santiago di Compostela nel 2018 dal titolo “Rethinking Animality”. Ha pubblicato nel 2019 il libro edito da Graphe Il mondo dell’animalità: dalla biologia alla metafisica ed è curatore della collana “Semi per il futuro” con la stessa casa editrice.

  • Titolo: Le due lame Autore: Sandro Pezzella

    E-BOOK IN FORMATO EPUB Verrà inviato un file digitale del libro in formato Epub Il file verrà inviato via mail manualmente entro 48 ore dall'acquisto; si prega di controllare la cartella spam. Per maggiori informazioni: info@safaraeditore.com

    Lorer è un ragazzo adolescente dotato di poteri di telecinesi fin dalla nascita. La sua vita viene stravolta quando scopre di essere la chiave per poter sconfiggere Drastorn, il signore oscuro, tornato dopo la grande guerra di trecento anni prima e intenzionato a distruggere per sempre le razze delle terre di Esnar. In aiuto del giovane arriverà il mago del bastione, Lothar, che con un pugno di amici fidati, viaggeranno per le terre alla ricerca delle lame magiche, due artefatti potentissimi creati in tempi antichi. Ma il loro percorso sarà lungo e difficile, contrastato non solo dalle razze malvagie, ma anche dai temuti monaci neri, portatori di magia e di morte. La lotta fra il bene e il male rivive in questa avventura, che trasporterà il lettore in un'avvincente storia fantasy.

    Sandro Pezzella è nato a Pordenone nel 1979, dove vive tuttora. Appassionato di fantasy fin da ragazzo, ha coltivato questa storia per molti anni, prima di deciderne la stesura. Con questo romanzo d'esordio, Pezzella entra ufficialmente nel mondo del fantasy classico.

  • Titolo: La materia del vuoto Autore: Renato Bocchi Genere: Saggistica Lingua: Italiano ISBN: 9788894135961

    Questo saggio raccoglie lezioni e ricerche presentate in Spagna, Argentina e Italia tra il 2012 e il 2013. Il libro, intersecando il progetto di architettura alle esperienze di artisti come Oteiza o Chillida, descrive poeticamente l’architettura come esperienza dinamica, in cui il vuoto, il silenzio, il ritmo di luce e ombra plasmano lo spazio allo stesso modo della materia.

    Renato Bocchi è architetto e urbanista, professore di Composizione Architettonica e Teorie dell’Architettura all’Università Iuav di Venezia. È direttore per Gangemi di Roma della collana Spazio Paesaggio Architettura e coordinatore nazionale del progetto di ricerca Re-cycle Italy, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

  • Titolo: La creatività è un pesce Autore: Giuseppe D'Orsi Genere: Libro d'artista Uscita: maggio 2015 Pagine: 96 Lingua: Italiano Isbn: 978-8897561309

    Parola di editore

    Altolà a qualsiasi intro-pre-post fazione!

    Come editore, non potevo permettere che niente di così terribile accadesse a questo singolarissimo, eccentrico e luminoso libro d’artista,

    che necessita di una lettura repentina, frammentaria e meditabonda insieme,

    per nessun motivo mediata da commenti che possano arginare l’onda fluida e dirompente di quel pesce che è la creatività.

    Lettore di immagini e parole, ti saluto e ti lascio ora nuotare tra queste pagine,

    nella speranza che tu possa trovare, tra le meraviglie del fondale che si presenterà ai tuoi occhi, sottoforma di conchiglie, stelle marine e pesci dai colori cangianti,

    tesori di grande bellezza e verità, come amiamo chiamare

    l’ARTE, il PENSIERO e la LIBERTÀ.

    Giuseppe D'Orsi è grafico, designer e architetto. Art director e fondatore di diverse aziende e gruppi che operano nel mondo della comunicazione, negli anni ha collaborato con Oliviero Toscani curando progetti di editoria, moda, video e immagine aziendale con i più noti brand internazionali. Vincitore di numerosi premi e menzioni, nel maggio 2015 pubblica “La Creatività è un pesce” per Safarà Editore.

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    Titolo: Ragazze che scompaiono Autrice: Lauren Oliver Collana: giovani adulti Traduzione: Martina Lunardelli Titolo originale: Vanishing Girls Pagine: 320 Isbn: 978-88-6958-002-4 Genere: narrativa, thriller, giovani adulti

    Dara e Nick erano inseparabili prima che un terribile incidente lasciasse il bellissimo viso di Dara sfigurato, allontanando irrimediabilmente le due sorelle. Quando Dara scompare il giorno del suo compleanno, Nick pensa che la sorella si stia prendendo gioco di tutti per vendicarsi di un destino insostenibile e crudele. Ma quando anche un’altra bambina di soli nove anni, Madeline Snow, svanisce nel nulla, Nick si convince sempre di più che le due sparizioni siano collegate; e quanto più Nick scopre della sua enigmatica sorella e della doppia vita che conduceva prima dell’incidente, meno è sicura di voler conoscere la verità. Tuttavia oramai la posta in gioco si fa sempre più alta, mentre gli eventi la spingono verso un passato perduto e un futuro impossibile, animati dalla volontà di svelare il legame apparentemente insondabile tra le due ragazze che scompaiono. In questo romanzo acuto e coinvolgente Lauren Oliver crea un mondo di intrighi, perdite e sospetti mentre due sorelle cercano di trovare il doppio filo che lega indissolubilmente le loro stesse vite.

    Lauren Oliver è l’autrice del romanzo E finalmente ti dirò addio e della trilogia Delirium: DeliriumChaos e Requiem, romanzi tradotti in più di trenta lingue e divenuti bestseller internazionali e del New York Times. Lauren Oliver è anche autrice di due romanzi per lettori interme di, The Spindlers e Liesl & Po, candidato nel 2012 agli E. B. White Read-Aloud Award. Dal penultimo libro di Lauren Oliver, Panic - pubblicato in America nel 2014 e in pubblicazione in Italia da Safarà Editore per settembre 2015 - verrà prodotto un film dagli Universal Studios. Laureata all’Università di Chicago e al programma NYU’s MFA. Lauren Oliver è anche la co-fondatrice della società Paper Lantern Lit. Il suo ultimo libro, Vanishing Girls, esce per la HarperCollins il 10 marzo 2015 e in Italia per Safarà Editore a maggio 2015, ed è uno dei libri più attesi della stagione. Verrà presentato in un tour per tutti gli USA.

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    Titolo: Boris il clown Autore: Paolo Pavone Pagine: 96 Sistina Avorio 100 gr Lingua: Italiano ISBN: 9788897561163

    Quello di Boris il Clown è un viaggio straordinario, in cui il confine tra il sogno e la realtà è spesso sottilissimo.

    Boris ha girato il mondo, conosciuto luoghi bellissimi e i personaggi più bizzarri, sempre sotto l’ala e i consigli preziosi del suo maestro, Sigismondo Dorato. Eppure, il nostro pagliaccio ha dovuto superare ostacoli che gli hanno strappato dalle mani la fanciullezza, e che lo hanno fatto precipitare prepotentemente nel mondo degli adulti. Boris allora si accorge che ha bisogno di recuperare il tempo che gli è stato sottratto ingiustamente e decide di fermare le lancette del suo orologio, almeno fino a quando non avrà riempito le proprie tasche e i propri occhi di tutta la bellezza che riterrà necessaria; ed è così che riesce magicamente a congelare il tempo sotto il suo trucco colorato.

    Nasce così il racconto di Boris, delle colonie estive nella casa sul fiume, di sua madre Tanya, di suo zio Theodor, delle lunghe trasferte nelle quali conosce un’umanità lunare, eccentrica e sognante… e molto altro ancora. Tra le pagine del suo diario, Boris ci accompagna in un’avventura che non ha dovuto fare i conti col tempo, ci narra di un’esistenza vissuta a braccetto col circo, impegnato in uno spettacolo interminabile al quale non ha saputo resistere, lasciandosi travolgere in una girandola multicolore, che altro non è che la vita stessa.

    Paolo Pavone è nato nel 1983 a Borgomanero, in provincia di Novara. Si trasferisce presto nel Regno Unito. Qui, affascinato dalla letteratura inglese e statunitense, s’innamora della scrittura. Rientrato in Italia completa gli studi e attualmente si occupa di giornalismo musicale per diversi mensili e un giornale locale. Il racconto lungo “Boris il clown” è la sua prima pubblicazione.

  • Titolo: A/metà Autore: Jasmin B.Frelih Traduzione: Michele Obit Genere: Narrativa Pagine: 361 Prezzo: 21,00 € Isbn versione cartacea: 978-88-32107-12-8

    «Una narrazione di attualità con una stilizzazione deliziosamente sperimentale... A/metà ha decretato Frelih come una delle stelle emergenti della letteratura slovena». World Literature Today È il 2036, venticinque anni dopo l’avvento della Grande Cacofonia che ha distrutto la rete di comunicazioni globale inaugurando l'era post-Internet. In un mondo incerto sulla soglia del tempo che ospita le vestigia di passato, presente e futuro – dove in rigogliosi boschi sloveni ci si imbatte nei corpi di soldati austroungarici mentre a Edo conturbanti cyborg vengono assunti come agenti teatrali – tre vecchi amici, Zoja, celebre poetessa trapiantata a Brooklyn, Evan, geniale regista teatrale allo sbando, e Kras, ex ministro della Guerra, saranno destinati a incontrarsi riannodando i fili interrotti delle loro esistenze in una narrazione esilarante e gioiosamente anarchica capace di evocare con occhio profetico una possibilità del nostro più imminente futuro.

     

    Jasmin B. Frelih è nato a Kranj, in Slovenia, nel 1986 e ha studiato comparatistica, teoria e storia della letteratura presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lubiana. Il suo primo romanzo A/metà (Na/pol) è stato accolto con grande entusiasmo di critica e lettori, aggiudicandosi il premio per il miglior debutto letterario della Slovenian Book Fair e il prestigioso European Union Prize for Literature. L’opera è sta- ta inoltre finalista del Premio Kresnik ed è stata tradotta in oltre dieci lingue. Dopo A/metà l’autore ha pubblicato una raccolta di racconti, Ideoluzije, e una di saggi, Bleda Svoboda, vincendo con quest’ultima il premio Marjan Rožanc per la migliore pubblicazione di saggistica. Suoi racconti, saggi e traduzioni di autori americani compaiono nelle principali riviste letterarie slovene tra cui Sodobnost, Literatura e Dialogi. Nel 2021 il suo secondo romanzo, Piksli, è stato pubblicato dalla casa editrice Beletrina di Lubiana.

    «L’opera possiede un tono spettrale ed etereo che sarà apprezzato dai lettori alla ricerca di rompicapi ingegnosi». Publishers Weekly «La miscela di antiche e nuove tecnologie si traduce in un romanzo speculativo e filosofico dalle atmosfere uniche». Words Without Borders «Il tono è di volta in volta poetico, satirico, ironico e apocalittico, virando nella sua conclusione verso il caos surreale. È questo stile a rendere eccezionale il romanzo di Frelih». iLiteratura.cz «A/metà è una soverchiante visione del futuro... e mostra un eccezionale scrittore al lavoro». De Standaard
    «Un romanzo che ripaga un'attenta lettura per le scene brillanti, per i suoi personaggi credibilmente imperfetti e per la sua arguzia secca, talvolta spietata». SFX «Un’esperienza di lettura da capogiro... Come una sessione di surf a rotta di collo capace di tenervi incollati allo schermo fino alle prime ore del mattino con un mix di stili, toni, prospettive e significati in grado di darvi dipendenza». Bruzz

  • Titolo: Il peso delle cose Autore: Marianne Fritz Traduzione: Giovanna Agabio Genere: Narrativa Pagine: 136 Prezzo: 16,5 € Isbn versione cartacea: 978-88-32107-57-9

    Per la prima volta tradotto in italia, il più celebre romanzo della scrittrice di culto austriaca vincitore nel 1978 del premio Robert Walser. «Un’opera singolare, davanti alla quale non si può fare altro che stare in piedi, come un devoto musulmano davanti alla Kaaba». Elfriede Jelinek «Il romanzo inizia in modo semplice e delicato per poi addentrarsi nella più cieca oscurità. Un piccolo, sconvolgente capolavoro».  Brian Evenson Il peso delle cose grava sulle spalle di Berta Schrei, giovane donna austriaca immersa nelle paludi del secondo dopoguerra: le pareti domestiche incombono su di lei mentre inquietanti epifanie e banali malvagità la conducono lentamente verso il centro del maelström dove si cela l'orrore più grande di tutti – un vortice furioso alimentato dal peso di colpe individuali e collettive che non tarderanno a sprigionare tutta la loro indicibile forza.
    Romanzo vertiginoso ed elusivo, "Il peso delle cose"  fu l'opera che rivelò il talento di Marianne Fritz e la pericolosità dei demoni sottaciuti di una nazione, di un'epoca e dell'umano stesso.

     

    Marianne Fritz nacque nel 1948 a Weiz, in Austria, e visse gran parte della sua vita in un piccolo appartamento del 7° distretto di Vienna. Nel 1978 la pubblicazione de "Il peso delle cose" le valse un’immediata fama letteraria e il prestigioso Premio Robert Walser. La pubblicazione dell’opera segnò l'inizio di un imponente progetto sperimentale conosciuto come "Die Festung", che le valse lo status di scrittrice di culto e ammiratori come Elfriede Jelinek e W.G. Sebald. Nel 2001 le è stato assegnato il Premio Franz Kafka e al momento della sua morte, avvenuta a Vienna nel 2007, l'autrice era impegnata nella stesura della sua sconfinata impresa letteraria.

    «Scritta con un tono incalzante che cela la sua meta finale, questa storia dell’orrore a lenta combustione entra silenziosa e metodica nel cuore oscuro di una famiglia... La guerra infesta questo romanzo, aumentando il peso delle cose e delle malvagità quotidiane che Fritz disseziona con altissimo ingegno».  New York Times «L’auscultazione poetica di Fritz di questo peso, di questa follia, è sbalorditiva. L’autrice descrive un ambiente di disorientamento e perdita palpabili – dipinti su un arazzo di cieli grigi, edifici distrutti dalla guerra e boschi oscuri in cui le persone scompaiono». Entropy «Nel 2001 Marianne Fritz ha vinto il Premio Franz Kafka e le sue opere, come quelle dello scrittore boemo, sono sconvolgenti e profonde. Nella postfazione all’edizione statunitense, il suo traduttore scrive che: “Esiste una classe di artisti il cui lavoro è talmente singolare e straordinario da trascendere ogni gradazione tra il buono e il mediocre: il genio e la follia sono gli unici sostan tivi adeguati a descrivere la sua scala”, e colloca Fritz in questa classe. Non possiamo dargli torto». Chicago Tribune  

  • Titolo: Giuseppe Samonà. Progetti per la città pubblica Autore: Giovanni Longobardi - Giovanni Marras Pagine: 152 a colori

    Progetto in collaborazione con Università Iuav di Venezia - Archivio Progetti

    L’Università Iuav di Venezia con l’Archivio Progetti e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre nel 2018 hanno congiuntamente organizzato due mostre – Per la città pubblica. Progetti 1949–83; La vita delle opere. Fotografie di Umberto Ferro, Paolo Monti, Claudio Sabatino, Egle Renata Trincanato – e una giornata di studi su Giuseppe Samonà (1898-1983), uno degli architetti più noti e influenti del Novecento italiano. Attivo come progettista, teorico e didatta, Samonà è stato direttore e rifondatore dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (Iuav) dal 1945 al 1972 e senatore della Repubblica dal 1972 al 1976. Le mostre hanno documentato l’attività di Samonà in un periodo dell’architettura italiana particolarmente ricco di occasioni progettuali e significativamente connesso alla grande crescita economica del paese nel secondo dopoguerra.

    Giovanni Longobardi è professore ordinario di Composizione architettonica e urbana nel Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, di cui è direttore dal 2019. Si è occupato di temi museografici, di teorie della modernità in architettura, di forme della città contemporanea, di progetti per la cultura e il patrimonio, di culture dell’abitare, con saggi, mostre e opere realizzate. Dal 1984 al 1993 ha lavorato con Alberto Samonà nello Studio Samonà a Roma.

    Giovanni Marras è professore associato di Composizione architettonica e urbana dal 2014 presso l’Università Iuav di Venezia e prima, dal 2004, presso l’Università degli Studi di Trieste. Dal 2010 è membro del Collegio docenti del Dottorato di ricerca in Composizione architettonica e urbana Iuav. Dottore di ricerca in composizione architettonica. Interviene a convegni e seminari in Italia e all’estero, partecipa a gruppi di ricerca, svolge attività progettuale come consulente con Roberto Beraldo.

  • Titolo: Animot. L'altra filosofia - n.8/2018 - A partire da Tiziano Terzani Autore: Leonardo Caffo e Valentina Sonzogni con un'intervista ad Angela Terzani Genere: Saggistica, natura, ambiente, rivista Isbn: 978-88-97561-85-9 Uscita: dicembre 2018

    Descrizione

    Corpo-Dio-Animali-Realtà: attorno a questi quattro poli si sviluppa il dialogo immaginario degli autori con Tiziano Terzani, nel momento in cui egli sceglie l’identità fluida di Anam — il senzanome — e si avvicina alla riflessione sugli animali. Terzani, infatti, negli ultimi mesi di vita, abbracciò uno stile di vita ispirato ai principi della non-violenza e modificò profondamente il suo punto di vista sugli animali, praticando il vegetarianesimo. Le istanze dell’antispecismo e della lotta per la liberazione animale sono oggi più che mai intrecciati ai destini del mondo, alla ricerca di un futuro migliore, e a numerosi campi di ricerca che dischiudono prospettive inaspettate per la nostra specie. Dialogando con Terzani, a partire da alcuni suoi aforismi e ispirandosi ad alcuni dei luoghi, reali e immaginari, visitati nei numerosi viaggi dallo scrittore, gli autori scrivono un percorso tra arte, filosofia, alimentazione, letteratura, oriente e occidente. Senza dimenticare che, come scrisse Terzani «Il miglior modo per capire la realtà è attraverso i sentimenti, l’intuizione, non attraverso l’intelletto. L’intelletto è limitato».

    Leonardo Caffo, filosofo, insegna Ontologia al Politecnico di Torino. Scrive regolarmente sul Corriere della Sera e L’Espresso. Tra i suoi ultimi libri La vita di ogni giorno (2016), Fragile Umanità (2017) e Vegan (2018). Con Valentina Sonzogni nel 2014 ha già pubblicato Un’arte per l’altro, libro speciale della rivista Animot che dirigono insieme uscito in italiano, inglese e francese. Valentina Sonzogni, storica dell’arte e della architettura, dirige l’Archivio Dorazio a Milano, ha precedentemente lavorato in diversi musei e archivi per l’arte contemporanea in giro per il mondo. Per Safarà ha inoltre curato Salvi! (2016).

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    Hiro – Abc Production

     24,00  22,08

    Titolo: Hiro. Fiaba idrofoba di un eroe gaglioffo  Autore: ABC Production Genere: Graphic novel Pagine: 80 Prezzo: 24,00 € Isbn: 978-88-97561-94-1

    Una graphic novel di formazione ispirata all’impresa del celebre barber milanese Hiro

    Una parabola magica e surreale sull’importanza di credere in se stessi, firmata dalla talentuosa ABC Production

    In mondo alieno popolato da strani esseri antropomorfizzati, la vita scorre monotona in una società che ha la sopravvivenza come unico obiettivo. La propaganda dell’Eminenza Oscura, signore dominante di questa comunità, mantiene lo stato di fatto, omogeneizzando il pensiero e incutendo il timore. Il tempo della vita è scandito dall’acqua, presenza minacciosa che ogni notte sommerge l’ambiente per poi ritirarsi all’alba, portando il necessario per il sostentamento. Ma qualcuno fiuta che c’è qualcosa che non va: la sua necessità di conoscenza lo spingerà fino alle profondità di questo mondo, portandolo a nuove scoperte che cambieranno radicalmente la condizione del suo popolo.

    ABC Production + è un’agenzia creativa in cui, per mantenere menti fresche, viene concesso tempo per sperimentare, confrontarsi e fantasticare. Spesso succede che le cose si facciano serie e che i progetti concepiti per scherzo diventino realtà. Hiro è un fumetto nato dalla collaborazione dell’Agenzia con l’eccentricità di un cliente, di professione Barbiere.

  • Titolo: Animot. L'altra filosofia - n.7/2017 - Das Animal Autore: a cura di Daniele Balicco e Cecilia Canziani Genere: Saggistica, natura, ambiente, rivista Isbn: 978-88-97561-63-7 Uscita: dicembre 2017

    Descrizione «Das Animal» è dedicato al rapporto tra teoria marxista, antispecismo e filosofia dell’animalità. È possibile studiare i modi di produzione capitalistici prescindendo dall’analisi dello sfruttamento selvaggio delle forme di vita umane e non umane? L’ambientalismo potrebbe essere dunque il punto di partenza per ripensare la lotta di classe nel presente? Una cosa è certa: dall’industria alimentare all’agricoltura intensiva, dalla filiera dell’abbigliamento a quella cosmetica, tutti i viventi sono oggetto di un inarrestabile processo di espropriazione. Questo numero approfondirà le relazioni tra capitalismo e sfruttamento della biosfera (antropocene) tracciando le possibilità di una “rivoluzione selvatica”.

    INDICE: Bisogna sdraiarsi per terra fra gli animali per essere salvati. Breve nota su una lettera personale di Rosa Luxemburg Daniele Balicco

    Composita solvantur Cecilia Canziani e Luca Bertolo

    Organismi e oggettivazioni. Un’indagine storico-materialistica su l’umano e l’animale Joseph Fracchia

    Per una teoria della società futura oltre l’ambientalismo e l’umanismo Mario Lupoli

    Un incontro con Agnes Heller Francesca Testi

    Dieci brevi note su Giorgio Agamben, l’Università, e la trilogia non dichiarata Leonardo Caffo

    Daniele Balicco insegna Estetica sociale all’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi e all’Istituto Europeo del Design (IED) di Roma. Collabora con il quotidiano Il Manifesto e per il sito di critica culturale “Le parole e le cose”. Tra le sue pubblicazioni: Non parlo a tutti. Franco Fortini intellettuale politico (Manifestolibri, 2006); Made in Italy e cultura. Indagine sull’identità italiana contemporanea (Palumbo, 2016).

    Cecilia Canziani è curatrice e storica dell’arte. Il suo lavoro si concentra sulla pratica artistica e sulla didattica della cultura visiva contemporanea. Insegna Fenomenologia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti de l’Aquila. È Adjunct Professor e Academic Advisor del Masters in Arts Management presso la American University in Rome e co-fondatrice del progetto editoriale di libri d’artista per l’infanzia les cerises.

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    Titolo: Pelle di luce Autrice: Ludovica Cantarutti Collana: Fuori collana Pagine: 140 Isbn: 978-88-97561-59-0 Genere: narrativa

    «All’inizio non voleva posare perché, diceva, il pittore poteva trasformare la realtà, mentre la fotografia non dava scampo. Eppure lui le aveva promesso di scattare qualcosa di diverso dalle semplici fotografie del suo corpo. Kiki, pur con un certo timore della novità, aveva accettato».

    Gli eroi delle storie narrate in questo libro sono Victor Hugo, Eugène Delacroix, Auguste Rodin, George Sand, Proust, Arletty, Boris Vian, Kiki di Montparnasse e molti altri, indimenticabili protagonisti di una vita parigina la cui fama è divenuta leggendaria. Pelle di luce, il racconto che dà il titolo a questo viaggio memorabile tra frammenti di vita e letteratura, realtà e sogno, simboleggia soprattutto il connubio di due elementi, pelle e luce, che riassumono l’effetto di trasognata materialità che Parigi ha sempre elargito al mondo, con un fascino oramai consegnato al mito.

    Ludovica Cantarutti è nata a Udine. Scrittrice e giornalista culturale, ha curato l’ufficio stampa e l’organizzazione di numerose manifestazioni culturali, mostre di architettura, cinema arte e teatro. In qualità di giornalista ha collaborato con Il Sole 24 Ore, Il Piccolo di Trieste, La Nazione di Firenze, Il Gazzettino di Venezia e numerose altre testate, e per Rai Uno ai programmi Italia Ore Sei e Ora di Punta. Ha curato l’opera inedita di Ippolito Nievo Le Invasioni Moderne e per Rizzoli il volume dedicato al Friuli Venezia Giulia, collaborando alle ricerche per la Storia della letteratura italiana curata da Walter Pedullà. Tra le sue opere la raccolta di poesie Ologrammi, con prefazione di Carlo Betocchi; Gente del Friuli, con prefazione di Stanislao Nievo; il romanzo Un the per Giovanni (mef- L’Autore Libri Firenze, 2013), dal quale è stata realizzata una riduzione teatrale nel 2014 e Amori (Lalli editore 2015).

    «È una sorta di fittissimo elenco telefonico senza tempo, questa raccolta di racconti a cui dà il titolo Pelle di luce, la storia della più famosa modella di Montparnasse, quando questo quartiere soppiantò Montmartre come dimora elettiva degli artisti all’inizio del Novecento. È come se Ludovica Cantarutti, talentuosa scrittrice friulana intuibilmente innamorata di Parigi, avesse trasformato la città in un immenso condominio al di fuori della dimensione temporale, abitato da tutti, ma proprio tutti i fantasmi che hanno contribuito a costruirne il mito negli ultimi due secoli». Mangialibri.com, Lisa Puzella

    Presentazione avvenuta presso La Feltrinelli di Udine il 20 0ttobre 2017

    «Mi fa davvero piacere incontrare Ludovica Cantarutti a Udine, sua città, dove abbiamo raramente l’occasione di sentirla. Prima di entrare nel merito del libro “Pelle di luce” che oggi presentiamo, vorrei fare alcune osservazioni sulla “veste” del libro che a me pare una sorta di mappa indicativa dei caratteri peculiari del lavoro:

    • Il libro presenta un’immagine di copertina dell’artista Laura Pizzato, che rimanda al forte interesse per l’arte figurativa da parte dell’autrice, compresa l’arte fotografica da lei stessa praticata. Riprende il titolo di un racconto (n. 16 del 2008) che parla di Kiki di Montparnasse. Musa, modella, cantante, pittrice, nel 1913, dodicenne, comincia la sua carriera che raggiunge il culmine della notorietà negli anni con Man Ray, ma allude a qualcosa di più generale e simbolico. ‘Pelle’ rimanda alla fisicità, cui nella vita e nella scrittura non si vuole rinunciare, anzi si vuole sottolineare, ‘di luce’ rinvia all’aspetto spirituale insito nella materia. Il titolo perciò suona come una dichiarazione della poetica che permea l’intero libro.
    • Il libro è “dedicato”, anzi “condiviso”, con le figlie dell’autrice, Ilaria e Scilla. La dedica recita: A Ilaria / la nostra Parigi, / con la pioggia incessante, / il vento pazzerello, / le nuvole frettolose, / il sole, / il cuore. A p. 32 si legge: “Erano madre e figlia e Parigi le aveva unite in un viaggio per soddisfare comuni interessi”. A p. 62: “Ilaria, mia fedele compagna di viaggio”. Di Scilla si parla ampiamente nel Viaggio a Martigny dove si ricorda un viaggio di molti anni prima per curare la malattia della bambina (p. 56) e poi a proposito della cerimonia pomeridiana del tè, quando “la bambina” “occupava di diritto il posto di capotavola” (p. 103 e segg).
    • Sulla maternità Ludovica ha idee molto precise che condivide con altre donne poete e scrittrici del passato citate nel libro: A proposito di Marceline Desbordes Valmore che scrisse poesie dolenti sulla morte del figlioletto, Ludovica commenta così: “Le mani che accarezzano un figlio diventano subito più esperte della vita e un tramite efficace fra l’animo carico della rinnovata vitalità e l’operosità quotidiana” (p. 47). Riferendosi a Bertè Morisot (e al rapporto con la figlia Julie), dice che “aveva dimostrato come l’esperienza della maternità potesse produrre arte” (p. 61) e ha modo di ribadire il proprio pensiero: “L’esperienza di maternità è una straordinaria eredità della quale si gode in vita, eredità o transfert da madre a figlio, e viceversa, di sentimenti, coraggio, volontà, trasformazione sinergica”. Affermazione questa molto importante e, direi, “sovversiva” rispetto alla mentalità comune, che ritiene la scrittura in qualche modo “sostitutiva” della maternità.
    • Da evidenziare un’altra scelta tipografica a mio parere molto significativa, la decisione di mettere in prima pagina la presentazione dell’autrice che di solito occupa un posto di secondo piano nel retro della IV di copertina. Qui è dichiarato quello che Ludovica è: scrittrice, giornalista, operatrice culturale, organizzatrice e altro ancora. Questo significa che Ludovica parte dalla consapevolezza piena e compiuta di sé per fare quello che fa, cioè il libro che segue, fuori da ogni falsa modestia. Lei è una donna che ha qualcosa da dire e che dice da un punto di vista preciso di pienezza di vita: donna e madre e artista. In questo senso è lei la protagonista del testo, una donna libera che non ha paura di esserlo. Mi spingo oltre, fino a sostenere che la scelta di alcuni personaggi femminili che compaiono nel libro non è esente da elementi di identificazione dell’autrice con la sua ‘eroina’, così come, rivolgendosi idealmente in modo diretto all’artista Tamara de Lempicka, che ritrae Ira Pierrot, osserva: “Dipingendo questo ritratto, ma non lo sai, dipingi anche un po’ te stessa, le tue aspirazioni, il tuo modo d vedere il mondo e di viverlo al centro delle tue passioni” (p. 109).

    L’esempio più notevole si trova p. 25-26, parlando di G. Sand: “Ma c’era qualcosa dentro di lei che premeva più forte all’indirizzo della sua totale indipendenza, qualcosa che veniva prima di ogni altro desiderio, di ogni possibile limite, di ogni forma educativa avuta, di ogni buon senso corrente e comune. Prima di tutto veniva la sperimentazione della vita come leva di un profondo senso di libertà personale. E che importava essere una donna alla quale la legge e il costume in uso a Parigi e nel resto d’Europa sconsigliava atteggiamenti che non fossero di prudente dipendenza dal padre prima e dal marito poi? Aveva dato ascolto, invece, alle necessità del suo spirito scegliendo una forma “aggravante” di vita, scegliendo cioè di fare la scrittrice e di provvedere alle sue necessità materiali proprio con quel lavoro. Il che aveva destato non poche critiche, a cominciare da suo marito e ancor più negli ambienti parigini dove, camuffata da apparente rigore, si esercitava molto bene una certa limitatezza mentale accompagnata da falso moralismo”.

    Tecnicamente il testo è una memoria di viaggi a Parigi, ma di tipo assai particolare. Il libro si presenta compatto ma ha un’origine che va raccontata per i suoi significati: sono racconti/saggio scritti per diversi anni, dal 1993 al 2015, in occasione del Natale, con puntualità, con un forte senso della ritualità. Mi soffermerò dopo su questa parola perché dalla lettura del libro ho ricevuto la sensazione che essa sia molto importante per Ludovica. Prima però vorrei sottolineare che il carattere del libro non è, come si potrebbe sospettare, frammentario, perché nel caso di Pelle di luce, l’intero è più della somma delle parti, e questo grazie alla forte personalità di Ludovica che ha preciso il senso della complessità e attraverso l’intuizione travalica il contingente e agisce pensiero creativo, lanciando ponti fra le varie narrazioni che mettono in luce le ragioni profonde della scrittura e anche “che cosa” si intenda per “viaggio” e per “scrittura”, e per “memoria”. Tutto ciò è detto a chiare lettere nella ‘dichiarazione’ di p. 73: “Tutte le mattine esco da casa e svolto generalmente a destra (a sinistra andrei verso place des Victoires o Palais-Royal) per prendere il métro e da lì confondermi con le migliaia di parigini, ritenendo questa opportunità una vera fuga dal quotidiano che imbriglia la mia esistenza. I parigini, un genere umano molto eterogeneo che non si stupisce di nulla: perciò molto eccitanti.

    Esco per seguire i miei itinerari alla scoperta di una città diversa, quella non frequentata dai turisti, alla scopertadi quartieri dove gli artisti hanno lasciato le loro energie. Le energie e la memoria. Protrarre la memoria di chi ci ha preceduto dà senso alla nostra vita e consente di riconoscersi, come se la memoria fosse un grande specchio; ma non per la riflessione della fisicità quanto per rimandare l’essenza che compone ciò che di noi non posiamo toccare materialmente.

    Assolvo così alla promessa fatta in un’altra vita di non staccarmi mai da un luogo straordinario in cui ho vissuto, chissà quando, e dove sono stata molto felice.

    Tutte le mattine esco e vado in cerca delle tracce di questa felicità”.

    • Ovviamente l’altra protagonista è la città, Parigi. Ma in che modo? S’è detto: non al modo dei turisti, piuttosto come una parigina. Una che si confonda fra gli altri. Ma non è nemmeno così perché non è la consuetudine all’ambiente che ti spinge a cercare quel particolare edificio dove c’è un particolare appartamento o caffè o museo privato dove viveva un particolare personaggio del tempo che fu. Ludovica si muove dentro Parigi con obiettivi precisi, predisposti per tempo e accuratamente preparati, in modo che la conoscenza diretta avvenga quando già l’animo è pronto ricevere e capire. In questo modo non le sfugge nulla: l’assetto urbano nel suo mutarsi nel tempo, l’architettura del luogo, l’arredo interno agli ambienti. I “luoghi” della sua Parigi sono davvero “suoi” per come li vive.

    Qualche esempio: quando si reca al Museo - Casa di Victor Hugo descrive così l’ambiente: “Due rampe di scale larghe, nella penombra accogliente, sostenute da una ringhiera in ferro battuto e con un corrimano in legno. […] Le pareti erano anch’esse ricoperte in legno” (p. 9) e così via di dettaglio in dettaglio.

    Del Parco dell’Hôtel Biron, “poco distante dalla spianata degli Invalidi”, divenuto museo per le statue di Auguste Rodin, scrive: “La luce chiara della luna nella notte limpida e asciutta attraversava i tappeti d’erba e galoppava per insinuarsi attraverso i vetri privi di imposte nelle stanze dell’Hotel, pavimentate in legno chiaro” (p. 19).

    Il Gran Café Capucines (dove nel 1895 si tenne la prima proiezione della storia del cinema) è osservato accuratamente: “piccole vetrate in cui erano raffigurati grappoli di glicini fioriti … molti specchi, cestini di piante verdi appesi alle strutture portanti in legno, tavoli corredati da sofà di velluto rosso”.

    A proposito di una sala da tè dove si ferma a leggere Il conte di Montecristo di A. Dumas, ha modo di parlare dei passages, Galerie Vivienne e Colbert in particolare, che così descrive: “snodati corridoi di suggestione urbana e di dimensione viscerale che segnavano un percorso interno fra i palazzi, con il tetto chiuso di vetro e ferro” (p. 36).

    L’approccio di Ludovica alla cultura forse è un po’ snobistico, come quando, ripensandosi a Parigi e a certe giornate di settembre le sfugge un pensiero dichiaratamene elitario: “solo per me, per quella disposizione d’animo che ogni tanto rende esclusive le cose di tutti” (p. 51), o come quando afferma, visitando la casa di Vian, “eredità che volevo raccogliere e respirare direttamente nella sua casa” (p. 84).

    E a proposito del poco conosciuto museo della Vita Romantica, afferma “l’antica ritualità della memoria si è leggermente standardizzata per troppa fruizione di un bene come la cultura che va, al contrario, centellinato, come fosse un elisir o una coppa di vino pregiato e non una qualsiasi cola” (p. 77).

    Torna qui il termine “ritualità”, cui accennavo prima e ritorna più volte nel corso delle narrazioni, (a proposito della preparazione dei pennelli per la pittura di Delacroix, (“preludio d’amore”), della “cerimonia del tè” in casa propria, dell’abitudine all’assenzio per Verlaine… Ha modo di definire ‘ritualità’ come “occasione ritmata per mettere da parte tutto il resto e respirare il piacere di stare insieme” (p. 99). Ma penso a qualcosa in più. Seguendo il poeta Pierre Reverdy (*1960) distingue fra ‘tempo che trascorre e ‘tempo che perdura’. Ritualizzare momenti di vita significa quasi ‘fermare’ il tempo, costringerlo a perdurare, quindi il significato, lungi dall’aver un significato religioso, è proprio ritualità ‘laica’ e rimanda al valore che diamo alle cose della vita se ci accompagnano in modo significativo, impedendo che tutto ci scorra via senza che ce ne avvediamo. Bisogna imparare a soppesare l’attimo, goderlo fino in fondo, reiterarlo, tenercelo come dono della vita.

    Ludovica dunque si muove attraverso Parigi con la libertà di chi fa esattamente quello che desidera e con la gioia della consapevolezza, andando nella direzione dei luoghi che le evocano atmosfere o situazioni, o verso incontri con persone per le quali prova interesse. Si tratta di persone speciali, scrittori, artisti, poeti, musicisti, che conosce perfettamente nelle loro vicende biografiche o artistiche, che colloca negli appartamenti dove hanno vissuto, negli hotel dove si sono fermati, nei caffè dove si sono recati, e si chiamano Victor Hugo, Delacroix, Rodin, Proust, Dumas, Kerouac, Boris Vian, e tutte le donne scrittrici e artiste che ho nominato prima, da G. Sand a Colette.

    Si noterà che si tratta di persone del passato, che però Ludovica incontra realmente , ‘vede’ nella loro presenza materializzata dall’intensità della conoscenza e del desiderio, dalla ‘corrispondenza’ fra le anime.

    Se è vero ciò che dice Hillman sulle biografie, che si tratta di un “andar per fantasmi”, Ludovica compie proprio questo miracolo, di dar consistenza ai ‘fantasmi’ di queste persone d’eccezione, con il loro portato di intensità vitale al di là della comune nozione di vita e morte.

    Questo e molto altro ancora (per esempio considerazioni sulla solitudine dell’artista, sulla vecchiaia per una donna intellettuale) si trova in questo Pelle di luce, del quale ringraziamo la paziente e preziosa costruzione fatta sotto il segno di, come dicono in inglese, “I care”, mi sta a cuore.

    Marina Giovannelli

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    Titolo: Aeroplani di carta Autrice: Dawn O'Porter Collana: giovani adulti Pagine: 224 Isbn: 978-88-97561-40-8 Traduzione: Alice Intelisano Titolo originale: Paper Aeroplanes Genere: narrativa, giovani adulti Uscita: 2 marzo 2017

     

     

     

    «L’irriverente racconto di un'amicizia tra teenager negli anni '90... Una lettura bellissima e nostalgica». Marie Claire

    A metà degli anni ‘90 Renée e Flo, studentesse dell’isola di Guernsey, non sembrano destinate a diventare amiche. Introspettiva e studiosa, Flo non potrebbe essere più diversa dall’estroversa e sessualmente curiosa Renée. Ma Renée e Flo sono unite dalla solitudine e dalle loro famiglie disfunzionali, e su questa base scaturisce un legame intenso e inaspettato. Anche se ci sono ostacoli alla loro amicizia, quindici anni è un’età in cui tutto può accadere. Aeroplani di carta è un romanzo grintoso, struggente, spesso divertente e di grande potenza. Un’istantanea indimenticabile dell’adolescenza in una piccola città e del dirompente potere dell’amicizia al femminile.

    Dawn O’Porter è una giornalista televisiva. Ha diretto tredici documentari su ogni sorta di argomenti, tra cui la poligamia, il parto, le geishe, l’immagine del corpo, il cancro al seno nonché su Dirty Dancing. Dawn ha scritto per vari giornali e riviste, tra cui Grazia e Stylist. È una tweeter altamente prolifica e blogger del The Dawn Report. Sebbene Dawn viva a Londra con il marito, il celebre attore Chris O’Dowd, trascorre molto tempo a Los Angeles e viaggia molto.

    Quattro blogger ci riportano agli anni '90 sull'isola di Guernsey, per scoprire le vite delle quindicenni Flo e Renée, protagoniste del romanzo per giovani adulti "Aeroplani di carta" della star televisiva britannica Dawn O'Porter.

    2 marzo 2017: La Biblioteca di Eliza ci parlerà delle due protagoniste, Flo e Renée.

    9 marzo 2017: Words of Books ci svelerà tutto sull'autrice, Dawn O'Porter.

    17 marzo 2017: Please Another Book ci farà viaggiare sull'isola di Guernsey, luogo in cui il romanzo è ambientato.

    23 marzo 2017: Devilishly Stylish ci trasporterà di nuovo negli anni '90 grazie a degli estratti tratti dal romanzo.

    «Dawn O’Porter ha colto ogni singolo momento epocale della vita di tutte le liceali». Glamour Magazine

    «Divertente, toccante e ricco di cultura pop, questo romanzo è un must per tutti coloro che hanno sperimentato la gioia, e il dolore, delle amicizie sui banchi di scuola». Grazia

    «Quando oggi si parla di young adult in molti storcono il naso: già visto, banale, scontato, storiella, e chi più ne ha più ne metta. In molti casi tutto ciò è vero, quando un genere ha fortuna gli scaffali delle librerie sono invasi, spesso a sproposito. Ma con Aeroplani di carta vi troverete davanti a qualcosa di diverso, dall'ambientazione alle protagoniste». La Biblioteca di Eliza

    «Una storia di adolescenti penetrante e incontrastata, che mostra il vero volto di un’età complicata che si snoda tra alti e bassi, perdite e vittorie, vicinanza e cattiveria, e che mostra ogni aspetto della vita di due giovani ragazze in procinto di spiccare il volo verso il loro futuro». Please Another Book

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    Titolo: Un popolo di debitori Autore: Miro Renzaglia Genere: Saggistica Uscita: dicembre 2014 Pagine: 100 Formato: 135 x 205 mm Lingua: Italiano Isbn: 978-88-97561-28-6

    «Il meccanismo era dei più semplici e micidiali: più consumi, più contribuisci allo sviluppo economico del Paese. Consuma di più e il mondo ti sorriderà. Non hai i soldi per permetterti tutto ciò che vorresti? E qual è il problema? Ti accendiamo mutui, ti offriamo lo scoperto sul tuo conto corrente bancario, ti concediamo carte di credito revolving. Ti finanziamo, insomma, al di là di ogni tua possibilità attuale. In fondo, non è forse vero che per morire e pagare c’è sempre tempo?».

    È così che si crea un popolo di debitori. Attraverso un meccanismo perverso che macina nei suoi ingranaggi le risorse di chi, all’oscuro della strategia spietata che lo sovrasta, cerca di galleggiare nelle acque agitate di una drammatica crisi finanziaria e politica che si è scatenata secondo volontà che si trovano al di fuori del suo controllo. Tuttavia, la forza della consapevolezza può ancora avere il potere di cambiare lo stato delle cose, anche per chi non comprende il linguaggio volutamente inaccessibile dell’alta finanza. E questo è «proprio ciò che Miro Renzaglia propone in questo vero e proprio manuale di sopravvivenza economi ca. Armato di un gigantesco martello, demolisce una a una le cornici che condannano la nostra vita a seguire un solo pensiero. Quello unico» (dalla prefazione di Ivan Buttignon).

    Miro Renzaglia è nato a Roma. Ha pubblicato Controversi (E.C.D.P., Milano, 1988), I rossi e i neri (Settimo Sigillo, Roma, 2002), A spese mie (I libri de «Il Fondo» - Gruppo Editoriale l’Espresso, 2010). Nel 1990, ha fondato la rivista di poesia e immagini «Kr 991» che ha diretto fino al 1999. È autore e performer del concerto di musica-poesia Radiografia di uno sfacelo (Roma, 2003) rappresentato in diverse città italiane. Dal 2006 ha fondato e dirige il magazine online «Il Fondo». Suoi testi poetici sono presenti in antologie, riviste e dvd. Come saggista, critico letterario e di costume, collabora a quotidiani e periodici. Nonostante la sua giovanile iscrizione alla facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma, fa risalire il suo interesse più autentico per l’economia alla lettura e allo studio della poetica di Ezra Pound. Come lui, si considera un autodidatta.

    18 dicembre 2014 - Barbadillo.it «Libri sotto l'albero: i consigli di Ballario» di Giorgio Ballario 22 dicembre 2014 - Secoloditalia.it «Crisi, ci salveranno Beneduce ed Ezra Pound? Il nuovo libro di Renzaglia» di Antonio Pannullo 7 marzo 2015 - Ecodellariviera.it «Intervista a Miro Renzaglia»di Mario Grossi 9 marzo 2015 - Destra.it «“Un popolo di debitori” suggerito da Ezra Pound» di Francesco Marotta

  • Titolo: Per piano solo Autore: Maria Pina la Marca Genere: Poesia Uscita: dicembre 2014 Pagine: 60 Lingua: Italiano

    In allegato CD omaggio

    Questo libro offre un viaggio in trenta poesie, intensamente evocative, dedicate al padre e alla madre da una voce della poesia contemporanea che si pone come testimonianza vera e sicura di un continuum affettivo mai interrotto. Un viaggio fisico e viscerale dentro la propria genesi, il proprio inizio. Poesie che accarezzano i loro soggetti con una delicatezza rara e commossa e che segnano, col passo della lettura, la misura di una distanza a volte incolmabile, a volte annullata. Quando questo accade tutti noi, figli, sentiamo di poter parlare con chi è stato, oppure è ancora, nostro genitore, da profondità che non credevamo di possedere, regalandoci l’intima consapevolezza della possibilità di un dialogo che lo scorrere di nessun tempo lineare avrà mai la forza di interrompere.

    Alle poesie sono stati abbinati dei brani classici di Debussy, Bach, Chopin, Grieg, Schumann, eseguiti dal Maestro Maurizio Baldin e raccolti nel CD omaggio allegato al libro.

    Maria Pina la Marca è nata in Puglia ma vive e insegna a Pordenone dal 1977. Nel 1987 ha pubblicato il volume di poesie “Maschere”, edito dalla Biblioteca di Montereale Valcellina e illustrato da Dino Pes; nel 1982 “Funamboli del cuore”, Edizioni del Rosone, Foggia; nel 2003 “Verrà l’inverno ancora”, Bastogi, Foggia; nel 2007 “L’aquilone terrestre”, Libreria al Segno Editrice, Pordenone. Altre poesie sono state pubblicate nelle raccolte “Messaggi”, a cura del Comune di Montereale Valcellina (Pn), 1986; “Incontri di poesia (I poeti tra noi)”, a cura del Comune di Cordenons (Pn), 1987 e 1991; “100 poesie d’amore”, Oscar Mondadori, Milano, 1996; AA.VV. “I poeti dell’Arca”, Bastogi, Foggia, 2004; AA.VV. “Poesie d’amore per il terzo millennio”, Bastogi, Foggia, 2006; “Antologia” (I poeti di Pordenone), Momi – Molinis- la Marca, Samuele Editore, Pordenone, 2011. Per la narrativa ha pubblicato “La mia Fenice, dietro le quinte”, Medianaonis editrice, Pordenone, 2013; è presente nel libro AA.VV. “Lettere, a te”, Samuele Editore, Pordenone, 2012; AA.VV. “Quello che le donne non dicono”, a cura della Compagnia di Arti & Mestieri, Pordenone, 2012. Un racconto inedito è stato inserito nell’antologia di AA.VV. “Il racconto mai scritto”, selezione letteraria 2005-2006, a cura dell’Associazione Nazionale “Le Donne del Vino”, Milano. Ha scritto il copione teatrale “L’ultima recita”, liberamente ispirato alla vita di Jacopo Linussio. Ha collaborato con i giornali “Il Corriere di San Severo” e “Momento Sud” e tuttora scrive per la rivista “Eventi”, per la quale ha curato i supplementi speciali de “Le Giornate del Cinema Muto”.

  • Titolo: L'ultima Barcolana Autore: Manuela Mazzi Collana: L’Uomo di Sabbia Genere: giallo Categoria: Giovani Adulti Uscita: ottobre 2014 Pagine: 28 Carta: Fedrigoni Sistina avorio 100 gr Copertina: Fedrigoni Freelife Vellum White 250 gr Rilegatura: Brossura cucita Formato: 14,5 x 20,5 cm Lingua: Italiano ISBN: 9788897561255

    Che cosa accade se, durante un’importante manifestazione, una spia in pen- sione si ritrova, nottetempo, ad assistere a un possibile delitto?

    Velisti, trimmer, appassionati di regate di tutto il mondo si danno appun- tamento, ogni anno, sul golfo di Trieste per partecipare o assistere alla mitica Barcolana. Tra loro c’è anche Mister Jack Tompson, ex agente con incarichi speciali dell’Onu, con sua moglie Lucy. La loro ennesima partecipazione alla grande regata, però, si trasforma ben presto in un’investigazione in incognita.

    Si ritroveranno, davvero, per le mani un caso di omicidio? E se così fosse, i coniugi Tompson riusciranno a risolvere il caso entro le 36 ore che verranno loro concesse? Riuscirai tu, lettore, a intuire i passi da seguire per procedere nell’indagine di questo breve ma intenso giallo?

    Manuela Mazzi (Locarno, 1971) è gior­nalista e scrittrice, lavora per il settimanale «Azione» dal 2004. In precedenza ha collaborato con diverse testate giornalistiche ticinesi e con il quotidiano italiano «Il Giornale». Da una decina di anni, appena può si trasforma in un’artigiana nel mondo del­la fantasia: scrive racconti, reportage narrativi e romanzi. Al suo attivo ha nove libri, compreso il presente racconto. Per Safarà Editore ha pubblicato dei gialli aventi per protagonista Un giallo da concorso L’ancora insanguinata per “Le avventure in giallo di Sir TJ” di cui uscirà a breve il terzo episodio dal titolo Una tigre a Venezia. Il suo Un gigolo in doppiopetto Guardie, ladri e tracciatori nel 2010 è stato selezionato tra i venti titoli partecipanti al Premio Banca­rellino, gli è stato conferito dalla giuria tecnica della III edizione del Premio di Letteratura per ragazzi Mariele Ventre la menzione speciale per la «migliore opera di narrativa di autore straniero di lingua italiana, destinata a ragazzi 12/16 anni» e ha ricevuto una targa speciale dalla giuria del Premio Stresa di Narrativa. La sua ultima pubblicazione, Il furto della verità, è la versione inte­grale di un giallo anticipato a puntate sulle pagine culturali del «Corriere del Ticino», le cui protagoniste, sempre nel 2014, sono finite in un racconto di Manuela Mazzi, che è stato selezionato tra i finalisti di Giallo Stresa.

    Liza Schiavi è nata a Piacenza nel 1974, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera (MI) e si è specializzata presso la Scuola Internazionale di illustrazione di Sarmede (TV).

  • Titolo: Prospettiva Berlinguer Sottotitolo: Sguardi trasversali sul leader comunista A cura di: Ivan Buttignon Pagine: 176 Freelife Vellum White 250 gr Lingua: Italiano Prima edizione: aprile 2014 ISBN: 9788897561156

    Gli Autori della collettanea dipingono lo storico Segretario del PCI attraverso la loro prospettiva singolare sul piano dell’orientamento politico e dell’expertise di riferimento. Pietro Folena riflette sulla sua esperienza diretta quale 'ragazzo di Berlinguer'; Nicola Tranfaglia, ex dirigente nazionale del PCI e ora professore ordinario di Storia della mafia all’Università di Torino, evidenzia la novità del pensiero di Berlinguer e il reale punto di rottura rispetto al comunismo italiano precedente alla sua Segreteria; Ivan Buttignon, esamina il pensiero e l’azione del leader comunista nel periodo giovanile; Leonardo Raito, professore di Storia contemporanea all’Università di Padova e di Ferrara, scrive del respiro europeista del pensiero berlingueriano; Miro Renzaglia, ex militante missino negli anni ‘70 e animatore politico-culturale di area non-conforme poi, e direttore della rivista politica-culturale Il Fondo, approfondisce i tratti 'anticomunisti' in Berlinguer; Luciano Lanna, ex direttore del Secolo d’Italia, traccia una relazione tra il leader comunista e il movimento del ’77. Ma numerose sono ancora le prospettive che il saggio affronta da punti di vista inediti e trasversali, per restituire l’immagine politica e umana di un personaggio cardine della storia politica dell’Italia contemporanea.

    Ivan Buttignon , nato nel 1977, insegna Comunicazione politica e Storia contemporanea all’Università degli Studi di Trieste. Conduce trasmissioni televisive dedicate alla politica (Politica24 a Cafè24), collabora stabilmente con il sito di formazione personale “piuchepuoi.it” in cui si occupa di comunicazione efficace, fa il ghostwriter e il formatore politico. Scrive di politologia ed è coordinatore del Comitato Adesso Matteo Renzi Gorizia.

    Pietro Folena: ex-dirigente politico feci, presente sul palco al momento della morte di Berlinguer Giovanni Fasanella: giornalista Fulvio Salimbeni: professore di Storia contemporanea Nicola Tranfaglia: professore di Storia e Giornalismo, Storia della Mafia Ivan Buttignon: professore di Comunicazione politica e Storia contemporanea Leonardo Raito: assessore, professore di Storia contemporanea Miro Renzaglia: scrittore, giornalista, saggista Luciano Lanna: giornalista, studioso e consulente di trasmissioni televisive Francesco Pira: professore di Comunicazione, professore allo iusve Dario Mattiussi: segretario del Centro Isontino di Ricerca e Ducumentazione Mirko Bortolusso: assessore, Segretario di circolo pd Noël Sidran: professore Marco Gervasoni: professore, collaboratore del Corriere della Sera Paolo Sardos Albertini: avvocato, presidente della Lega Nazionale Andrea Colombo: giornalista Michele Mognato: politico, deputato pd

  • Titolo: Il buio nella bocca Autore: Andrea Biscaro Collana: L’Uomo Nero - 1 Pagine: 176 Fedrigoni Sistina 100 gr Lingua: Italiano ISBN: 9788897561125

    Dopo la Grande Epidemia il mondo ha perso se stesso e brancola alla ricerca della via del ritorno. Le leggi sono state sospese, e tutto è divenuto lecito. L’omicidio. Lo stupro. Il cannibalismo. Lui è solo. Solo in mezzo a loroLoro sono il risultato di una sconosciuta forma virale. Loro stanno prendendo il posto dei vivi. Loro si cibano di carne umana. Esausto di combattere una guerra impari, il protagonista asseconda la corrente avvelenata che lo ha travolto. A opporre resistenza all’onda di follia allucinata e violenta che lo circonda sono schegge di ricordo, frammenti di una vita passata che emergono da un’oscurità densa, e che sembrano chiamarlo da lontananze profondissime. Poi, un giorno, arriva una donna, e con lei la speranza. È possibile tornare indietro e riappropriarsi del futuro. E forse il nostro uomo capisce che quello che vede la notte, quando chiude gli occhi sulle tenebre del suo tempo, non è solo un ricordo, ma la possibilità di un altro se stesso, di un mondo in cui nulla è accaduto; di una vita che non è stata corrotta e che scorre parallelamente alla sua, divisa unicamente da uno strato di buio profondo. Tuttavia la strada per riavvolgere il nastro del tempo si rivelerà un incubo non meno pauroso di quello presente; e forse nasconderà orrori che, in un mondo che ne è stato sopraffatto, non erano ancora stati immaginati. La lettura è consigliata a un pubblico adulto.

    Andrea Biscaro è nato a Ferrara nel 1979, si divide attualmente tra l’Isola del Giglio e Varazze. Cantautore, romanziere, scrittore per ragazzi, è considerato dalla critica una delle voci più originali e poliedriche della scena letteraria italiana. Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo: il bestseller "Nerone. Il fuoco di Roma" (Castelvecchi 2011, Lit 2012), l’horror per ragazzi "Ecnon" (Coccole&Caccole 2010, 3° Classificato al Premio Internazionale Città di Cento) e il libro-cd "Ballate della notte scura" (Squilibri 2013) scritto a quattro mani con il padre di Dylan Dog, Tiziano Sclavi.

    30 gennaio 2014 - HorrorMagazine.com «Intervista ad Andrea Biscaro» di Gianfranco Staltari 29 gennaio 2014 - WordShelter.it «Il buio nella Bocca: come nasce un horror alternativo» di Vito Tripi 29 gennaio 2014 - Sands from Mars «Recensione per il libro "Il buio nella bocca"» di Maurizio Ganzaroli 21 gennaio 2014 - Horror.it «Sex, murder, art: intervista a Andrea Biscaro» di Selene Pascarella 03 gennaio 2014 - SoloLibri.net «Il buio nella bocca - Andrea Biscaro» di Barbara Bracci 18 dicembre 2013 - Horror.it «Il buio nella bocca - Andrea Biscaro» di Marcello Gagliani Caputo 18 dicembre 2013 - Scheletri.com «Il buio nella bocca» di Elisa Marini 03 dicembre 2013 - HorrorMagazine.it «Il buio nella bocca» di Gianfranco Staltari 02 dicembre 2013 - LetteraturaHorror.it «Prossima Uscita - "Il buio nella bocca" di Andrea Biscaro»

  • Titolo: Storia di una stella Autore: Alessandro Tagliapietra Illustrazione di copertina e all'interno del volume: Liza Schiavi Collana: L’uomo di sabbia Pagine: 128 carta Fedrigoni Arcoprint edizioni 85gr Lingua: Italiano ISBN: 9788897561057

    Quali sorprendenti avventure possono capitare se si ha per amica una stella, ed in quali meravigliosi, emo­zionanti luoghi della mente e del cuore possono portare una bambina alla scoperta di una storia? “Non preoccuparti ora, avrai tempo e modo di capire. Hai visto tanti luoghi e vissuto tante piccole storie e ora la domanda su cui dovresti concentrarti non è tanto chi sono io ma… chi sei tu”. “Chi sono io?”, ripeté la bambina “Beh, ovviamente io sono… io sono…”, con sua enorme sorpresa, non sapeva darsi una risposta. “Credo che il tuo viaggio finisca qui”, disse allora il gigante. “Oppure inizia qui, non saprei ben dire”. Per scoprirlo abbiate fiducia e seguite il tenue, ma persistente bagliore che la nostra piccola amica emette nell’oscurità.

    Alessandro Tagliapietra è nato a Venezia nel 1977, vive a Portogruaro. Dal 2006 si occupa, insieme ai fratelli e ai genitori, della gestione di una comunità familiare fondata e gestita da loro stessi, che accoglie temporaneamente minori il cui nucleo familiare di origine sia impossibilitato o incapace di assolvere al proprio compito. Sta lavorando con impegno e determinazione ad un nuovo progetto: realizzare una comunità educativa diurna per bimbi e ragazzi. Accanito sostenitore della fantasia, sponsorizza sogni e crede – grazie all’energia dei bambini - in un mondo più colorato di come appare oggi.

    Liza Schiavi è nata a Piacenza nel 1974, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera (MI) e si è specializzata presso la Scuola Internazionale di illustrazione di Sarmede (TV).

  • Titolo: Gli Ancestrali Autore: Brian Catling Traduzione: Massimo Gardella Genere: Narrativa Pagine: 440 Prezzo: 25,00 € Isbn versione cartacea: 9788832107401

    L'eco della foresta senza fine riecheggia nuovamente nel secondo volume della celebre trilogia fantasy. «Erano rinnegati, risvegliatisi dopo avere dormito un sonno troppo profondo durante il quale avevano intessuto fili e sedimenti dei sogni. Sognavano di tornare a essere angeli, o ancora peggio: uomini». «Un’abbacinante avventura psichedelica... ferocemente surreale». The Guardian
    Nelle viscere del Vorrh nuovi e singolari accadimenti destano la preoccupazione di coloro che abitano al limitare delle sue immense vastità, e oltre. A Londra e in Germania creature indefinibili si stanno risvegliando dopo un lungo sonno popolato di sogni e incubi pronti a unirsi alla sostanza della realtà: sono gli Ancestrali, gli angeli che non sono riusciti a proteggere l'albero della conoscenza, e il loro risveglio fa sussultare il respiro dell’antica foresta. Poco lontano, la città coloniale di Essenwald è preda del caos perché i Limboia, gli unici capaci di estirpare dal Vorrh il legname capace di nutrirla, sono scomparsi nelle profondità della foresta. Un gruppo di specialisti viene inviato per trovarli: guidati dall'ex ciclope Ishmael valicano i suoi confini, mentre un suo antico guardiano osserva e tesse la più tremenda delle vendette. Nel frattempo, in un villaggio, una bambina meticcia viene trovata in una casa sperduta: le sue origini sono sconosciute e manifesta poteri al di là della sua stessa comprensione. Il conflitto oramai sembra inevitabile perché il passato e il presente, l'umano e l'inumano sono in rotta di collisione, e il Vorrh sarà lo scenario di un epico scontro di forze. Tessendo ancora una volta il reale e il possibile, Gli Ancestrali evoca personaggi storici come William Blake e luoghi come il Bedlam Asylum, popolando il suo mondo di creature immaginifiche in un romanzo di rivelazioni e nascondimenti, nascite e sepolture, irrinunciabile proseguimento della magnifica e vasta impresa inaugurata nel primo capitolo della trilogia Vorrh.
    Brian Catling è nato a Londra nel 1948. Poeta, scultore, pittore e artista performativo, realizza installazioni e dipinge ritratti di ciclopi immaginari. Tra le sue opere più famose si annovera il celebre memoriale per la Torre di Londra. Catling ha tenuto mostre personali in prestigiose gallerie europee ed è membro del Linacre College, professore emerito presso la Ruskin School of Art dell'Università di Oxford, nonché Accademico della Royal Academy of Arts. Gli Ancestrali è il secondo capitolo dell’acclamata trilogia Vorrh.
    «Epico... emotivamente avvincente... onirico. Catling intreccia una narrazione alternativa della storia con la creazione di nuovi miti, in un insieme che toglie il fiato». NPR «Gli Ancestrali di Brian Catling, come le opere di Mervyn Peake, è al di fuori di qualsiasi genere. Il capitolo centrale, costituito da tre piani distinti, è persino meglio di Vorrh, il volume che lo ha preceduto. La trama è complessa, monumentale, avvincente e colma di immagini indimenticabili. Se vi è piaciuto Tito di Gormenghast, lo splendido romanzo di Catling è probabilmente quello che fa per voi». The New Statesman «Gli Ancestrali si delizia del suo status di iato tra Genesi e Apocalisse, applicando il gioco di prestigio che fanno molti dei migliori libri centrali delle trilogie. William Blake fa la sua apparizione, così come il teatro yiddish, le ghigliottine, le radio che trasmettono dal futuro, le premonizioni della Shoah a Brick Lane e una soffiata a mezza voce sullo Squartatore». The Guardian «Il Vorrh è l’epicentro di tutta la narrazione: la gigantesca foresta che vive di ricordi e divora la memoria degli uomini, avvolta da strati di congetture; un crocevia di misteri, un vortice mitologico, un attratore strano (come direbbero i fisici e i matematici), fatto di leggende e paure, cruento e sensuale». Blow Up
  • Titolo: "Planisfero delle fiabe. Un viaggio in realtà aumentata nelle fiabe più lontane del mondo" Autore: AA.VV Illustrazioni e animazioni: joDorsi Musica e sound design: Økapi – Filippo E. Paolini Collana: Cartaviglie Formato: puzzle in realtà aumentata con audiolibro – 48x68 cm da 24 pz Prezzo: 24,50 € Isbn: 9788832107135 Età: Non adatto a bambini di età inferiore a 36 mesi 

      Una speciale edizione a cura di Maria Teresa Orsi del classico della letteratura giapponese moderna, tra i più celebri esempi dello shishōsetsu, il “romanzo dell’io”. Le fiabe sono infinite e spesso ben nascoste nei luoghi più remoti del mondo: il "Planisfero delle fiabe" ne ha raccolte alcune tra le più affascinanti, tramandate nei secoli dai popoli più misteriosi, racchiudendole nelle tessere del suo puzzle. Per scoprirle, non dovrai fare altro che giocare! Segui le istruzioni e accedi a moltissimi contenuti in realtà aumentata: all’interno troverai l’audiolibro di ciascuna fiaba accompagnato da musiche originali e magnifiche animazioni che sapranno trasportarti nelle sconfinate distese dei Nativi nordamericani, nelle vaste dune di sabbia con gli Aborigeni australiani, sulla Luna con i Maori, lungo le montagne dorate degli Aztechi e in moltissimi altri luoghi avventurosi insieme a indimenticabili compagni di viaggio. È ora di mollare gli ormeggi e di fare un bel respiro: le fiabe sono pronte a raccontarsi. Un gioco divertente da soli, in classe o in famiglia, per un apprendimento interattivo all’insegna della narrazione, dell'ascolto e della multiculturalità.
     

     

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