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    Onnazaka – Fumiko Enchi

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    Titolo: Onnazaka Autore: Fumiko Enchi Traduzione: Lydia Origlia Genere: Narrativa Pagine: 224 Prezzo: 18 € Isbn versione cartacea: 978-88-97561-74-3 Isbn versione ebook: 978-88-97561-83-5

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    Fumiko Enchi dipinge una storia indimenticabile in cui echeggiano la “Storia di Genji” e le atmosfere di “Madama Butterfly”, in uno dei romanzi più importanti della letteratura giapponese

    Alla fine del periodo Edo la moglie di un funzionario del governo, Tomo, viene mandata a Tokyo, dove l’attende un compito straziante: tra le molte ragazze offerte dalle loro famiglie, deve scegliere una giovane rispettabile che diventi la nuova concubina del marito. Tomo esternamente è impassibile, ma il suo cuore ha iniziato a incrinarsi; comincia così la ricerca con rigoroso senso del dovere, intraprendendo un sentiero che la porterà, insieme alle altre donne della casa, a immergersi in un’ombra sempre più profonda. Il romanzo è stato vincitore del Noma Literary Prize, il più prestigioso premio letterario giapponese.

    Fumiko Enchi (1905-1986) è stata una celebre sceneggiatrice e scrittrice, una delle più importanti voci femminili giapponesi del periodo Shōwa, e membro della prestigiosa Art Academy. Tra i numerosi premi, le venne conferito l’Ordine al merito della cultura dal governo giapponese.

    «Vi farà riflettere e vi spezzerà il cuore». The Daily News Journal

    «La scrittura di Enchi ha la stessa fluidità amniotica di Tolstoj, un’immersione quasi fisica e fluttuante nell’habitat della storia». The American Reader

    «Chiaro e potente... intessuto in modo quasi impercettibile». Kirkus

    «Un racconto di preghiere inascoltate, “Onnazaka” di Fumiko Enchi è un’elegia della condizione femminile giapponese». The Japan Times

    «Fumiko Enchi è una di quelle storiche scrittrici giapponesi che in Italia purtroppo vedono traduzioni sporadiche o lontanissime nel tempo (addirittura la maggior parte delle sue risalgono ai lontani anni '50, il suo periodo d'oro nel panorama letterario nipponico). Safarà Editore ha ripubblicato "Onnazaka", la storia di Tomo, moglie di Yakitomo, ricco funzionario giapponese con una passione per le donne e, diremmo ora, la sensibilità di un cinghiale morto. Accade infatti che Tomo riceva dal consorte l'infausto compito di cercargli una concubina. È solo l'inizio di una vita fatta di continui tradimenti del marito e di autocontrollo imposto da una società fortemente rigida e maschilista. Il sentiero dell'ombra del titolo è quello nel quale, col passare del tempo, la povera Tomo si avvia, fino al momento della sua morte, quando i nodi verranno al pettine. So che pare una recensione preimpostata, ma c'è poco da fare, i libri giappi hanno la loro forza nella scrittura scorrevole e non in trame inutilmente complesse. Per chi è: per gli appassionati del Giappone che sono stufi di ricevere, ogni Natale, il piccolo e costoso Einaudi di Murakami, magnificamente illustrato, ma davvero troppo corto».

    I dolori della giovane libraia

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    Titolo: PAOLO DE POLI E GIO PONTI L’ARTIGIANO-DESIGNER E L’ARCHITETTO Autore: Alberto Bassi - Valeria Cafà Pagine: 140 a colori

    Progetto in collaborazione con Università Iuav di Venezia - Archivio Progetti

    Presso l’Archivio Progetti Iuav è conservato l’Archivio di Paolo De Poli, artigiano, imprenditore e designer padovano, attivo nel settore della produzione e progettazione di artefatti in rame smaltato a partire dagli anni Trenta del Novecento, in collaborazione con importanti artisti e architetti, fra cui Gio Ponti. Il riordino, appena ultimato, del fondo, unito alla ricognizione storica e critica operata da docenti, ricercatori e assegnisti Iuav, permette di ricostruire la relazione fra queste due figure, emblematiche per le vicende del design italiano, e di collocarla all’interno del contemporaneo contesto relativo al rapporto fra progettisti e sistema produttivo.

    Questi contributi entrano nello specifico della collaborazione fra i due artisti: muovendo dall’analisi delle carte e dei materiali conservati in Archivio, gli autori delineano i caratteri, le modalità operative, le occasioni di lavoro e il rapporto personale che lega De Poli e Ponti. Perlopiù inedita è la ricca iconografia a corredo costituita da corrispondenza, disegni, modelli e fotografie provenienti dal fondo archivistico donato all’Archivio Progetti dagli eredi.

    ALBERTO BASSI si occupa di storia e critica del design ed è professore all’Università Iuav di Venezia. Coordina il corso di laurea in Interior design e fa parte del Comitato Scientifico dell’Archivio Progetti Iuav. Collabora con riviste di settore - come “Casabella”, “Abitare”, e “Auto & Design” - e quotidiani; ha scritto numerosi libri, fra cui, La luce italiana (Electa, 2004), Design anonimo in Italia. Oggetti comuni e progetto del prodotto alimentare (Electa, 2015), premiato con il Compasso d’oro ADI nel 2018; Design contemporaneo. Istruzioni per l’uso (Il Mulino, 2017).

    VALERIA CAFÀ è storica dell’architettura e conservatrice presso il Museo Correr - Fondazione Musei Civici di Venezia. Nel 2013-2014 ha vinto un assegno di ricerca presso l’Archivio Progetti Iuav con l’obiettivo di riordinare e valorizzare l’archivio e la figura di Paolo De Poli. Si interessa di smalti da quanto nel 2011 ha curato una mostra su Fabergé presso The Metropolitan Museum of Art di New York. Si occupa inoltre di disegno dall’antico e scultura moderna.

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    Mauro Masera – Bassi e Masera

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    Titolo: MAURO MASERA FOTOGRAFO DEL DESIGN ITALIANO / PHOTOGRAPHER OF ITALIAN DESIGN (1957 - 1992) Autore: Alberto Bassi - Carlo Masera Pagine: 140 a colori

    Progetto in collaborazione con Università Iuav di Venezia - Archivio Progetti

    Mauro Masera, nato nel 1934 e sempre vissuto a Milano, si forma nell’ambito della fotografia industriale, entrando presto in contatto con importanti graphic designer - da Erberto Carboni a Pino Tovaglia a Michele Provinciali - con i quali collabora assieme alle più importanti aziende italiane, come Gavina, Kartell, Arflex, Cassina, Zanotta, Tecno, Alessi e Fontana Arte.

    Presso l’Archivio Progetti Iuav (fra i pochi in Italia specificamente dedicato alla salvaguardia, conservazione e valorizzazione della cultura del progetto) è conservato il fondo Mauro Masera - che gli eredi con lungimiranza e visione hanno donato ad una realtà pubblica - contenente fotografie, documenti e letteratura relativi alla sua attività, con cui è stata realizzata la mostra monografica nel 2017, ripresentata in questo volume.

    ALBERTO BASSI si occupa di storia e critica del design ed è professore all’Università Iuav di Venezia. Coordina il corso di laurea in Interior design e fa parte del Comitato Scientifico dell’Archivio Progetti Iuav. Collabora con riviste di settore - come “Casabella”, “Abitare”, e “Auto & Design” - e quotidiani; ha scritto numerosi libri, fra cui, La luce italiana (Electa, 2004), Design anonimo in Italia. Oggetti comuni e progetto del prodotto alimentare (Electa, 2015), premiato con il Compasso d’oro ADI nel 2018; Design contemporaneo. Istruzioni per l’uso (Il Mulino, 2017).

    CARLO MASERA, architetto e paesaggista, vive e lavora a Milano occupandosi di progettazione nell’ambito dell’architettura del paesaggio, della riqualificazione urbana e della pianificazione del territorio.  Secondo dei quattro figli di Mauro Masera, dal 1922 al 2017 si è occupato insieme ai propri familiari di conservare e gestire l’archivio fotografico del padre.

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    “Consenso” – Saskia Vogel

     18,00  17,10

    Titolo: Consenso Autore: Saskia Vogel Traduzione: Alice Intelisano Genere: Narrativa Pagine: 224 Prezzo: 18 € Isbn versione cartacea: 9788832107029 Isbn versione ebook: 978-88-32107-27-2

    IN PRENOTAZIONE - IN LIBRERIA 19/9/2019

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    «Potevamo giocare al potere, esplorare ruoli che non ci erano ancora permessi al di fuori di quelle quattro mura, ma perché quello spazio fosse sacro, doveva essere considerato sacro da tutti noi».
    Dopo la sparizione del padre, disperso nell’oceano al largo della costa di Los Angeles, Echo si inabissa lentamente in uno stato di paralisi emotiva: priva di punti di riferimento e disorientata dalla freddezza e dall’instabilità della madre, dopo il fallimento di un’improbabile carriera di attrice Echo cerca di trovare conforto nell’unico modo che conosce: perdendosi nella vita di estranei. Quando nella sua vita irrompe una dominatrice di nome Orly, Echo intraprende un percorso che la porterà a sperimentare un’inedita possibilità di relazione con il mondo e con se stessa, al cui interno la potenza dei sentimenti sopiti troverà un nuovo, prorompente spazio in cui esistere.

    Saskia Vogel è nata a Los Angeles nel 1981 e vive a Berlino. Ha scritto di genere, potere e sessualità per Granta e The Paris Review e ha tradotto in inglese alcune delle opere delle più importanti autrici svedesi contemporanee, tra cui Lena Andersson e Karolina Ramqvist. Il suo acclamato debutto letterario, “Consenso” (Permission), è stato pubblicato in cinque paesi ed è in corso di adattamento per trarne una serie televisiva.

    «Come per Joan Didion, per Vogel l’atmosfera è tutto, e le sue frasi sono perfette e incisive come una puntura di medusa». John Freeman
    «Se Joan Didion avesse scritto della comunità BDSM di Los Angeles, il suo libro sarebbe stato Consenso». Emily Temple, Literary Hub «Splendidamente scritto, misterioso e avvincente». Janet Fitch, autrice di “Oleandro bianco – White Oleander” «L’eroina in lutto del debutto di Saskia Vogel cerca conforto nella scena delle dominatrici di Los Angeles, sperimentando i confini tra desiderio, potere e libertà personale». The New York Times Book Review «Consenso è una storia di lutto, solitudine e sadomasochismo. [...] Ma non troverete traccia di cliché: i frustini diventano parte di una moderna storia d’amore, solitudine e guarigione, in un contesto irrequieto che ha le sfumature della storia newyorkese Cat Person di Kristen Roupenian». The Guardian «Consenso scava nel paesaggio incerto che giace proprio sotto la fabbrica dei sogni di Hollywood che tutti pensiamo di conoscere, e contro ogni previsione trova al suo interno qualcosa di sacro. In parte Il giorno della locusta, in parte Histoire d’O, il tenero debutto di Vogel è destinato a entrare nel canone emergente dei grandi romanzi di Los Angeles». Ryan Ruby, autore di “The Zero and the One”

    Pordenonelegge.it - 22 settembre - ore 19 Convento di San Francesco, Saletta Presenta Elisabetta Pozzetto

    Bologna - 23 settembre - ore 19 Libreria Confraternita dell’Uva In dialogo con Ghinea

    Milano - 24 settembre - ore 19.30 Libreria Walden Presenta Francesca Bussi

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    Titolo: Le pianure Autore: Gerald Murnane Traduzione: Roberto Serrai Genere: Narrativa Pagine: 128 Prezzo: 18 € Isbn versione cartacea: 978-88-32107-34-0 Isbn versione ebook: 978-88-32107-23-4

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    «Questo barista di una polverosa città australiana potrebbe essere il prossimo premio Nobel per la letteratura?». The New York Times
    Quando un giovane cineasta arriva nel remoto territorio delle pianure con l’intento di narrare la storia delle famiglie e dei proprietari terrieri che le abitano dalle origini, immediatamente il lettore si accorgerà che l’intento è ben più vasto: creare per la prima volta un’epica australiana attraverso l’esperienza delle pianure, un luogo sia fisico che mentale, eretto a simbolo di una nazione stessa. Mentre il romanzo si dipana diventa, nelle parole di Murray Bail: «un miraggio del paesaggio, della memoria, dell’amore e della letteratura stessa».

    Gerald Murnane è nato a Melbourne nel 1939. È stato insegnante, editore e docente universitario. Il suo romanzo d’esordio, “Tamarisk Row” (1974), è stato seguito da altre dieci opere di narrativa, tra cui “Le pianure” e più recentemente “Border District”. Nel 1999 Murnane ha vinto il Patrick White Award e nel 2009 ha vinto il Melbourne Prize for Literature. Vive nella Victoria occidentale, e non ha mai lasciato l’Australia in tutta la sua vita. Safarà Editore pubblicherà cinque delle sue opere più importanti, tra cui anche “Border District” e “Tamarisk Row”.

    «Questo barista di una polverosa città australiana potrebbe essere il prossimo premio Nobel per la letteratura?». The New York Times «Gerald Murnane è uno dei più grandi scrittori viventi ma non ne avete mai sentito parlare». Rivista Studio «Autori come J. M. Coetzee, Teju Cole e Ben Lerner sono suoi ferventi ammiratori. […] È in pole position, tra gli australiani, per il Nobel». La Lettura del Corriere della Sera «Per Murnane, l’accesso a un altro mondo – un mondo distinto e per molti aspetti migliore del nostro – non si ottiene né dalle buone opere né dalla grazia, ma abbandonando sé stessi alla finzione». J.M. Coetzee «È il James Joyce australiano». The Spectator «Uno strano capolavoro australiano». The New Yorker «Le vere pianure sono le pieghe della mente, che contengono l’elusiva materia della memoria. Murnane, un genio, è un degno erede di Beckett». Teju Cole per The Guardian «Un romanzo raffinato, distintivo, indimenticabile». Shirley Hazzard «Gerald Murnane è senza dubbio uno dei più originali scrittori che lavorano oggi in Australia e “Le pianure” è un libro affascinante e gratificante... La scrittura è straordinariamente buona, spartana, austera, forte, spesso stranamente commovente». The Australian

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    Titolo: Jón & le missive che scrisse alla moglie incinta mentre svernava in una grotta & preparava il di lei avvento & dei nuovi tempi Autore: Ófeigur Sigurðsson Traduzione: Silvia Cosimini Genere: Narrativa Pagine: 208 Prezzo: 18 € Illustrazione in copertina: mimicoco design Isbn versione cartacea: 978-88-32107-21-0 Isbn versione ebook: 978-88-32107-26-5

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    Vincitore dell'European Union Prize for Literature
    Jón è il romanzo basato sulle leggendarie missive che il pastore protestante islandese Jón Steingrímsson invia alla moglie Þorunn, incinta del loro bambino, mentre percorre un’Islanda sconvolta dalle furiose esplosioni del vulcano Katla. L’uomo, accusato dell’omicidio del precedente marito della donna, cerca rifugio in una grotta; in questo paesaggio devastato incontrerà, oltre alle nubi grigie di cenere e lapilli, una singolare bellezza nel risveglio feroce della natura e bizzarri compagni di viaggio, che faranno germogliare in lui la speranza di una nuova vita con l’avvento della primavera, quando potrà accogliere tra le sue braccia Þorunn e il figlio in procinto di nascere. L’epica vicenda del pastore Jón, realmente esistito, è una delle più conosciute e raccontate in Islanda, e viene magnificamente interpretata da Ófeigur Sigurðsson in un romanzo che gli è valso il Premio Europeo per la Letteratura.

    Ófeigur Sigurðsson è nato a Reykjavík nel 1975 e ha pubblicato sei raccolte di poesie e due romanzi. Ha conseguito la laurea presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università d’Islanda nel 2007 con una tesi sul tabù e la trasgressione nelle opere di Georges Bataille. Ha cambiato spesso professione, lavorando ad esempio come guardiano notturno in un hotel e come lavoratore portuale. È traduttore di narrativa e autore radiofonico per programmi dedicati alla letteratura, ed è in prima linea in un movimento poetico che ha recentemente contribuito a rimodellare la forma della poesia islandese. Nel 2011 ha vinto il Premio Europeo per la Letteratura con Jón, che, insieme al suo secondo romanzo Öræfi, sono stati tradotti in più di dieci lingue. Con Öræfi ha vinto il Book Merchant’s Prize nel 2014 e l’Icelandic Literature Prize nel 2015.
    Silvia Cosimini (Montecatini Terme, 1966 è una delle più note traduttrici contemporanee dall’islandese ed è docente all’Università di Milano. Tra gli autori più noti da lei tradotti Andri Snær Magnason, poeta e attivista ambientale, e Jón Kalman Stefánsson, vincitore del Premio Islandese per la Letteratura nel 2005 e candidato al Premio Nobel per la letteratura nel 2017. Tra i numerosi riconoscimenti, nel 2011 le è stato conferito il Premio nazionale per la Traduzione dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il premio Orðstír dal Presidente della Repubblica Islandese.

    «Un romanzo perfetto e originale. Attraverso la descrizione del personaggio storico, l’autore amalgama vertici di autentica raffinatezza». Einar Falur Ingolfssón, Morgunbladid Daily «Incredibilmente spiritoso, talvolta esilarante, ma allo stesso tempo lirico e sempre lucido, sempre fresco, una vera esperienza di lettura. [...] Un testo elaborato ad arte in una storia straordinariamente ben costruita che rispecchia la realtà, sia di oggi che di allora. Indubbiamente uno dei migliori romanzi dell’anno». Fridrika Benonysdottir, Frettabladid Daily «Il lungo titolo non mente: questa è veramente una storia in cui il narratore nel profondo sa di prepararsi per l’arrivo di nuovi tempi. Si tratta di un romanzo storico su Jón Steingrímsson, il “Pastore del Fuoco”, quando era giovane e innamorato. È anche un romanzo su un presunto crimine e su un’Islanda oscurata dalle nubi della cenere vulcanica: l’anno è il 1775, quando il Grande Terremoto scosse Lisbona dalle radici e il Katla rigurgitò la sua più violenta eruzione sul popolo d’Islanda. E questo è precisamente quello che rende la storia così ben congegnata: l’ambiente osti- le non può vincere l’amore contenuto nelle lettere e allo stesso tempo ci ricorda la natura, che dà tutto e non risparmia nulla». Vidsja, National Broadcasting Service, Gauti Kristmannsson

    «È insopportabilmente pesante per me averti lasciata incinta lassù nel settentrione, ma è stata una decisione condivisa. Quanto mi manca la piccola Sigríður e tutti gli altri bambini, a esser tanto lontano dal vostro calore. Spero d’avervi preparato a sufficienza per il verno. A settembre, quando io e Þorsteinn siamo partiti, s’era già manifestato un inverno freddo, con gelo e carestie della peggior sorta. [...] Son tempi amari, Þórunn, tu a Frostastaðir, io a Hellar, tra di noi gli altipiani intieri, il Katla sputa per aria le viscere di questo deserto, tanto che solo in Dio potremo unirci sovrastando la vastità smisurata».

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    Titolo: La ballata del guerriero Autore: Alasdair Gray Traduzione: Katia Bagnoli Genere: Narrativa Pagine: 208 Prezzo: 18 € Isbn: 9788832107081 Copertina: Alasdair Gray

    La versione obliqua di questo libro non è al momento disponibile.

    Ambientato nel 2220, "La ballata del guerriero" narra le vicende del guerriero Wat Dryhope, figlio del clan Ettrick, capo supremo del secolo: all’epoca dei fatti la Storia è giunta alla sua conclusione, famiglie e dinastie sono governate da un matriarcato illuminato e le guerre non sono che campionati tra squadre rivali, riservate all’intrattenimento marziale degli uomini. Tuttavia, quando il protagonista Wat deciderà di cambiare le regole del gioco ed entrerà in scena la conturbante Delilah Puddock, questo mondo utopistico non tarderà ad affrontare imprevedibili sconvolgimenti. Esilarante parabola e preziosa satira sui confini, sull’eros e sul militarismo, "La ballata del guerriero" segna un altro tassello imperdibile nel corpus delle opere del grande maestro scozzese.

    Alasdair Gray (Glasgow, 1934-2019) è stato un poliedrico scrittore, poeta e drammaturgo, nonché uno dei più grandi artisti scozzesi contemporanei. Tra le sue opere più celebri "1982 Janine" e "Lanark. Una vita in quattro libri": scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal Guardian «uno dei pilastri della narrativa del XX secolo».

    Katia Bagnoli (Milano, 5 giugno 1956) è una traduttrice italiana. Tra le sue traduzioni più celebri, le opere di Isaac Bashevis Singer, Geoff Dyer, Jeffrey Eugenides, Henry Miller e Joyce Carol Oates.

    «Fantasista, realista, parodista, postmoderno; Alasdair Gray è diventato egli stesso una leggenda letteraria». Scotsman «Mentre favolosi racconti si dipanano come metafore politico-sociali, comprendiamo che" La ballata del guerriero" merita una categoria a sé stante». GQ «Una satira dei romanzi utopici... Il fantasy di Gray sui confini scozzesi si prende gioco di sé a proprie spese per esaminare in profondità i difetti insiti in un futuro che potrebbe persino funzionare... Incredibilmente divertente». Times Educational Supplement «"La ballata del guerriero" vede Gray nella sua forma più giocosa. I punti di riferimento sono dappertutto e aspettano solo di essere scoperti e assaporati: da Scott a Orwell al classico di fantascienza degli anni Settanta "Rollerball". Gray intesse tutto insieme per creare unintelligente curvatura della forma, e una lettura sfavillante». Big Issue «Siederei attorno a un fuoco ad ascoltare i racconti di Gray ogni notte». The Time
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    Titolo: 12 anni schiavo Autore: Solomon Northup Traduzione: Cristina Pascotto Pagine: 320 Sistina avorio 100 gr Lingua: Italiano ISBN: 9788897561149

    Prefazione di Steve McQueen

    Contemporaneamente all’uscita del film nelle sale italiane, Safarà Editore pubblica in traduzione italiana il romanzo autobiografico da cui è tratto l’omonimo lungometraggio candidato a nove Premi Oscar fra cui Miglior film, vincitore del Golden Globe 2014 come miglior film drammatico e del premio del pubblico al Toronto International Film Festival 2013, vincitore del premio Bafta come Miglior Film e migliore interpretazione (Chiwetel Ejiofor è il migliore attore protagonista per la sua toccante interpretazione di Solomon Northup). Il “12 anni schiavo” di Safarà Editore è impreziosito dalla prefazione del regista Steve McQueen, da illustrazioni originali tratte dalla prima edizione americana del 1853 e da dettagliati commenti storico-letterari.

    Negli stati del Nord dell’America profondamente divisa di metà Ottocento, nascere come uomini liberi non era una garanzia sufficiente al conseguimento di un’esistenza libera da catene. Lo testimonia la vicenda di Solomon Northup, figlio di schiavi e tra i primi membri di una generazione di afroamericani emancipati e aventi diritto a una vita di libertà e giustizia, suo malgrado protagonista di una vicenda dolorosa e sconcertante. Quella di un uomo libero attirato a Washington con il miraggio di un lavoro ben pagato, e qui rapito e trascinato in catene in un torrido Sud schiavista, dove viene spogliato di identità e diritti per essere venduto, simile a carne di bestiame, al miglior offerente. La storia della sua sopravvivenza nelle paludi della schiavitù della Louisiana in virtù di un animo che non si è mai arreso, forte della consapevolezza di una giustizia che sarebbe finalmente arrivata. Dodici anni schiavo è la storia del difficile cammino di emancipazione dell’umanità intera; e di un uomo che ne è stato un simbolo indimenticabile e che, con il suo esempio, ne ha rappresentato la forza trainante, colma di indomabile coraggio.

    Solomon Northup, afroamericano, nasce come uomo di condizione libera a Minerva, nello stato di New York, nel Luglio del 1808. Suo padre, Mintus Northup, era uno schiavo nero impiegato presso la famiglia Northup, allora residente nel Rhode Island. Da qui l’origine del cognome, secondo la consuetudine che gli schiavi prendessero il cognome dei loro proprietari. Per volontà dei suoi proprietari, il giovane Solomon viene emancipato dalla condizione di schiavo, e questo gli permise di continuare a rimanere presso l’ex fattoria del padre, dove trascorre la gioventù studiando il violino e coltivando una considerevole istruzione, e di crescere così come un individuo libero e consapevole. Nel 1829 sposerà Anne Hampton, da cui avrà tre figli. Grande lavoratore, Solomon Northup si trasferisce a Saratoga Springs (New York) per lavorare come allevatore, falegname e occasionale violinista, nella costante ricerca di garantire la prosperità alla sua giovane famiglia. Tuttavia questa sua profonda inquietudine lo trascinò in una vicenda terribile, che avrebbe segnato per sempre la sua esistenza. "Dodici anni schiavo" è il racconto della sconcertante vicenda di un uomo nato libero, rapito e costretto a dodici anni di schiavitù coatta nelle regioni paludose e malsane della Louisiana, delle sue inaudite sofferenze e inaccettabili umiliazioni; ma anche della sua speranza mai sopita e di un orgoglio mai piegato; e di un riscatto finale che ha il sapore di una conquista per l’umanità intera.

    “Un libro di grande coraggio” - Il libro ci lasciò senza fiato: la misura epica, l’attenzione per i dettagli, il senso dell’avventura, l’orrore e l’umanità. Il libro sembrava già una sceneggiatura pronta a diventare un film. Non potevo credere di non aver mai sentito parlare prima di questo libro. [ ... ] Non ero l’unico a non conoscere quest’opera. [ ... ] Una storia raccontata con tale bellezza e così grande cuore doveva assolutamente essere conosciuta dal grande pubblico. Spero che il mio film possa contribuire a gettare luce sull’importanza di un libro di grande coraggio. La vita e il coraggio di Solomon lo meritano pienamente.

    15 aprile 2014 - Il Manifesto «Il canto di sofferenza dell’uomo senza libertà» di Luigi Onori 06 marzo 2014 - Leggere a colori «12 anni schiavo con illustrazioni originali di Safarà Editore»

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    Titolo: La testa piena di gioia Autore: Ognjen Spahić Traduzione: Ljiljana Avirovic Genere: Narrativa, racconti Pagine: 350 Prezzo: 18,50 € Isbn: 978-88-97561-48-4

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    Vincitore dell’European Union Prize for Literature

    L’autore del pluripremiato I figli di Hansen torna con 16 racconti spietati ed eccentrici, che tagliano come una scure la superficie ghiacciata della vita contemporanea.

    Ognjen Spahic racconta sedici storie insolite e taglienti, il cui centro è la vita stessa: l’antieroe protagonista di ogni storia sembra forzare le reticenze dei suoi comprimari rincorrendoli per le strade buie di una Podgorica addormentata, lungo spiagge dal sole spietato, nelle pagine dei libri che loro stessi scrivono o in paesaggi inondati di neve. Il suo scopo è andare dove scorre il sangue più scuro e i loro segreti sono meglio custoditi, per scoprire quanto siano assurdi, bellissimi e terribili allo stesso tempo.

    Ognjen Spahić è nato nel 1977 a Podgorica, Montenegro. Oltre al romanzo La testa piena di gioia, vincitore del Premio Europeo per la Letteratura,Spahić ha pubblicato altre due raccolte di racconti: Sve to nel 2001 e Zimska potraga nel 2007. Il suo celebre romanzo I figli di Hansen (Zandonai, 2012) ha vinto il Premio Meša Selimovic nel 2005, assegnato al miglior nuovo romanzo di Croazia, Serbia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina e fino ad oggi è stato pubblicato in moltissime lingue, tra cui il francese, l’inglese, lo sloveno e l’ungherese. Il suo racconto intitolato Raymond non è più con noi – Carver è morto è stato incluso nell’antologia della Miglior Fiction Europea nel 2011, ed è stato pubblicato da Dalkey Archive Press negli Stati Uniti.

    Ljiljana Avirovic è docente universitaria e traduttrice letteraria. Traduce dall’italiano in croato, dal croato e dal serbo in italiano e dal russo in italiano. Ha all'attivo numerosissime traduzioni e pubblicazioni. Ha fatto parte attivamente per tre anni consecutivi della Commissione Premi Nazionali per la Traduzione, premio che ha vinto nel 2002.

    «Nei testi dello scrittore montenegrino Ognjen Spahić la vita, il sentimento, la passione irrompono anche fra i corpi e le anime chiazzate di macchie biancastre come neve...». Claudio Magris, scrittore e germanista

    «I personaggi, perfettamente costruiti e il più delle volte bagnati dal sole e dal vento [...] sono tuttavia persuasi che ogni cosa, nella vita, sia oscurata dalle contraddizioni più profonde». Mica Vujicic, Nin Magazine

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    Titolo: Namamiko. L'inganno delle sciamane Autore: Fumiko Enchi Traduzione: Paola Scrolavezza Genere: Narrativa Pagine: 240 Prezzo: 18,5 € Isbn versione cartacea: 978-88-32107-01-2 Isbn versione ebook: 978-88-32107-19-7

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    Dall'autrice di Onnazaka, per la prima volta in traduzione italiana, un’indimenticabile storia d’amore e potere alla corte imperiale del Giappone classico.
    Con introduzione di Giorgio Amitrano e postfazione di Daniela Moro.
    Pubblicato in Giappone per la prima volta nel 1965, L’inganno delle sciamane mette in scena, nei palazzi splendidamente adornati e carichi di segreti della corte del periodo Heian, l’indimenticabile storia d’amore tra l’Imperatore Ichijō (980-1011) e la sua Prima Consorte Teishi, e la sottile lotta politica messa in atto dal potente Cancelliere Michinaga per dividerli. La strategia dell’alto funzionario passerà per il corpo e per le labbra di ingannevoli sciamane, due sorelle che loro malgrado diverranno potenti guardiane di verità e menzogne, nonché autentico cuore di una storia memorabile che ha attraversato i se- coli fino a giungere a noi grazie alla limpida scrittura di Fumiko Enchi. Attraverso un intreccio sul limitare tra verità storica e romanzo, in un ordito delicato e potente, Namamiko monogatari viene consegnato ai lettori contemporanei come un’esperienza letteraria di rara intensità.

    Fumiko Enchi (1905-1986) è stata una celebre sceneggiatrice e scrittrice, una delle più importanti voci fem- minili giapponesi del periodo Shōwa e una delle prime donne a vincere il Noma Literary Prize. Nel 2017 Safarà Editore ha ripubblicato uno dei suoi romanzi più celebri, Onnazaka, nell’ormai classica traduzione di Lydia Origlia.

    «La sensibilità femminile si fa acuta fino a sfiorare o oltrepassare la soglia del soprannaturale, per diventare strumento di resistenza, vendetta o semplicemente di espressione di sé». Dall’introduzione di Giorgio Amitrano
    «L’antica corte imperiale di Kyoto e il mondo del Genji Monogatari, visti dalla parte delle donne. Sovrane e nobili dame di compagnia, ma anche ancelle e sciamane. In questo romanzo di grande forza emotiva, Enchi Fumiko crea personaggi femminili che sfatano gli archetipi patriarcali della tradizione letteraria giapponese».
    Antonietta Pastore
    «Grazie al tramite della letteratura classica, sensualità e spiritualità si fondono nei lavori di Enchi. Dopo di lei, nella letteratura giapponese non si vedrà più un linguaggio come il suo, così profondamente influenzato dallo studio dei classici, ricco di sfumature, e di personalità». Mishima Yukio «Il lavoro di Enchi merita un’attenta analisi per le sue impeccabili riflessioni sulle donne intrappolate nella rete del dominio maschile, e sui loro oscuri tentativi per ottenere il controllo». The Japan Times «Nei romanzi di Enchi Fumiko, l’elemento soprannaturale – pur oscuramente evocato – viene equilibrato e in definitiva esautorato dalla componente psicologica che legge nelle donne un potere eternamente temuto dagli uomini attraverso i secoli, possibile proiezione dei mali insiti nella stessa natura maschile». Maria Teresa Orsi, curatrice del “Genji monogatari” per Einaudi

    «La scrittura di Enchi ha la stessa fluidità amniotica di Tolstoj, un’immersione quasi fisica e fluttuante nell’habitat della storia». The American Reader

    «Enchi Fumiko ha debuttato come drammaturga, ma nei suoi sessant’anni è diventata ampiamente riconosciuta come scrittrice quando le sue storie con protagoniste femminili hanno conosciuto una grande popolarità. Figlia del famoso accademico esperto di Giappone classico Ueda Kazutoshi (1867-1937), Enchi stessa era una profonda conoscitrice dei classici giapponesi e produsse una traduzione in giapponese moderno consacrata dalla critica del grande romanzo dell’XI secolo, La storia di Genji». Murakami Haruki in The Penguin Book of Japanese Short Stories

  • Titolo: Pittori di stelle Autore: Anna Grimaldi

    «Rammentalo sempre, essere un artista significa proprio questo: evadere dal mondo concependone uno tutto tuo, nel quale sei libero da umane restrizioni». Miguel, un bambino di dodici anni, diventerà l’apprendista di Ganimede, un vecchio e saggio pittore di stelle, che insieme all’aiutante Nana Bianca, un palla di pelo tenera e soffice, cercherà di insegnargli la sua preziosa arte magica. Ganimede sembra non accoglierlo molto bene al principio, è un tipo burbero e non prova particolare simpatia per gli umani, ma proprio grazie al bambino riscoprirà il valore della sua vita. Miguel, però, dovrà affrontare vari ostacoli per diventare un pittore di stelle e, scoprendo che l’umanità è destinata all’estinzione giacché ritenuta unica responsabile della distruzione della Terra, intraprenderà il Cammino della conoscenza, un percorso di formazione e crescita spirituale, non solo per avverare il suo sogno ma per salvare il mondo intero. Riuscirà Miguel insieme ai suoi amici Luce, un’inappuntabile streghetta, e a Kenoko, un malvagio panda batterio, a riportare speranza e gioia all’umanità? In questo romanzo di formazione, consigliato per ragazzi tra i 9 e i 14 anni, narrato da Ganimede in modo divertente e originale, un bambino terrestre diventerà per tutti un piccolo eroe.

    Anna Grimaldi è nata il 2 novembre 1990 a Pordenone. Ha frequenta- to il liceo scientifico e si è laureata in matematica impreziosendo la sua carriera accademica con un Erasmus a Bilbao. Insegna alle scuole secondarie, adora lo sport, stare all’aria aperta e ha viaggiato un po’ dappertutto. Se all’inizio pensava di essere portata solo per la matematica, crescendo ha compreso quanto invece fosse importante coltivare il lato più umano e creativo della sua vita. Da questo desiderio è nato il suo primo romanzo Pittori di stelle che simboleggia una realtà dipinta di magia, rivelatrice di segreti, la chiave per riscoprire il valore e la bellezza dell’umanità composta di razionalità ma anche e soprattutto di emozioni.

  • Titolo: Giuseppe Samonà. Progetti per la città pubblica Autore: Giovanni Longobardi - Giovanni Marras Pagine: 152 a colori

    Progetto in collaborazione con Università Iuav di Venezia - Archivio Progetti

    L’Università Iuav di Venezia con l’Archivio Progetti e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre nel 2018 hanno congiuntamente organizzato due mostre – Per la città pubblica. Progetti 1949–83; La vita delle opere. Fotografie di Umberto Ferro, Paolo Monti, Claudio Sabatino, Egle Renata Trincanato – e una giornata di studi su Giuseppe Samonà (1898-1983), uno degli architetti più noti e influenti del Novecento italiano. Attivo come progettista, teorico e didatta, Samonà è stato direttore e rifondatore dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (Iuav) dal 1945 al 1972 e senatore della Repubblica dal 1972 al 1976. Le mostre hanno documentato l’attività di Samonà in un periodo dell’architettura italiana particolarmente ricco di occasioni progettuali e significativamente connesso alla grande crescita economica del paese nel secondo dopoguerra.

    Giovanni Longobardi è professore ordinario di Composizione architettonica e urbana nel Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, di cui è direttore dal 2019. Si è occupato di temi museografici, di teorie della modernità in architettura, di forme della città contemporanea, di progetti per la cultura e il patrimonio, di culture dell’abitare, con saggi, mostre e opere realizzate. Dal 1984 al 1993 ha lavorato con Alberto Samonà nello Studio Samonà a Roma.

    Giovanni Marras è professore associato di Composizione architettonica e urbana dal 2014 presso l’Università Iuav di Venezia e prima, dal 2004, presso l’Università degli Studi di Trieste. Dal 2010 è membro del Collegio docenti del Dottorato di ricerca in Composizione architettonica e urbana Iuav. Dottore di ricerca in composizione architettonica. Interviene a convegni e seminari in Italia e all’estero, partecipa a gruppi di ricerca, svolge attività progettuale come consulente con Roberto Beraldo.

  • Titolo: L'azione Autore: Sara Mannheimer Traduzione: Deborah Rabitti Genere: Narrativa Pagine: 216 Prezzo: 18,00 € Isbn versione cartacea: 9788832107364

    Acquista l'e-book su: Bookrepublic; Amazon; Ibs

    «Un libro che confonde e incanta, da leggere e rileggere». Eva Ström, Sydsvenskan Una donna vaga per le stanze della sua casa, affascinata prigioniera di un’immensa biblioteca che contiene una collezione completa della letteratura di tutti i tempi. Le stanze ricolme di lussureggianti scaffali si susseguono infinite, i dorsi dei libri rivolti contro di lei: un luogo spaventoso e invitante. Magia e realismo si intrecciano nella scrittura poetica e leggera di Sara Mannheimer, che riesce a rappresentare la fragilità spesso ben celata della vita quotidiana cancellando il confine sottile tra realtà e immaginazione in una prosa che dispiega il potenziale di infiniti universi narrativi. Sarà infine il dolore segreto della protagonista a essere la chiave di interpretazione del suo ostinato e furioso leggere: le linee nette tra vita e finzione diverranno sempre più sfocate, per aprirsi infine alle possibilità più indisciplinate e sorprendenti del connubio tra vita e letteratura.

     

    Sara Mannheimer è cresciuta a Göteborg e vive a Stoccolma. Insieme all'attività di scrittura gestisce la vEtreria Stockholm Heta Glas. Nel 2012 l’acclamato Come Rushing, opera sperimentale di teatro e danza a cui ha collaborato con la coreografa Birgitta Egerbladh, è andata in scena allo Stockholms Stadsteater. Il suo primo romanzo Reglerna ha vinto il Premio Borås Tidnings per il miglior debutto. L’Azione si è aggiudicato il Premio europeo per la letteratura, consacrando Sara Mannheimer tra le scrittrici svedesi più eclettiche e riconosciute dalla critica.
    Deborah Rabitti ha tradotto numerose opere dalla lingua svedese tra cui Tio över ett di Ann-Helén Laestadius (EDT/Giralangolo), Condiments di Caroline Dafgård Widnersson (Guido Tommasi), Ramen di Tove Nilsson (Guido Tommasi), Vi odlar smultron di Sarah Vegna e Astrid Tolke, (Settenove). Dalla lingua norvegese ha inoltre tradotto Tråder di Torill Kove (EDT/ Giralangolo). 

    «L’Azione mi infonde un immenso desiderio di leggere e di vivere».  Ulrika Knutson, Sveriges Radio «Un esilarante turbinio di riflessioni e ragionamenti». Ann Lingebrandt, Helsingborgs Dagblad «L’Azione non contiene solamente azione ma anche umorismo, sguardi laterali, una varietà di ambienti e una profonda introspezione». Westling, Aftonbladet «Sara Mannheimer ha indubbiamente una voce del tutto singo- lare, con un umorismo assurdo e personaggi irripetibili che ricordano da vicino quelli della scrittrice ucraino-brasiliana Clarice Lispector». Amanda Svensson, Expressen
    «Un romanzo di formazione sulla battaglia di una donna per ampliare il proprio linguaggio e con esso il proprio mondo. Il suo linguaggio accosta l’aulico al quotidiano, i termini eruditi ai cliché e, soprattutto, l’ironia alla più candida ingenuità. Nel leggere questo libro profondamente serio sono stata ripetutamente colta da attacchi di allegria». Ingrid Elam, Dagens Nyheter

  • Titolo: "Il figlio della fortuna" Autore: Tsushima Yūko Traduzione: Maria Teresa Orsi Genere: Narrativa Pagine: 208 Prezzo: 18,00 € Isbn versione cartacea: 9788832107074

      Una speciale edizione a cura di Maria Teresa Orsi del classico della letteratura giapponese moderna, tra i più celebri esempi dello shishōsetsu, il “romanzo dell’io”. «Un romanzo formidabile». Angela Carter «Il figlio della fortuna celebra sottilmente le donne che non si conformano, come l’autrice stessa: un romanzo ispiratore, di grandissima bellezza e profondità». The Japan Times
    «Un’essenziale rivisitazione della condizione della maternità». The Asia-Pacific Journal
    Kōko, insegnante di pianoforte part-time e madre single di una figlia che disapprova le sue scelte, avverte con turbamento dentro di sé i segnali di una gravidanza non pianificata. Il germogliare della nuova vita, l'eco del passato e il susseguirsi di eventi fuori dal suo controllo la spingono a intraprendere un viaggio al limitare tra la coscienza e il sogno che la condurrà all’indimenticabile rivelazione finale – dopo la quale Kōko proclamerà il suo silenzioso trionfo in un’insurrezione contro qualsiasi norma, riconquistando un terreno di autentica fertilità nel radicale atto di fedeltà verso sé stessa.

     

    Tsushima Yūko (Tokyo, 30 marzo 1947 – 18 febbraio 2016) è stata una celebre scrittrice, saggista e critica letteraria giapponese. Figlia di Dazai Osamu, acclamato e controverso scrittore del Giappone postbellico, è annoverata tra le grandi autrici giapponesi del Novecento. Le sue opere, tra cui spiccano Il figlio della fortuna (Chōji) e Hikari no ryōbun, hanno vinto prestigiosi riconoscimenti tra cui il Kawabata Yasunari Literature Prize e il Noma Literary Prize.

    «La scrittrice riesce ogni volta a rielaborare e ad ampliare la sfera del “romanzo privato”, moltiplicando in ogni singola opera l'immagine di quel “sé” che dovrebbe essere il nucleo della storia, diversificandone le esperienze al di là della sostanza di fondo e lasciando spazio all'immaginazione nella duplice dimensione del sogno individuale e della fantasia collettiva che si esprime attraverso miti e leggende». Dalla prefazione di Maria Teresa Orsi «Una melodia che non ha smesso di risuonare per quasi quattro decadi, e che continuerà a echeggiare lungo i territori infiniti del presente». The Asia-Pacific Journal «Tsushima ha lasciato la sbalorditiva eredità di una prosa stilisticamente unica e liricamente feroce, i cui protagonisti sono sempre individui spinti ai margini della società». The Japan Times
     

  • Titolo: Una vita tra le nuvole Autore: Gerald Murnane Traduzione: Roberto Serrai Genere: Narrativa Pagine: 248 Prezzo: 18 € Isbn: 9788832107524

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    Dopo "Le pianure" e "Tamarisk Row", per la prima volta in traduzione italiana il secondo romanzo dello scrittore australiano favorito al Nobel per la Letteratura.

    Adrian Sherd è un adolescente nella Melbourne degli anni Cinquanta, gli ultimi anni prima che l’avvento della televisione cambiasse per sempre la forma dell’immaginazione. Timido e serio verso il mondo esterno, Adrian dentro di sé è tormentato in pari misura dal risveglio dei suoi ormoni e dalla devozione religiosa: sogna elaborate avventure erotiche con algide star del cinema americano e con pari fervore di sposare la sua fidanzata – una ragazza con cui condivide fugaci e struggenti sguardi sul treno – e di avere da lei undici figli, teorizzando persino una storia del mondo come cronaca della frustrazione sessuale dell’essere umano. "Una vita tra le nuvole" è tra le opere più sottilmente divertenti di Murnane: onesta e raccontata con profonda dolcezza, è un indimenticabile romanzo di formazione australiano e cattolico, ambientato in un’epoca non molto lontana in cui l’immaginazione era ancora un primario strumento di sopravvivenza.

    Gerald Murnane è nato a Melbourne nel 1939. Il suo romanzo d’esordio, "Tamarisk Row", è stato seguito da altre dieci opere di narrativa, tra cui l’acclamato "Le pianure". Vincitore di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Patrick White Award, vive nel Victoria occidentale e non ha mai lasciato l’Australia in tutta la sua vita – né ha alcuna intenzione di farlo in futuro.

    «Gerald Murnane: Melbourne, classe 1939. Nessuno, tra i diciannove romanzi, racconti e saggi, gli otto premi vinti e la candidatura al Nobel, gli ha ancora restituito la luce che la sua scrittura cattura e sprigiona». Il Fatto Quotidiano «Murnane fa scaturire un’irresistibile commedia nella distanza che frappone tra quello che il suo eroe fa, e quello che il suo eroe sogna». The Guardian «L’eccezionale immaginazione di Murnane (e forse i paralleli con la sua educazione da ragazzino cattolico) si manifestano attraverso la storia esilarante e sincera dell’adolescente Adrian Sherd, la cui ordinaria vita familiare in un sobborgo di Melbourne degli anni Cinquanta è trasfigurata dalla sua stessa immaginazione selvaggia». Readings «"Una vita tra le nuvole" mi ha deliziato: una delle caratteristiche che ho amato di più è stata la capacità dell’autore di dire esattamente quello che è necessario – e non una sola parola di più». Sydney Morning Herald «Murnane fa ciò che vuole. Asciuga, accumula descrizioni mozzafiato, si muove allusivo... Uno scrittore impressionante». Il Foglio
  • Titolo: Fra le tue dita gelate. Racconti fantastici Autore: Francisco Tario Traduzione: Raul Schenardi Genere: Narrativa Pagine: 232 Prezzo: 18 € Isbn9788832107449

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    "Fra le tue dita gelate", dedicato all’amata moglie Carmen Farell, il “mágico fantasma” che attraversa impalpabile il respiro di ogni pagina, è considerato all’unanimità il capolavoro di Francisco Tario, enigmatico protagonista della letteratura messicana del Novecento. Scritti con una prosa di inquietante bellezza, i racconti surreali, grotteschi e sensuali qui riuniti illuminano i varchi di accesso verso una dimensione altra che scorre parallela alla comune percezione, disseminando il testo di anticipazioni che solo i lettori più scaltri sapranno individuare e svelando, solo in parte, l’enigma della narrazione. Nascite mostruose, oceani voraci e amori chimerici: lo spirito avanguardistico di Tario avverte il lettore di trovarsi sul terreno sdrucciolevole tra la veglia e il sogno, tra l’incubo e il ricordo, e che il solo modo di uscirne è attraversarlo, facendo attenzione a non scivolare per sempre nel lato del possibile.

    Francisco Tario (Città del Messico, 9 dicembre 1911 – Madrid, 30 dicembre 1977) pseudonimo di Francisco Peláez, è stato uno scrittore, apprendista astronomo e calciatore professionista messicano. Considerato un outsider per non avere aderito né a correnti artistiche né a gruppi letterari, è oggi ritenuto una figura emblematica della narrativa fantastica latinoamericana. Spesso paragonato a Juan Rulfo per l’approccio radicalmente personale alla scrittura, tra i suoi temi favoriti c’è il limite sensoriale dell’umano nel percepire la vastità del mondo che lo circonda, territorio esplorato con sottile umorismo e una profonda attenzione verso l’insolito e il grottesco, coordinate che lo hanno allontanato dal tradizionalismo di molti dei suoi contemporanei, facendogli guadagnare lo status di scrittore di culto.

    L’opera qui presentata è dedicata all’amata moglie Carmen Farell che nel 1968, l’anno della sua prima pubblicazione, era scomparsa da appena un anno. Il titolo originale, Una violeta de más, è un’allusione a una preziosa lettera che lei gli aveva inviato, corredata da una viola.
    «Uno scrittore la cui figura è ancora intrisa di mistero». Alejandro Toledo, curatore di Francisco Tario. Antología «C’è sempre qualcosa nella letteratura di Francisco Tario che evoca lacrime imbalsamate e valzer notturni, angoscia esistenziale e romanticismo lunare. Tario è sempre stato un pellegrino senza locanda. Un instancabile viaggiatore dell’arcano che trascina con sé un’eco di sogni e risate». Mauricio González de la Garza «Come Bachelard, Tario è un sognatore; un sognatore di parole scritte, pieno di follia, chimere, sogni, ricordi d’infanzia, immagini in movimento». Esther Seligson «Gli scrittori di racconti messicani hanno in Tario uno dei loro rappresentanti più squisiti, stravaganti e atipici. Autore di un’opera immaginifica e inclassificabile, Tario è stato un’onda che è salita come la marea, fino a diventare una tempesta». Geney Beltrán, curatore della mostra per il centenario della nascita dell’autore «Francisco Tario ha sempre scritto fuori dal mondo letterario. Nella storia della letteratura spicca per la sua unicità, per il talento lirico, la stravaganza, il predominio dell’innovazione e l’altissima qualità estetica». La Jornada «Un autentico scrittore. Temo, però, che non lo faranno mai accademico. È un vero peccato, perché le accademie sono piene di fantasmi e lì Tario avrebbe un perfetto campo di sperimentazione». José Moreno Villa
  • Titolo: Dal fulmine la luce Autore: Marie-Claire Blais Traduzione: Federica Di Lella Genere: Narrativa Pagine: 240 Prezzo: 18 € Isbn9788832107432

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    Il secondo volume del celebre ciclo "Soifs", inaugurato con "La sete", firmato dalla scrittrice canadese, nella sua prima traduzione italiana.

    «Coraggiosa, violenta, abbacinata, Marie-Claire Blais è uno dei segreti inabissati della letteratura contemporanea». Claudia Durastanti, Tuttolibri Nel secondo volume del ciclo "Soifs", ancora una volta ambientato nella lussureggiante isola senza nome del Golfo del Messico, microcosmo in cui luce e oscurità si combattono senza trovare riposo, il lettore troverà molti degli iconici personaggi de "La sete", tra cui Renata, Carlos, Samuel, Mélanie, Mama e Vénus, ma conoscerà anche nuovi protagonisti tormentati dalla stessa sete di vita, giustizia e libertà: Jessica, giovane aviatrice sacrificata all’ambizione degli adulti, la Madonna delle buste – una Giovanna d’Arco dei tempi moderni visitata dalle voci sui marciapiedi di New York – e tutt’intorno una gioventù bollente, talvolta violenta, spesso solo ebbra di sensualità. "Dal fulmine la luce" mette nuovamente in scena il respiro apocalittico di una grande scrittrice del nostro tempo, un inno al fragile splendore della Terra e alla forza redentrice dell’arte, celebrazione dell’umanità nell'essere allo stesso tempo carnefice e salvatrice di sé stessa.

    Marie-Claire Blais (Québec, 5 ottobre 1939 – Key West, 30 novembre 2021) è stata una scrittrice canadese, autrice del celebre ciclo  "Soifs". Con la pubblicazione della sua prima opera, "La belle bête", nel 1959, viene salutata come una delle più importanti scrittrici della sua generazione. Nel corso della sua vita le vengono conferiti innumerevoli premi, tra cui il Prix Molson du Conseil des arts du Canada e il Prix du Gouverneur général, riconoscimenti che l’hanno consacrata ai vertici della letteratura contemporanea.

    «Tra le più grandi e originali scrittrici della nostra epoca». The New Yorker «Considerata un’erede di Virginia Woolf, è stata candidata al Nobel. Dagli anni Settanta in poi la sua scrittura è diventata sempre più impressionistica, “ellittica”, focalizzata sull’interiorità, fino al ciclo "Soifs": un racconto in dieci libri che scorrono come correnti in un oceano, le virgole come onde». Viviana Mazza, La Lettura «Blais ha scritto modestamente, generosamente, la Divina Commedia del nostro tempo». Le Devoir «Raramente un romanzo è stato così perfettamente fedele al suo tempo come i romanzi del ciclo "Soifs" firmati da Marie-Claire Blais». Libération «Con una scrittura e uno stile che echeggiano Roberto Bolaño tanto quanto Joyce, Proust e Virginia Woolf, un viaggio in una galleria di personaggi che ragionano sui fatti della vita e gli orrori del mondo». Tiziana Lo Porto, Il Venerdì
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    Lanark Vol. 4 – Alasdair Gray

     19,00  18,05

    Titolo: Lanark - Una vita in quattro libri Autore: Alasdair Gray Traduzione: Enrico Terrinoni Genere: Narrativa Pagine: 336 Prezzo: 19,00 € Isbn: 978-88-97561-57-6 Uscita: luglio 2017 Volume quarto

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    Dalla prefazione al primo volume di Jeff VanderMeer  «Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

    Descrizione Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali.

    Nel quarto e conclusivo capitolo di una delle saghe più celebri del Novecento, l’eroe della storia fa ritorno ad Unthank, la città impossibile che sarà chiamato a salvare: lì perderà un amore, incontrerà il suo stesso autore, rincorrerà un legame inaspettato e sarà inviato in un mondo in sfacelo, le cui rovine inizieranno a cadere con forza sempre più devastante allo scorrere di ogni pagina.

    Alasdair Gray (Glasgow, 28 dicembre 1934) è un eclettico scrittore, artista, poeta e drammaturgo scozzese. Personalità poliedrica del panorama artistico europeo, nelle sue opere fonde elementi provenienti dai più diversi generi letterari, in cui il realismo si unisce all’elemento fantastico, la satira sociale al dramma, e lo humour è sempre al servizio della verità della narrazione. L’opera più nota è il suo primo romanzo Lanark – Una vita in quattro libri. Scritto in un periodo di quasi trent’anni e oramai considerato un classico della letteratura, è stato definito dal New York Times Book Review «La Divina Commedia del cripto-calvinismo anglosassone». Il suo romanzo Poveracci! ha vinto il Whitbread Novel Award e il Guardian Fiction Prize.

    Enrico Terrinoni è professore associato di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di 20 università italiane ed europee. Si occupa di letterature di lingua inglese, e di teoria e pratica della traduzione. Collabora con Il Manifesto; suoi contributi sono usciti anche sul Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Ha pubblicato diversi libri, saggi e recensioni, oltre a numerose traduzioni dall’inglese di contemporanei e classici (Francis Bacon, Nathaniel Hawthorne). In particolare ha lavorato su James Joyce e l’Ulisse, opera della quale ha realizzato una nuova e premiata traduzione per Newton Compton. Sta lavorando a una nuova edizione annotata di Spoon River Anthology di Masters e a una nuova traduzione italiana di Finnegans Wake.

    «Uno dei pilastri della narrativa del XX secolo» The Guardian

    «Non c’è riassunto che possa fare giustizia a quello che Gray è riuscito a fare in Lanark». BBC UK

    «Alasdair Gray è una specie rara nella letteratura anglosassone, un autentico sperimentalista, che ha trasgredito a ogni normale tradizione della prosa, in un delirio conturbante». David Lodge

    «Uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura scozzese contemporanea». Il Sole 24 Ore

    «Finalmente approda in Italia Lanark, una vita in quattro libri, per Safarà Editore, in un’edizione elegante e originale». Il Manifesto

    «Lanark diverrà, per un istante o per tutta la vita, il libro di cui i lettori non potranno fare a meno». The New York Times

    «Il mio consiglio è di non perdere l’occasione e sostenere questa storica iniziativa culturale, un tassello per la fondazione di un’identità europea in divenire e un’esperienza letteraria indimenticabile». Ultimavoce.it

    «Possibile che di un libro così importante non si avesse notizia e non fosse mai stato tradotto? Ora che è giunto in libreria l'ultimo volume [...] possiamo dirlo: sì, era possibile. Lanark [...] è un capolavoro». Vanni Santoni, La Lettura del Corriere della Sera

    «Senza dubbio Lanark è uno dei romanzi più innovativi e trasgressivi della letteratura contemporanea ma anche tra i più leggibili: un'autentica scoperta per il lettore che divora e viene divorato dalle visioni di Gray, tanto apocalittiche quanto politiche. Di certo Lanark non è ancora conosciuto come meriterebbe. Il genio visionario di Gray è identico se non più potente di quello di Philip K. Dick. [...] Non aspettiamo che muoia, come Dick, per rendergli l'omaggio che merita: leggerlo». Gian Paolo Serino, Il Giornale

    «Di fatto, Lanark riesce a catapultarci in uno strano universo, risucchiando tutta la nostra voglia d’energia vitale fino alla fine, a cominciare dai libri di Duncan Thaw in cui la ricostruzione sia della Glasgow del tempo sia delle emozioni personali è del tutto lineare». Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini

    Il Manifesto; Gli angoli bui del mondo di Andrea Comincini, 14/04/2016 Il Sole 24 Ore; L'Ulisse in versione scozzese di Renzo S. Crivelli, 1/05/2016 Ultimavoce.it; Il capolavoro che non hai mai sentito nominare di Alessandro Benassi, 28/08/2016 Scenaillustrata.com; Alla ricerca della vita dentro la vita di Andrea Comincini, 1/10/2016 La Lettura del Corriere della Sera, Lanark, padre di tante distopie di Vanni Santoni 27/8/2017 Il Giornale, Nella Glasgow di Alasdair Gray il fantasy diventa critica sociale di Gian Paolo Serino, 23/9/2017 Il Tascabile: Perché leggere Lanark Alias, Il Manifesto, Marco Fazzini, 12/11/2017

  • Titolo: Un giallo da concorso Autore: Manuela Mazzi Illustrazione di copertina e all'interno del volume: Liza Schiavi Collana: L’uomo di sabbia Pagine: 304 Fedrigoni Arcoprint edizioni 85gr Lingua: Italiano ISBN: 9788897561033

    La vita dello stimato scrittore Timoty Tompson vira bruscamente verso regioni pericolose e inaspettate quando ciò che esisteva solo nella sua mente di giallista di successo assume la consistenza inquietante della realtà. Un folle omicida, spinto da questioni di rivalità letteraria, lo ha infatti sfidato a partecipare a una contesa raffinata e crudele: se lo scrittore riuscirà a decodificare i suoi indovinelli e vincerà questo gioco perverso, egli smetterà di uccidere. Ma sarà Sir TJ all’altezza della fama che lo circonda?

    Sarai proprio tu, lettore, a dover aiutare il celebre giallista nella sua corsa contro il tempo alla ricerca del colpevole. Impugna una penna e armati del tuo migliore intuito: troverai pagine bianche che aspettano di essere riempite dei tuoi fitti indizi. E bada che questa è solo la prima di una serie di avventure del nostro protagonista, ispirato a un uomo realmente esistito nel Nordest. Un giallo della più classica tradizione del genere investigativo, adatto a tutte le età, ragazzi compresi.

    Manuela Mazzi è nata nel 1971 a Locarno (Svizzera), è giornalista professionista e appassionata fotografa, ha scritto per più testate della stampa ticinese e ha collaborato con Il Giornale di Milano. Dal 2004 lavora per il settimanale Azione.

    Liza Schiavi è nata a Piacenza nel 1974, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera (MI) e si è specializzata presso la Scuola Internazionale di illustrazione di Sarmede (TV).

    Leggi un estratto del libro: clicca qui

    27 marzo 2013 - L'Universo «Le emozioni di una scrittrice in carne ed ossa» di Luca Bortone 14 febbraio 2013 - La Regione Ticino «Inchiostro al veleno» di Paola Pettinati 07 gennaio 2013 - SherlockMagazine.it «Le avventure in giallo di Sir TJ» di Luigi Pachì 04 gennaio 2013 - ThrillerCafé.it «Un giallo da concorso – Manuela Mazzi» di Giuseppe Pastore 03 gennaio 2013 - Libreriamo.it «Manuela Mazzi, "Il genere giallo va ripulito dalla violenza gratuita"» 03 gennaio 2013 - SoloLibri.net «Un giallo da concorso – Manuela Mazzi» 22 dicembre 2012 - Scrittevolmente.com «Un giallo da concorso – Manuela Mazzi» 15 dicembre 2012 - Il Giornale del Popolo «Il gioco e gli enigmi di Sir TJ» 11 dicembre 2012 - Ticino On Line «Un romanzo che sfida i lettori a improvvisarsi investigatori» 11 dicembre 2012 - 20 minuti «Caccia all'assassino con Sir TJ» 10 dicembre 2012 - Messaggero Veneto «Strenne librarie tra gialli, “noir” e fiabe per bambini» 24 novembre 2012 - La Regione Ticino «La sfida di un folle omicida nel nuovo "Giallo da concorso" della scrittrice Manuela Mazzi» 21 novembre 2012 - Il Giornale del Popolo «"Un giallo da concorso" in libreria»

  • Titolo: L'ancora insanguinata Autore: Manuela Mazzi Collana: L’uomo di sabbia Pagine: 336 Fedrigoni Sistina 100 gr Lingua: Italiano ISBN: 9788897561101

    Illustrazione di copertina e all'interno del volume: Liza Schiavi

    Segnalato al 1° Premio Letterario Festival Giallo Garda 2015!

    Un nuovo ed emozionante capitolo de Le avventure in giallo di Sir TJ. Lo avevamo lasciato sulla riva del Lago Maggiore tra i canneti della Lanca degli Stornazzi, accompagnato dall’amico consigliere Don Cesar e dalla gentile e incantevole Lory alla fine del suo primo, inquietante caso. Dall’intimo porticciolo elvetico i tre sono ora salpati alla volta di Venezia, dove saranno destinati ad affrontare nuovi ed enigmatici crimini. Dopo una prima tappa nei pressi dei Castelli di Cannero - dai cui abissi antiche leggende e quasi dimenticate battaglie riemergeranno a evocare il ricordo di un terribile assassinio - i tre compagni di viaggio si dirigeranno verso la medioevale Idrovia Locarno-Milano-Venezia, ormai pronta ad ospitare la magnifica Expo 2015. Si troveranno tuttavia coinvolti in un crimine che vedrà protagonista un ragazzino avventuroso e i suoi sogni più grandi, che li coinvolgeranno in un’avventura a tinte gialle tra secche e pescaie, moli azzurri e case galleggianti, cadaveri e cartomanti.

    Manuela Mazzi è nata a Locarno (Svizzera) nel 1971. Giornalista professionista, ha scritto per molte testate ticinesi e collaborato con Il Giornale di Milano come corrispondente dalla Svizzera di lingua italiana. Dal 2004 lavora per il settimanale d’approfondimento Azione. Otto sono i libri già pubblicati, fra i quali: "Il segreto della colomba"; "Di brogli, di risate e di altre storie – Le avventure di Giacomino, un ragazzo degli anni Cinquanta"; "L’angelo apprendista"; "Un caffè a Kathman- du"; "Un gigolo in doppiopetto" e "Guardie, ladri e tracciatori". Quest’ultimo romanzo nel 2010 è stato selezionato tra i venti partecipanti al Premio Bancarellino, ricevendo la menzione speciale per la «Migliore opera di narrativa di autore straniero di lingua italiana destinata a ragazzi dai 12 ai 16 anni» dalla giuria della III edizione del Premio di Letteratura per ragazzi Mariele Ventre. Ha inoltre ricevuto una targa speciale dalla giuria del Premio Stresa di Narrativa. Recentemente ha pubblicato "Un giallo da concorso", primo episodio della serie "Le avventure in giallo di Sir TJ", di cui il presente romanzo è il seguito.

    Liza Schiavi è nata a Piacenza nel 1974, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera (MI) e si è specializzata presso la Scuola Internazionale di illustrazione di Sarmede (TV).

    23 gennaio 2014 - Extra CdT «I personaggi del giallo» di Sergio Roic 21 dicembre 2013 - Giornale del Popolo «Una buona lettura per un buon natale»

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    Titolo: Lettera d'amore in scrittura cuneiforme Autore: Tomáš Zmeškal Traduzione: Laura Angeloni Genere: Narrativa Pagine: 384 Isbn: 978-88-97561-32-3 Uscita: ottobre 2016

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    Dalla prefazione di Alessandro Catalano «Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è uno dei libri più premiati e tradotti della recente letteratura ceca proprio perché ha saputo oltrepassare il legame contingente con il dato storico: non quindi la storia in quanto tale, non la denuncia dei crimini e dei comportamenti disumani legati a un preciso avvenimento, ma la ricaduta nello stravolgimento delle regole sociali sulle persone, sulla loro identità e sulle generazioni successive».

    Descrizione Nella vertiginosa polifonia che Zmeškal è qui chiamato a dirigere, le voci degli amanti Josef e Květa si levano con note particolarmente intense: la necessità di ricostruire un legame spezzato in modo innaturale innesca l’alchimia della narrazione, a cui le storie collaterali si legano come particelle di una stessa sostanza. La scrittura cuneiforme, giunta da una dimensione lontana nel tempo e nello spazio, cercherà di offrire un codice al contrario per la decifrazione e la ricomposizione della chimica dei sentimenti, in una narrazione che restituisce il senso più autentico dell’arte del romanzo.

    Tomáš Zmeškal è nato a Praga nel 1966 da madre ceca e padre congolese. Nel 1987 lascia la Cecoslovacchia per vivere a Londra, dove studia presso il Kings College. Torna a Praga dopo il crollo del comunismo, e da allora lavora come scrittore e insegnante di scrittura creativa. Il suo romanzo d’esordio, Milostný dopis klínovým písmem (2008; Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, Safarà Editore 2016) ha vinto il premio dell’Unione Europea per la Letteratura e il Premio Josef Škvorecký. Le sue opere sono state tradotte in tutto il mondo.

    Laura Angeloni è nata a Firenze nel 1970. Sposata con tre figlie, vive attualmente a Genzano di Roma. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università La Sapienza di Roma, lavora dal 2004 come traduttrice letteraria dal ceco. Ha tradotto in italiano romanzi di Jáchym Topol, Petra Hůlova, Kateřina Tučková, Emil Hakl, per le case editrici Einaudi, Baldini Castoldi, Atmosphere Libri, Nikita editore, Azimut Libri. Nel 2007 ha pubblicato il romanzo Il viaggio di Anna per la Azimut Libri, e nel 2015 il romanzo Dare il resto e poi sorridere per Echos Edizioni.

    «Una polifonia di generi – dal mito al grottesco, dal dramma psicologico al fantastico, che ha già la statura di un classico [...] di una qualità che non abbiamo visto dai tempi di Bohumil Hrabal. Con Zmeškal un nuovo narratore, eccezionale, schietto e intimista ha fatto la sua apparizione nella scena della grande letteratura ceca». Jan Rejžek, Lidové noviny

    «Gli elogi sono assolutamente meritati: questo è uno dei più sorprendenti ed emozionanti romanzi contemporanei che abbia letto da molto tempo […] delicato, potente, e ferocemente intelligente». Peter Zusi, University College London

    «Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è un concentrato di sentimenti, personaggi, fatti storici appena accennati, luoghi la cui bellezza si può solo intuire date le timide descrizioni. È un romanzo unico nel suo genere, dove vengono mescolati spazio, tempo, persone; un libro dove è l’amore è fortissimo, nonostante tutto, e vince lo stesso benché all’apparenza sembri morire. Pagine densissime dove emerge chiaramente come il passato sia una bussola che decifra il nostro tempo e ci fa capire quale direzione prendere». girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com

    «Intorno a tutto ciò un mondo infinito, che rende la ricchezza incantevole del libro. Una serie di personaggi, anche i più assurdi, compaiono capitolo dopo capitolo, rendendo il romanzo molto più che una semplice narrazione rosa». criticaletteraria.org

    «In Lettera d’amore in scrittura cuneiforme di Tomáš Zmeškal a raccogliere il senso di quest’opera polifonica è la relazione d’amore tra Květa e Josef, perché proprio come il deserto racchiude le frammentarie informazioni del “vento”. Voto 4.5 su 5». Sulromanzo.it

    «Questo è un romanzo dai molti ingredienti: avventura, religione, filosofia, storia, amore, violenza, tutti amalgamati alla perfezione e racchiusi dentro a un manufatto cartaceo dal taglio inclinato. Un segno distintivo e riconoscibile per una piccola casa editrice nuova ma che promette storie affascinanti». Mangialibri.com

    «Cercando di trovare una definizione dell’autore di questo romanzo, mi è venuto in mente direttore di coro. Sì, lo definirei così perché me lo vedo lì sul podio, con in mano la bacchetta a dirigere una polifonia di voci, e di strumenti. All’inizio sembra spiazzante perché il romanzo non ha un andamento lineare; nel giro di qualche capitolo, ci si imbatte in una serie di personaggi che “eseguono” ciascuno la propria parte, ma poi queste parti si connettono, si intersecano e i personaggi cominciano a diventare tessere dello stesso mosaico». Il mestiere di leggere

    Cinque travel blog ci accompagnano alla scoperta di Praga attraverso le pagine del romanzo Lettera d'amore in scrittura cuneiforme di Tomáš Zmeškal. Sei tappe per scoprire una città magica e ricca di storia attraverso la magistrale scrittura dell'autore Zmeškal, vincitore dell’European Union Prize for Literature.

    1 tappa, venerdì 6 maggio 2016: Praga è una città magica 2 tappa, giovedì 12 maggio 2016:Scoprire Praga attraverso i profumi e le pagine di un libro… 3 tappa, giovedì 19 maggio 2016: I cechi sono animali strani 4 tappa, venerdì 27 maggio 2016: A Praga con Tomáš Zmeškal 5 tappa, venerdì 3 giugno 2016: Vi porto a Praga: intervista a Tomáš Zmeškal 6 tappa, venerdì 10 giugno 2016: Recensione: Lettera d'amore in scrittura cuneiforme

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    Titolo: Mangiare la Terra. Etica ambientale e scelte alimentari Autore: Lisa Kemmerer Traduzione: Cristina Pascotto Genere: Saggistica Pagine: 200 Isbn: 978-88-97561-39-2 Titolo originaleEating Earth: Environmental Ethics and Dietary Choice Uscita: 29 settembre 2016

    Ospite a pordenonelegge 2016

    «Praticamente in ogni nazione è facile passare dalla culla alla tomba senza mai pensare a quello che mettiamo nelle nostre bocche; senza alcuna consapevolezza degli effetti delle nostre scelte alimentari sulla Terra, sugli animali, sulla nostra salute e sulle persone più deboli; senza alcuna consapevolezza del fatto che nella misura in cui decidiamo cosa mangiare, l’alimentazione è una questione di estrema rilevanza morale». Lisa Kemmerer

    Nonostante obiettivi e visioni del mondo essenzialmente condivise ed enormi potenzialità, gli ambientalisti e gli attivisti che si battono per gli animali non-umani raramente uniscono le forze. Mangiare la Terra, scritto tanto per gli ambientalisti e gli animalisti quanto per chiunque sia interessato a vivere una vita pienamente etica e sostenibile esercitando il potere dei propri consumi, esplora il vitale terreno comune tra i due movimenti di giustizia sociale, ovvero quello delle scelte alimentari. Questo libro di facile consultazione, completo di schemi, tabelle e un tocco di umorismo pungente, porta alla luce il gravoso - a tratti sconcertante - impatto ambientale dell’allevamento animale, della pesca e della caccia, indicando la strada verso un presente da riscattare e un futuro da costruire la cui ricchezza parte da ciò che decidiamo di mettere nei nostri piatti.

    Lisa Kemmerer, professoressa di Filosofia delle religioni presso la Montana State University, è una filosofa-attivista che svolge il suo lavoro di ricerca in nome degli animali non umani, dell’ambiente e di tutti gli esseri umani privi di potere. Laureata a Reed, ad Harvard e all’Università di Glasgow (Scozia), la Kemmerer ha scritto nove libri su questi fondamentali argomenti.

    17 SETTEMBRE ore 10:30 PORDENONELEGGE.IT Palazzo della Provincia, PORDENONE in un dialogo con Macri Puricelli, giornalista

    18 SETTEMBRE ore 17:00 PAV - PARCO ARTE VIVENTE Festival Teatrum Botanicum, Emerging talents Via Giordano Bruno 31, TORINO In un dialogo con Leonardo Caffo, scrittore e filosofo

    19 SETTEMBRE ore 18:00 CASA DELLA CULTURA Via Borgogna 3, MILANO In un dialogo con Leonardo Caffo, scrittore e filosofo In collaborazione con Essere Animali

    20 SETTEMBRE ore 21:00 SALA MARCO BIAGI Via Santo Stefano 119, BOLOGNA Introdotta da Eleonora Adorni, antropologa In un dialogo con Roberto Marchesini, filosofo ed etologo dalle ore 20 buffet vegan - 8€ In collaborazione con Essere Animali

    21 SETTEMBRE ore 20:00 SALA CONFERENZE INFORMAGIOVANI Piazza Roma, ANCONA dalle 19 apericena vegan - 8€ In collaborazione con Essere Animali

    22 SETTEMBRE ore 18:30 LIBRERIA LOVAT Via Newton 13, VILLORBA (TREVISO) Introdotta da Adriano Fragano, Veganzetta insieme a Paolo Scroccaro e Mario Cenedese, Associazione Eco-filosofica In collaborazione con Veganzetta e Associazione Eco-filosofica

    23 SETTEMBRE ore 18:00 LIBRERIA ANTICO CAFFÉ SAN MARCO Via C. Battisti 18, TRIESTE In un dialogo con Federica Marchesich, giornalista

    «L’appassionata indagine di Lisa Kemmerer sull’impatto ambientale del consumo di carne culmina in un appello affinché il mondo adotti una dieta a base vegetale». Tristan Quinn, The Times Literary Supplement

    «Il lavoro di Lisa Kemmerer raccoglie tutte le informazioni necessarie per fornire un argomento che possa dirsi conclusivo sulla possibilità di un consumo consapevole. Sono felice di poterlo finalmente condividere con il mondo». Dr. Greta Gaard, University of Wisconsin, River Falls

    «Questo è il più importante saggio che si sia mai occupato dell’impatto devastante delle nostre scelte alimentari su moltissimi ecosistemi». Marc Bekoff, etologo e scrittore (La Vita emozionale degli animali)

    «Impossibile riassumere la mole di dati e le conseguenti riflessioni che Kemmerer racchiude nelle oltre 200 pagine di questo libro. Basti dire che nulla si sottrae alla spietata fotografia di un mondo alla deriva. Incapace di fermare lobby e  industrie. Né la caccia, né la pesca "sostenibile". [...] Scritto per tutti». Macri Puricelli

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    Titolo: Accadde il primo settembre (o un altro giorno) Autore: Pavol Rankov Traduzione: Alessandra Mura Genere: Narrativa Pagine: 416 Prezzo: 19,50 € Isbn: 978-88-97561-56-9

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    Vincitore dell’European Union Prize for Literature (EULP)

    Peter, ungherese, Ján, ceco, e Gabriel, ebreo, sono tre giovani amici, ognuno irrimediabilmente innamorato della slovacca Mária: è il 1938 e poiché Levice, piccola città della Slovacchia al con ne con l’Ungheria, è tra le poche a vantare una piscina, i tre amici decidono che si contenderanno il diritto di corteggiarla con una memorabile gara di nuoto, il primo settembre. Nelle loro vite irrompe però la Storia, non calcolata, improvvisa e violenta, a impedire anno dopo anno lo svolgersi della competizione, che da allora diventerà il centro gravitazionale delle loro vite, seppur decentrato, rincorso, quasi irraggiungibile: i tre amici e Mária si aggrappano alla loro amicizia e al loro amore come unico collante delle loro identità disperse. In questo romanzo, uno dei più importanti nella letteratura slovacca contemporanea, la Storia sconvolge gli ordini preesistenti e ostacola i legami, obbligando i protagonisti a combattere le potenti e irrazionali forze disgregatrici del Novecento, e della vita stessa.

    Pavol Rankov (Poprad, Slovacchia, 1964), scrittore e saggista, è tra le voci più importanti della letteratura slovacca contemporanea. Ha esordito nel 1995 con il libro di racconti S odstupom času (A distanza di tempo), con il quale ha vinto il premio Ivan Krasko, il più prestigioso premio letterario slovacco per la miglior opera prima. In Italia ha vinto il Premio Letterario Internazionale Jean Monnet (1997), e il premio del quotidiano slovacco SME “Poviedka 2001” (Racconto 2001). Nel 2008 esce il suo primo romanzo, Accadde il primo settembre (o un altro giorno), vincitore del Premio Europeo per la Letteratura 2009.

    Alessandra Mura ha studiato lingue e letterature slave (ceco, slovacco e russo) presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, conseguendo nel 1985 il Diploma di Laurea in Lettere. Dal 1985 si occupa di traduzione letteraria dal ceco e dallo slovacco. Ha svolto seminari sulla traduzione letteraria presso varie università italiane fra cui Viterbo e Udine, Napoli e Roma. È attualmente responsabile della Biblioteca di Slavistica, presso il Dipartimento di Studi europei, americani e interculturali, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

    «I personaggi di questo romanzo [...] non sono predestinati dalla loro appartenenza etnica, ma le loro origini giocano nelle peripezie del romanzo un ruolo cruciale. Si lanciano nei cataclismi della storia con una passione del tutto personale, e inconsapevoli delle conseguenze». Alexander Halvoník (scrittore e critico letterario)

    «Pavol Rankov [...] non critica, ama troppo (e in realtà legittimamente) i suoi personaggi. Ci ricorda tuttavia eventi che troppo spesso (e incorreggibilmente) preferiamo dimenticare». Zuzana Mojžišová (scrittrice)

    «Uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni: un grande affresco che aiuta a capire gli avvenimenti tragici e i cambiamenti di un’epoca che, passando attraverso una guerra devastante, ha mutato in modo incontrovertibile il volto e il destino di intere nazioni e di popoli. In questo quadro generale, seguiamo le vite dei personaggi che, loro malgrado, si trovano ad attraversare anni difficili cercando di mantenersi in vita e di non disperdere la loro amicizia e il loro amore per una donna, che li unisce e dà un senso alle loro esistenze». Il mestiere di leggere

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    Titolo: Tamarisk Row Autore: Gerald Murnane Traduzione: Roberto Serrai Genere: Narrativa Pagine: 308 Prezzo: 19,5 € Isbn versione cartacea: 978-88-32107-16-6 Isbn versione ebook: 9788832107593

    Acquista l'e-book su: Bookrepublic; Amazon; Ibs

    «Vi presento Murnane, il più grande scrittore che nessuno ha letto». La Repubblica
    A Bassett, polverosa cittadina dell’interno australiano, Clement Killeaton è impegnato a crescere. Sono i tardi anni Quaranta e sul retro del cortile della sua casa, sotto le tamerici, tutto è pronto per la Gold Cup nell’ippodromo costruito dalla sua immaginazione: il suo cavallo Tamarisk Row è pronto a giocarsi il tutto per tutto contro i suoi temibili rivali, in una serie di corse che decideranno il suo destino. E sarà proprio in quell’ippodromo, immaginifica e potente rappresentazione del mondo, che tutto troverà un significato: le scommesse del padre Augustine, l’universo delle ragazze colmo di segreti, gli insegnamenti cattolici delle algide suore e i maltrattamenti della banda di Barry Launder. Il galoppo di Tamarisk Row saprà condurlo attraverso radure di infinito mistero e sorprendenti scoperte, e a ogni falcata, il mondo svelerà infine quello che cela oltre le sue sterminate pianure.

    Gerald Murnane è nato a Melbourne nel 1939. Al suo romanzo d’esordio, Tamarisk Row (1974), seguono altre dieci opere, tra cui l’acclamato Le pianure (Safarà Editore, 2019). Vive nel Victoria occidentale, e non ha mai lasciato l’Australia in tutta la sua vita.

    «Vi presento Murnane, il più grande scrittore che nessuno ha letto. [...] Per Teju Cole è erede di Beckett; richiama l’epica di Cormac McCarthy depurata di violenza; se avesse una musica, sarebbe di Johnny Cash». La Repubblica «Murnane è maestro di una narrativa che pone al centro l’apprendimento, il farsi di un’esperienza». Il manifesto «Uno scrittore impressionante. [...] Murnane fa ciò che vuole. Asciuga, accumula descrizioni mozzafiato, si muove allusivo». Il Foglio «È nata una nuova stella della letteratura e ha ottanta anni». Rai Radio 3 «Gerald Murnane non è mai salito su un aereo. Ha fatto bene. Non gli serve. Più in alto di così il suo sguardo così fisicamente metafisico non sarebbe potuto salire. Da non perdere. Per non perdersi». Il Fatto Quotidiano «Il romanziere Gerald Murnane è una sorta di scrittore per scrittori che scrivono di scrittura. Un autore di culto australiano favorito al Nobel per la letteratura esplora i modi in cui le nostre menti e i ricordi mediano l’esperienza del mondo». The Guardian
    «Questo barista di una polverosa città australiana potrebbe essere il prossimo premio Nobel per la letteratura?». The New York Times «Gerald Murnane è uno dei più grandi scrittori viventi ma non ne avete mai sentito parlare». Rivista Studio «Autori come J. M. Coetzee, Teju Cole e Ben Lerner sono suoi ferventi ammiratori. […] È in pole position, tra gli australiani, per il Nobel». La Lettura del Corriere della Sera «Per Murnane, l’accesso a un altro mondo – un mondo distinto e per molti aspetti migliore del nostro – non si ottiene né dalle buone opere né dalla grazia, ma abbandonando sé stessi alla finzione». J.M. Coetzee «È il James Joyce australiano». The Spectator

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    Titolo: La sete Autore: Maire-Claire Blais Traduzione: Federica Di Lella Genere: Narrativa Pagine: 336 Prezzo: 19,5 € Isbn versione cartacea: 978-88-32107-18-0

    Vincitore del Prix du Gouverneur général, la prima traduzione del romanzo che inaugura il celebre ciclo Soifs della pluripremiata scrittrice canadese. «…l’invito perfetto per sognare». Die Welt «La grande romanziera del Québec, celebre in tutto il mondo, ha costruito per oltre mezzo secolo un’abbacinante opera sulla vita degli emarginati».  Le Monde 
    In una grande villa in un’isola senza nome del Golfo del Messico, entrambe spartiacque tra infiniti mondi, vengono indetti tre giorni e tre notti di festa per salutare la nascita di Vincent, e la fine di un secolo. Nel corso dei magnifici festeggiamenti i molti invitati di Mélanie e Daniel collidono tra loro in un flusso vorticoso di sentimenti indomabili, passandosi il testimone di una narrazione corale che scorre inquieta in cerca dell’appagamento della sete inestinguibile che accomuna tutti i protagonisti di questo vertiginoso romanzo corale: la sete di ubriachezza, di bellezza, e infine di giustizia. 

    Marie-Claire Blais è nata in Québec nel 1939. Le sue opere hanno ricevuto innumerevoli premi, tra cui il Prix Molson du Conseil des arts du Canada e il Prix du Gouverneur général. È stata inoltre insignita del Compagnon de l’Ordre du Canada e del Compagne de l’Ordre des arts et des lettres du Québec, riconoscimenti che l’hanno consacrata come una delle più grandi scrittrici della sua generazione.
    Foto credit: Jill Glessing

    «Dagli anni Settanta in poi la sua scrittura è diventata sempre più impressionistica, ellittica, focalizzata sull'interiorità, fino al ciclo Soifs: un racconto in dieci libri che scorrono come correnti in un Oceano, le virgole come onde, passando da un personaggio all'altro senza paragrafi e con rarissimi punti» Viviana Mazza, la Lettura «Una serie di libri così amati dalla critica da farle conquistare la nomea di erede di Virginia Woolf e una candidatura al Nobel [...] in una scrittura e uno stile che echeggiano Roberto Bolaño tanto quanto Joyce e Proust». Tiziana Lo Porto, Il Venerdì di Repubblica  «Un capolavoro». The New Yorker «Un’opera monumentale, visionaria, essenziale e ricco affresco della fine del secolo».  Voir «Una vasta musica per il magnifico respiro di una frase inesauribile… splendente e apocalittico». Libération «Blais conduce i suoi lettori in un mondo di sovrapposizioni, di continua violenza, in un mondo che da tutto questo guadagna un potere narrativo che dilaga delicatamente sulla pagina insieme a una profonda gioia di vivere – in una prosa magistralmente controllata, chiara e flessibile come un foglio».  Frankfurter Allgemeine Zeitung «Un libro che terminiamo con riluttanza e con un profondo senso di gratitudine per i personaggi che, come gli eroi di Sofocle e Shakespeare, sono i messaggeri di una verità nascosta di fondamentale interesse per il cuore umano». Magazine Littéraire La Lettura, Corriere della Sera Il Venerdì di Repubblica

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