La colorista
Susan Daitch
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Traduzione di: Claudia Durastanti
Pagine: 288
Isbn versione cartacea: 9788832107821
La prima edizione italiana del romanzo di culto della New York degli anni Novanta.
New York, tardi anni Ottanta: Julie vive nell’inquieto e vibrante Lower East Side e lavora come colorista per la Fantômes Comics, casa editrice dalle sorti incerte la cui supereroina, Electra, lungi dal fornirle eroiche risposte, sembra al contrario porle continue domande esistenziali mentre trascorre infinite ore china sulle tavole che narrano le sue gesta, desiderose di nuovi orizzonti. Lo stesso vale per il suo sfuggente oggetto del desiderio, Eamonn, fotografo irlandese impegnato, e di tutta la sfaccettata, spesso geniale umanità che incontra in una New York postmoderna dal fascino crudo e magnetico. Quando alla Fantômes il fato dell’eroina sembra ormai segnato, Julie e Laurel, l’inseparabile inchiostratrice, decideranno di creare la loro versione della storia e di far atterrare Electra sulla Terra, in una città che le mostrerà i mille ambigui volti dell’esistenza umana.
Pubblicato per la prima volta nel 1990 dalla Vintage Contemporaries nell’iconica collana che ha ospitato Cormac McCarthy, Don DeLillo e Raymond Carver, e conquistatosi la fama di romanzo di culto, La colorista arriva nella sua prima edizione italiana con il fascino intatto di un’opera analogica che non smette di porci un quesito fondamentale: siamo o meno la versione più autentica di noi stessi?

Susan Daitch (New Haven, Connecticut) è autrice di sette romanzi e di una raccolta di racconti. I suoi lavori sono apparsi su Guernica, The Baffler, The Los Angeles Review of Books, Bomb, The New England Review, The Norton Anthology of Postmodern American Fiction e numerose altre riviste letterarie. La sua produzione è stata oggetto di un volume dedicato della Review of Contemporary Fiction, insieme a quella di David Foster Wallace e William T. Vollmann. Il suo romanzo, L.C., ha vinto il premio NEA Heritage e una borsa di studio della Lannan Foundation. Nel corso della sua carriera è stata premiata due volte dalla Vogelstein Foundation e ha ricevuto un’ulteriore borsa di studio dalla New York Foundation for the Arts. Siege of Comedians è stato inserito tra i migliori libri del 2021 dal Wall Street Journal. Le sue opere sono state tradotte in tedesco, spagnolo e italiano. La novella Fall Out è stata pubblicata da Madras Press e tutti i proventi sono stati devoluti a Women For Afghan Women.

«Punteggio massimo per l’originalità».
The Boston Globe
«Una delle scrittrici più attente e brillanti attive negli Stati Uniti».
David Foster Wallace
«Questo romanzo è fresco, innovativo e vivace come le tavole dei fumetti che la narratrice colora».
Newsday
«La colorista è denso, lussureggiante; un libro di intensità onirica, i cui motivi possono essere compresi solo ascoltandone l’eco. Da non perdere».
The Los Angeles Reader
«Sofisticato nella struttura e ambizioso nella sua portata intellettuale e letteraria, La colorista si distingue a ogni pagina per l’intelligenza sottile, l’umorismo asciutto e lo sguardo acuto sulle assurdità della vita quotidiana».
Patrick McGrath
«La colorista, il secondo romanzo mozzafiato di Susan Daitch, è molto più di un’altra storia postmoderna. Leggerlo è come scartare una pila di regali ricevuti da una persona saggia e arguta, che sapeva esattamente cosa desideravi. Le frasi di Daitch sono incisive, capaci di far prorompere l’energia esplosiva di un thwack e di un kaboom su larga scala come una tela di Lichtenstein».
Village Voice

«Lacca di garanza, blu manganese, bianco di titanio utilizzato per schiarirle più tardi. Il mio lavoro consisteva nel riempire le vignette di un fumetto a puntate chiamato Electra. A volte dovevo andare in cerca dei colori. Se non riuscivo a vedere concretamente o a immaginare un colore negli uffici della Fantômes and Company Ltd., uscivo a cercarlo. Spesso era una scusa per mollare il lavoro, lo ammetto, ma raramente mi facevano storie se trovavo la tinta perfetta. Era piena estate, pieno pomeriggio. La nave spaziale di Electra era stata catturata da esseri ibridi che somigliavano a lascivi ibischi della Nuova Guinea con propaggini di venere acchiappamosche. La germinazione e la successiva crescita passavano attraverso stadi complessi, dalle spore fino alla pianta adulta. Le vignette in bianco e nero erano rimaste mute sulla mia scrivania mentre sperimentavo con i verdi e i gialli. Nessun colore sembrava quello adatto».




