Dimenticato re Gudú
Ana María Matute
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Traduzione: Maria Nicola
Prefazione: Vanni Santoni
Illustrazioni: Gianluigi Toccafondo
Pagine: 756
Isbn versione cartacea: 9788832107937
«Chi serve il re Gudú serve sé stesso, attraverso il tempo e il mondo»: il capolavoro della narrativa fantastica del XX secolo interpretato dalle illustrazioni di Gianluigi Toccafondo.
Sullo sfondo del Medioevo europeo e dell’immaginario e oscuro regno di Olar, Dimenticato re Gudú è una saga dinastica cupa e fiabesca: il principe Gudú, figlio dell’irruento re Volodioso, trascorre i primi anni di vita esplorando i labirintici corridoi dell’imponente castello, dimenticato dal padre e trattato alla stregua di un servo. Sarà l’ambizione di sua madre, la rinnegata regina Ardid, aiutata dal sapere proibito di un vecchio mago e dall’amicizia con una bizzarra creatura venuta dalle viscere della terra, a decidere il suo fato.
Salito al trono alla morte del padre, vittima di un sortilegio che gli impedisce di amare e spinto da un’irrefrenabile sete di conquista, Gudú dovrà affrontare terribili sfide: il misterioso Nord, abitato da genti sospese tra fiaba e realtà; il ricco ed esuberante Sud, patria del sogno e dell’incanto; infine, le inospitali steppe dell’Est, le terre ignote e indomabili che nessuno dei suoi predecessori è riuscito a sottomettere e dove il giovane re incontrerà il suo destino.
Intessuto di storia e leggenda, Dimenticato re Gudú è un maestoso affresco della condizione tragica, perché epica e fragile insieme, dell’umanità tutta – impegnata da sempre nella lotta tra il bene e il male che infuria in essa, ma soprattutto contro l’Oblio, che a ogni battaglia minaccia di inghiottire ogni gloria, ogni paura, e infine ogni amore.

Ana María Matute (Barcellona, 26 luglio 1925 – ivi, 25 giugno 2014) è considerata una delle più importanti scrittrici spagnole del Novecento. Nell’arco della sua vita le sono stati conferiti i più alti riconoscimenti letterari del suo Paese, tra cui il premio Planeta, il Nacional de las Letras Española e il Miguel de Cervantes per il romanzo Aranmanoth, di prossima pubblicazione per Safarà Editore. Nel 1998 è stata nominata membro della Real Academia Española.
La sua vasta produzione letteraria affronta gli orrori della guerra civile spagnola, che visse in prima persona e che influenzò profondamente la sua scrittura. Testimone da bambina di odio, morte e povertà morale e materiale, Ana María Matute elaborò una poetica intrisa di lirismo e umanità nella quale è possibile rintracciare l’influsso di Charles Perrault, dei fratelli Grimm e di Hans Christian Andersen, confluito con esiti particolarmente profondi nel maestoso Dimenticato re Gudú, fantasy fiabesco che inaugura il trittico dei tre romanzi autoconclusivi ambientati nel Medioevo, oggi considerato un capolavoro del genere.

«Un romanzo vasto come un mondo, elevato come le nuvole in cielo e capace di profondità abissali».
Dalla prefazione di Vanni Santoni
«La produzione di Matute è senza dubbio una delle più ricche della letteratura contemporanea in lingua spagnola».
Mario Vargas Llosa
«Matute ha attraversato le tempeste del secolo scorso facendo affidamento sulle risorse di una prosa nel contempo severa e musicale: uno strumento duttile e precisissimo, messo a punto alla scuola del surrealismo e capace di cogliere anche la minima intermittenza dell’interiorità, e dell’interiorità infantile in modo particolare».
Avvenire

«A poco a poco, come se si svegliasse da un sogno, sollevò il capo. Sapeva che lo stavano aspettando, che Olar lo stava aspettando. Ed ebbe paura. L’antico terrore tornava a lui da remote regioni. Come un’eredità e una maledizione, tornava a lui, ora. E per la prima volta si chiese chi fosse realmente. Solo quello che sua madre aveva deciso per lui? E che cosa aveva deciso? Che fosse, forse, l’arma sguainata di un altro desiderio, di un altro mistero, dei molti che lo spingevano da bambino, lungo corridoi proibiti, in cerca di qualcosa che non comprendeva, né sapeva se desiderava o aborriva. Forse qualcosa che voleva distruggere o annientare per sempre. O, al contrario, qualcosa cui segretamente anelava sopra tutte le cose conosciute».




